CCNL Scuola: Applicazione del Middle Management, nodo cruciale e insostenibilità per l’AND.
Pubblicato il da Redazione - Scuola e Università
Riforma Scuola: Braccio di Ferro tra Sindacati e Governo sul “Middle Management”?
Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) scuola 2022-2024 si preannuncia una sfida complessa, con diverse questioni sul tavolo che vedono posizioni distanti tra l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (ARAN), guidata dal Presidente Antonio Naddeo, e le organizzazioni sindacali. Uno dei punti più controversi riguarda il riconoscimento giuridico delle figure di sistema, in particolare dei collaboratori dei dirigenti scolastici, spesso definiti “Middle Management”.
La proposta di introdurre formalmente questa figura intermedia nel sistema scolastico italiano sta incontrando forti resistenze da parte di diversi sindacati, tra cui l’Associazione Nazionale Docenti (AND). Abbiamo raccolto le dichiarazioni del Presidente di AND, il prof. Pio G. Sangiovanni, per approfondire le ragioni di questa opposizione e comprendere le possibili implicazioni di tale riforma.
La Carriera dei “Centomila Vicari”: Un’Analisi Critica
Secondo il prof. Sangiovanni, l’attuale quadro normativo attribuisce al dirigente scolastico il potere esclusivo di nominare i suoi collaboratori, instaurando un rapporto fiduciario di natura prettamente esecutiva. Questo significa che i collaboratori operano sotto il controllo diretto del dirigente, senza una reale autonomia organizzativo-gestionale al di là delle direttive impartite.
Inoltre, la nomina è annuale e può non essere rinnovata, ad esempio in caso di cambio del dirigente scolastico, con la conseguente perdita delle funzioni. In questo contesto, definire i collaboratori del dirigente scolastico (stimati in circa 100.000 in Italia) come “Middle Management” appare, secondo il Presidente di AND, un’astrazione teorica o un esercizio retorico.
La “Deriva Dirigistica” e l’Ostacolo alla Riforma
Il prof. Sangiovanni individua nel sistema di dirigenza scolastica, come configurato dalle riforme degli ultimi decenni, il principale ostacolo al riconoscimento del Middle Management. A suo avviso, l’organizzazione dirigistica e monocratica, incentrata sulla figura del dirigente scolastico come vertice del sistema, genera un clima di malessere e conflittualità.
Questa struttura, secondo AND, si pone in contrasto con la definizione di scuola come “comunità educante e democratica” sancita nell’ultimo contratto. Un dirigente scolastico investito di un potere assoluto difficilmente può accettare l’esistenza di figure intermedie dotate di autonomia decisionale e gestionale, soprattutto se la loro nomina dipende da un rapporto fiduciario di tipo liberale, come avviene attualmente.
Riforma Scuola: Verso l’Elezione del Preside?
Per valorizzare realmente le figure che svolgono compiti di responsabilità “derivata” nel sistema scolastico, AND propone una riforma radicale dell’organizzazione e della governance della scuola, trasformandola in una vera “comunità educante e democratica”.
Questo implica un passaggio a una leadership condivisa e distribuita, in cui il dirigente scolastico non sia più un’autorità monocratica, ma un “primus inter pares” eletto democraticamente dal collegio dei docenti, includendo anche i collaboratori del preside. Gli incarichi dovrebbero essere a tempo, rinnovabili per un numero limitato di mandati, garantendo una maggiore partecipazione e corresponsabilità.
La Leadership Distribuita: Un Modello Organizzativo e Pedagogico
Anche se la leadership distribuita non è ancora disciplinata da norme specifiche in ambito scolastico, essa si basa su principi organizzativi e pedagogici che promuovono la condivisione delle responsabilità e la partecipazione attiva di tutti gli attori coinvolti. Questo modello, secondo AND, può contribuire a creare un ambiente di lavoro più collaborativo e democratico, valorizzando le competenze e l’esperienza di tutti i docenti.
La Riforma della Carriera dei Docenti: Un Pilastro per la Scuola del Futuro
Un rilancio di un sistema scolastico autenticamente democratico e autonomo, che ponga al centro, oltre agli studenti, la figura dei docenti, è l’obiettivo principale dell’Associazione Nazionale Docenti. In questa visione, i docenti devono essere protagonisti di una vera e propria rivoluzione, sia dal punto di vista professionale che della progressione di carriera.
Secondo il prof. Sangiovanni, è necessario superare la monotonia attuale e affrontare le criticità che affliggono la professione docente. La carriera dovrebbe evolvere in base all’acquisizione di competenze e responsabilità, con un riconoscimento giuridico ed economico adeguato. Questo potrebbe incentivare i docenti a migliorare continuamente la propria professionalità attraverso concorsi e valutazioni periodiche, basate sull’efficacia dell’insegnamento e sui ruoli aggiuntivi svolti nella scuola.
La riforma della carriera dei docenti, insieme alla revisione della governance scolastica e al riconoscimento del Middle Management, rappresenta una sfida complessa ma necessaria per costruire una scuola più democratica, efficiente e capace di rispondere alle esigenze del futuro.
Fonti:
- MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca): https://www.miur.gov.it/
- ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni): https://www.aranagenzia.it/
- CCNL Scuola: consultare il testo integrale del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto scuola per i dettagli sulle normative vigenti.
Non perderti tutte le notizie di Scuola e Università su Blog.it