Chi stabilisce l’orario di lavoro del personale ATA nelle scuole?
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
All’inizio di ogni anno scolastico, una delle decisioni più rilevanti riguarda l’organizzazione dell’orario di servizio del personale ATA. Questa pianificazione è fondamentale per garantire il raggiungimento degli obiettivi formativi indicati nell’offerta didattica delle istituzioni scolastiche.
Ore di lavoro del personale ATA
Secondo le disposizioni contrattuali vigenti, il personale ATA deve svolgere un’orario settimanale standard di 36 ore. Questa attività è generalmente suddivisa in sei ore giornaliere, che possono essere distribuite sia in orario mattutino che pomeridiano, a seconda delle necessità didattiche programmate. Il Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) è responsabile della comunicazione dell’orario al dirigente scolastico.
Il dirigente scolastico adotta il piano delle attività elaborato dal DSGA, verificando la sua coerenza con il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF). È importante seguire le procedure previste dall’articolo 30 del CCNL 2019/2021, che definisce i criteri per stabilire fasce temporali di flessibilità in entrata e in uscita. La responsabilità dell’effettiva attuazione del piano viene affidata al DSGA.
Tipologie di orario e flessibilità
In base al piano delle attività, il servizio del personale ATA può essere distribuito su cinque o sei giorni, adottando diverse tipologie di orario concordi con gli obiettivi educativi identificati nel PTOF. Le modalità principali di orario sono:
- Orario di lavoro flessibile
- Orario plurisettimanale
- Turnazioni
Orario di lavoro flessibile
Una volta definito l’orario di servizio, è possibile implementare un orario flessibile. Questo consente di anticipare o posticipare l’orario di ingresso e di uscita, distribuendo il lavoro su cinque giorni, a seconda delle necessità educative della scuola. È fondamentale tenere presente anche le esigenze personali del personale, come problemi di salute o diritti previsti dalla Legge 104/92.
Orario plurisettimanale
Se emergono necessità particolari o una maggiore intensità di lavoro, si può ricorrere a un orario plurisettimanale. Qui ci sono alcuni criteri da seguire:
- L’orario ordinario di 36 ore settimanali può essere esteso fino a 42 ore per un massimo di 3 settimane consecutive.
- È necessario individuare periodi di maggiore e minore intensità di lavoro, che di norma non superano le 13 settimane nell’anno scolastico.
- Le forme di recupero durante i periodi di minore carico di lavoro possono avvenire attraverso una riduzione dell’orario giornaliero o del numero di giorni di lavoro settimanale.
Turnazioni per un servizio efficace
Le turnazioni sono pensate per garantire una copertura massima dell’orario di servizio settimanale su cinque o sei giorni. Si fa ricorso alle turnazioni quando le altre modalità orarie non riescono a soddisfare le esigenze di servizio. Ecco i criteri da seguire per l’adozione delle turnazioni:
- Il personale in turno deve coprire l’intero servizio a rotazione.
- È fondamentale distribuire i compiti in base alle professionalità richieste per ogni turno.
- I turni possono presentare delle sovrapposizioni parziali tra il personale subentrante e quello già in servizio.
- È obbligatorio garantire per ogni periodo di 24 ore almeno 11 ore consecutive di riposo.
- I turni serali che superano le 20:00 possono essere attivati solo per esigenze specifiche del programma scolastico.
In sintesi, l’organizzazione dell’orario di servizio del personale ATA è un aspetto cruciale del funzionamento delle istituzioni scolastiche, che richiede attenzione alle esigenze tanto didattiche quanto personali. La corretta pianificazione permette di massimizzare l’impiego delle risorse umane e garantire un ambiente di lavoro ottimale.
Fonti ufficiali:
- CCNL 2019/2021 – Sezione II: Norme comuni e di principio sull’assunzione del personale ATA.
- Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF).
- Legge 104/92 – Norme per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.
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