Caverna nascosta potrebbe proteggere foca più rara al mondo dall’incontro con l’uomo.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Caverna nascosta potrebbe proteggere foca più rara al mondo dall’incontro con l’uomo.

Scoperta dei Foche Monache nel Mare Mediterraneo

Recenti studi hanno rivelato che le rare foche monache mediterranee (Monachus monachus) trovano rifugio in una particolare cavità marina chiamata “bubble cave” sulla piccola isola greca di Formicula. Questo tipo di camera subacquea, accessibile tramite passaggi sottomarini, offre un’area sicura dove le foche possono respirare e, potenzialmente, nascondersi dai turisti.

Le foche monache rappresentano la specie di pinnipedi più rara al mondo, essendo l’unico tipo di foca presente nel Mar Mediterraneo. Secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), il numero di esemplari rimasti è inferiore a mille. Storicamente, queste foche si ritiravano su spiagge costiere aperte per riposare, mutare e dare alla luce i cuccioli. A causa dell’aumento del disturbo umano, dovuto a turismo, pesca e sviluppo urbanistico, le foche hanno iniziato a cercare riparo nelle grotte marine lungo la costa mediterranea per riposarsi e riprodursi.

Il Ruolo delle Bubble Caves nelle Dinamiche di Riposo delle Foche

Il principale autore dello studio, Joan Gonzalvo, affiliato al progetto Ionian Dolphin del Tethys Research Institute in Italia, ha descritto l'”ideale” cavità marina come un luogo con una piscina, una spiaggia asciutta adatta per il riposo, un corridoio d’ingresso e protezione dalle condizioni meteorologiche avverse e dalle onde impetuose. Solitamente, queste cavità sono accessibili da entrate sopra o sotto il livello dell’acqua.

Durante una valutazione di habitat nell’Arcipelago dell’Inner Ionian Sea, il team stava installando una telecamera per monitorare una di queste comode grotte marine su Formicula quando ha scoperto un corridoio subacqueo che conduceva a una seconda camera più piccola. Questa “bubble cave” conteneva acqua e una bolla d’aria sopra, ma nessuna spiaggia asciutta dove le foche potessero riposare. Il team ha posizionato una telecamera subacquea nella bolla per monitorare l’eventuale utilizzo da parte delle foche.

Nel corso di 141 giorni, prevalentemente durante i mesi estivi e autunnali del 2020-2021, i ricercatori hanno registrato la presenza di foche monache nella grotta principale per 30 giorni, mentre nella bubble cave per 119 giorni e in entrambe le grotte per 23 giorni. Le foche sono state osservate visitare la bubble cave in gruppi di uno a tre, e venivano notate mentre riposavano e dormivano.

Gonzalvo ha espresso sorpresa nel constatare che le foche utilizzavano più frequentemente la “bubble cave”, descritta come umida e meno confortevole, rispetto alla grotta principale. Nonostante non fosse adatta per la riproduzione e la muta, la bubble cave sembra offrire uno spazio ideale per le foche per rilassarsi e cercare riparo dalla presenza umana indesiderata.

Il turismo nella regione del Mar Ionio può rivelarsi intenso durante l’estate, con turisti che si avvicinano alle foche, talvolta inseguendole all’interno delle grotte. Per questo motivo, sono state recentemente istituite zone di non accesso attorno a Formicula con l’intento di proteggere questi animali. Gonzalvo ha sottolineato che future valutazioni degli habitat per le foche monache mediterranee dovrebbero considerare le bubble caves come un habitat ecologicamente importante.

Jason Baker, biologo marino non coinvolto nello studio, ha commentato che “è sensato fare un inventario di questo tipo di habitat”. Ha avvertito, però, che sarebbe ideale proteggere ulteriori aree abitative affinché le foche non debbano sfuggire alla presenza umana. La salvaguardia delle bubble caves potrebbe rivelarsi cruciale per garantire la sopravvivenza di questa rara specie.

La scoperta delle bubble caves non è solo un importante passo avanti nella comprensione del comportamento delle foche monache, ma offre anche spunti sulla necessità di ulteriori misure di conservazione. La protezione degli habitat naturali è fondamentale per assicurare che questi affascinanti pinnipedi possano prosperare e mantenere l’equilibrio dell’ecosistema marino. I programmi di conservazione devono ora integrare queste nuove informazioni per garantire un futuro sostenibile per la specie.

Fonti ufficiali:
– Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN)
– Tethys Research Institute

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