Cenerentola compie 29 anni: il musical con Brandy e Whitney Houston che ha riscritto la fiaba senza tempo
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo
Il 2 novembre 1997, la televisione americana trasmetteva per la prima volta Rodgers & Hammerstein’s Cinderella, il musical ispirato alla celebre fiaba e interpretato da Brandy Norwood e Whitney Houston. Andato in onda sulla ABC all’interno del programma The Wonderful World of Disney, lo speciale riuniva un cast stellare, con Whoopi Goldberg, Bernadette Peters, Victor Garber e Paolo Montalban. Il risultato fu uno degli adattamenti televisivi più amati degli anni Novanta, capace di rinnovare una storia conosciuta da generazioni attraverso la musica, il romanticismo e una rappresentazione più inclusiva del mondo delle fiabe.
Il progetto riprendeva il musical scritto da Richard Rodgers e Oscar Hammerstein II, originariamente realizzato per la televisione nel 1957 con Julie Andrews. La versione del 1997, però, introduceva una novità importante: un cast multietnico nel quale i personaggi potevano essere interpretati da attori di origini diverse senza che questo modificasse la storia. Cenerentola rimaneva la giovane donna che sogna una vita migliore, ma la sua avventura assumeva un significato nuovo per il pubblico che la guardava.
Oltre alle scenografie sontuose e agli abiti da favola, a rendere indimenticabile il film furono le interpretazioni musicali e il rapporto tra Brandy e Whitney Houston. La prima portava sullo schermo una Cenerentola giovane, determinata e piena di speranze; la seconda trasformava la Fata Madrina in una presenza carismatica e rassicurante. Lo speciale conquistò circa 60 milioni di spettatori e dimostrò che anche una fiaba classica poteva parlare a una nuova generazione senza perdere la propria magia.
## Una nuova Cenerentola per la televisione degli anni NovantaAlla fine degli anni Novanta, le grandi produzioni musicali televisive rappresentavano un’occasione per riportare sul piccolo schermo le storie più amate del teatro e del cinema. La ABC decise di puntare su una nuova versione di Cinderella, affidando la regia a Robert Iscove e la sceneggiatura a Robert L. Freedman. La produzione era sostenuta da Whitney Houston, che partecipò al progetto anche come produttrice esecutiva insieme a Craig Zadan, Neil Meron e Debra Martin Chase.
La trama conservava gli elementi fondamentali della fiaba: Cenerentola vive sotto il controllo della matrigna e delle sorellastre, costretta a occuparsi delle faccende domestiche e a rinunciare ai propri desideri. Quando il re organizza un ballo per permettere al principe di trovare una moglie, la giovane sogna di partecipare, ma sembra destinata a restare a casa. L’intervento della Fata Madrina cambia ogni cosa, trasformando un desiderio apparentemente impossibile in un’occasione per immaginare un futuro diverso.
La nuova versione, tuttavia, non si limitava a riproporre la storia in una veste aggiornata. La sceneggiatura cercava di dare maggiore spazio alle aspirazioni personali della protagonista, presentandola come una ragazza che non desidera soltanto incontrare un principe, ma anche trovare il proprio posto nel mondo. La magia rimaneva al centro della vicenda, accompagnata da un messaggio di fiducia in se stessi e nelle possibilità che la vita può offrire.
## Brandy Norwood, la protagonista che ha fatto storiaLa scelta di Brandy Norwood per il ruolo di Cenerentola fu uno degli aspetti più innovativi del film. All’epoca, la cantante era già una star della musica R&B e recitava nella sitcom Moesha. La sua popolarità tra i più giovani, unita alle capacità vocali e alla naturalezza davanti alla telecamera, la rendeva una protagonista ideale per una produzione destinata a raggiungere un pubblico trasversale.
La sua interpretazione offriva un’immagine diversa della principessa tradizionale. La protagonista conservava la gentilezza e la sensibilità associate al personaggio, ma mostrava anche una forte capacità di immaginare una vita diversa da quella imposta dalla matrigna. Brandy riusciva a rendere credibile il desiderio di libertà di una ragazza che, nonostante le difficoltà, non smette di credere nel futuro.
Il valore della scelta andava oltre il casting. Per molte bambine afroamericane, vedere una Cenerentola interpretata da Brandy significava riconoscersi in una delle protagoniste più celebri dell’immaginario fiabesco. Il film non sentiva il bisogno di giustificare questa scelta attraverso la trama: il regno era semplicemente abitato da persone di origini differenti, e la protagonista poteva essere una principessa senza che la sua identità diventasse un ostacolo alla storia.
## Whitney Houston è la Fata MadrinaAccanto a Brandy, la presenza di Whitney Houston era uno dei principali motivi di interesse dello speciale. La cantante interpretava la Fata Madrina, trasformandola in una figura elegante, affettuosa e dotata di una straordinaria energia. La sua partecipazione aveva anche una storia particolare: il progetto era stato sviluppato inizialmente pensando a Houston nel ruolo di Cenerentola, ma il tempo trascorso durante la preparazione la portò a scegliere una parte diversa.
Fu proprio Houston a volere Brandy come protagonista. La decisione permise di creare un incontro artistico tra due generazioni di interpreti, accomunate dalla musica ma diverse per esperienza e percorso professionale. La Fata Madrina diventava così una guida capace di incoraggiare Cenerentola a credere nei propri sogni, mentre la giovane cantante poteva misurarsi con un ruolo iconico accanto a una delle voci più celebri del mondo.
Tra i momenti più memorabili c’è Impossible, il brano in cui la Fata Madrina aiuta Cenerentola a immaginare ciò che fino a quel momento sembrava irraggiungibile. La canzone racchiude il messaggio centrale del musical: non tutto ciò che appare impossibile è davvero fuori portata. Houston porta nel personaggio calore, ironia e potenza vocale, lasciando un’impronta che ha contribuito a rendere questa versione della fiaba particolarmente amata.
## Whoopi Goldberg, Bernadette Peters e un cast stellareIl musical poteva contare su un cast ricco di volti noti del cinema, della televisione e del teatro. Whoopi Goldberg interpretava la regina Constantina, madre del principe, mentre Victor Garber vestiva i panni del re Maximillian. La loro presenza contribuiva a dare alla corte reale una dimensione ironica e familiare, alternando momenti comici a scene più romantiche.
Bernadette Peters, attrice e cantante affermata a Broadway, interpretava invece la matrigna di Cenerentola. Il suo personaggio conservava la natura autoritaria e vanitosa della tradizione, ma acquistava una personalità teatrale grazie all’esperienza musicale dell’interprete. Le sorellastre, Calliope e Minerva, erano interpretate rispettivamente da Veanne Cox e Natalie Desselle, protagoniste di diversi momenti comici della storia.
Il principe Christopher aveva il volto di Paolo Montalban, attore e cantante statunitense di origini filippine. La coppia formata da lui e Brandy contribuiva ulteriormente alla varietà del cast, mentre Jason Alexander interpretava Lionel, l’araldo di corte e amico del principe. L’insieme di queste personalità trasformava il musical in uno spettacolo corale, nel quale i personaggi secondari avevano un ruolo importante nel definire il tono della vicenda.
## Le canzoni di Rodgers e Hammerstein che hanno reso immortale il musicalLa musica rappresentava il cuore della produzione. Il film riprendeva diverse canzoni di Richard Rodgers e Oscar Hammerstein II, autori di alcuni dei musical più importanti della storia americana. Tra i brani più celebri figuravano In My Own Little Corner, Ten Minutes Ago, A Lovely Night, Do I Love You Because You’re Beautiful? e Impossible.
In In My Own Little Corner, Cenerentola trova rifugio nella propria immaginazione e si concede la libertà di sognare una vita lontana dalle umiliazioni quotidiane. Ten Minutes Ago, invece, accompagna l’incontro tra il principe e la giovane al ballo, raccontando l’entusiasmo di un amore appena sbocciato. Le canzoni non sono semplici intermezzi: permettono ai personaggi di esprimere desideri, paure e speranze che le sole parole non riuscirebbero a raccontare con la stessa intensità.
La versione del 1997 introdusse anche brani provenienti da altri lavori musicali di Rodgers e Hammerstein, tra cui There’s Music in You, scelto per il finale interpretato da Whitney Houston, e The Sweetest Sounds. Fu aggiunta anche Falling in Love with Love, scritta da Rodgers con il paroliere Lorenz Hart. Queste scelte ampliarono il repertorio originale e contribuirono a dare al film una personalità musicale riconoscibile.
## Il successo televisivo e i riconoscimentiLa prima trasmissione del 2 novembre 1997 fu un successo per la ABC. Secondo le stime diffuse all’epoca, circa 60 milioni di persone videro almeno una parte del musical negli Stati Uniti. Il programma contribuì a regalare alla rete i migliori ascolti domenicali in oltre un decennio, confermando l’interesse del pubblico per le grandi produzioni musicali e per le storie capaci di riunire più generazioni davanti alla televisione.
Il film ottenne anche un importante riconoscimento nell’ambiente televisivo: ricevette sette candidature agli Emmy Awards del 1998 e vinse il premio per la direzione artistica in una produzione di varietà o musicale. Un risultato che valorizzava il lavoro svolto sulle scenografie, sui costumi e sulla costruzione visiva del regno fiabesco, elementi fondamentali per trasformare il musical in uno spettacolo immersivo.
Negli anni successivi, la produzione continuò a essere trasmessa e distribuita in home video, conquistando spettatori che non avevano seguito la prima messa in onda. Nel febbraio 2021 è arrivata anche su Disney+, permettendo a una nuova generazione di scoprire la versione con Brandy e Whitney Houston. La disponibilità sulle piattaforme ha contribuito a mantenere vivo l’interesse per uno dei musical televisivi più rappresentativi degli anni Novanta.
## Perché Cenerentola del 1997 è ancora un classicoA quasi tre decenni dal debutto, Rodgers & Hammerstein’s Cinderella continua a essere ricordato per la combinazione di musica, romanticismo e immaginazione. Il suo successo non dipende soltanto dalle interpretazioni di Brandy e Whitney Houston o dalla presenza di un cast di grande richiamo, ma anche dalla capacità di rinnovare una storia familiare senza cancellarne gli elementi essenziali.
La scelta di un cast multietnico ha lasciato un segno importante nella storia della rappresentazione televisiva. Il film ha dimostrato che una fiaba può restare riconoscibile anche quando i suoi personaggi vengono interpretati da attori che raramente avevano avuto accesso a quei ruoli nelle grandi produzioni. Non era necessario riscrivere l’intera vicenda: bastava aprire il mondo della storia a più possibilità, permettendo a un pubblico più ampio di sentirsi parte di quella magia.
La Cenerentola di Brandy e la Fata Madrina di Whitney Houston sono diventate così due immagini iconiche della cultura pop degli anni Novanta. Le loro interpretazioni, accompagnate dalle melodie di Rodgers e Hammerstein e da una messa in scena spettacolare, continuano a ricordare che le fiabe non appartengono a un’unica epoca. Possono cambiare volto, trovare nuove voci e raccontare gli stessi sogni a generazioni diverse, senza perdere la capacità di emozionare.