Chiusura di Internet in Iran: cosa c’è da sapere e perché è importante.

Pubblicato il da Ignazio Aragona - Tecnologia

Chiusura di Internet in Iran: cosa c’è da sapere e perché è importante.

All’inizio di gennaio, dopo l’esplosione delle proteste in Iran, il regime ha deciso di disattivare internet, dando vita al blackout più lungo nella storia del paese. Questa misura, prevista per fermare la diffusione delle manifestazioni, non è riuscita a fermare l’iniziativa popolare, sebbene abbia limitato gravemente la circolazione delle informazioni sia all’interno che all’esterno dell’Iran.

La situazione attuale in Iran: un’onda di violenza indiscriminata

Nonostante i confini fortemente sorvegliati e i segnali disturbati, un’ondata senza precedenti di violenza statale ha fatto lievitare il numero totale delle vittime, che si stima possa oscillare tra 3.000 e 30.000. Anche considerando il dato più basso, ufficialmente riconosciuto dal regime iraniano, si tratta di una delle insurrezioni più sanguinose della storia moderna.

Cercare di comprendere la situazione in Iran non è semplice. La storia è complessa e la tecnologia così come l’infrastruttura internet sono in continua evoluzione. Per avere un’idea più chiara di ciò che sta accadendo, ho parlato con un’esperta: Mahsa Alimardani, direttrice associata del programma Technology Threats & Opportunities presso WITNESS. Dal 2012, Alimardani si occupa di diritti digitali, in particolare riguardo all’Iran.

Le sfide dell’accesso a Internet in Iran

Secondo Alimardani, da gennaio c’è stata una ripresa parziale della connettività, ma la situazione è molto instabile. Alcuni strumenti di elusione della censura hanno iniziato a funzionare, ma molti utenti segnalano problematiche. Un’esperienza recente riguarda una chiamata FaceTime ricevuta da un iraniano, che ha affermato di aver potuto contattare senza VPN, sebbene fosse un caso isolato.

La profonda disconnessione avvenuta dall’8 gennaio, quando le proteste hanno preso piede, ha segnato un record negativo sia per la durata del blocco che per il numero di manifestanti uccisi. Questa situazione solleva interrogativi su come la tecnologia possa sia supportare le oppressioni sia rappresentare una minaccia per il regime.

La risposta del governo iraniano al crescente accesso a Internet risiede nella paura di una mobilitazione popolare. La censura e la disinformazione sono le armi principali utilizzate dal regime per mantenere il controllo. È interessante notare come le esperienze passate, ad esempio il massacro di prigionieri politici nel 1988 avvenuto senza la presenza di Internet, abbiano dimostrato l’importanza di controllare la narrazione storica.

I crimini di lesa umanità avvertiti dalla popolazione stanno trovando spazio anche nel contesto digitale, dove è possibile documentare e testimoniare gli eventi in modo più efficace rispetto al passato. L’uso della tecnologia per la registrazione dei crimini rappresenta una minaccia diretta al regime, che teme di dover rendere conto delle proprie azioni.

La manipolazione delle informazioni, la censura e la coercizione fisica sono tutti strumenti utilizzati dal regime per mantenere il controllo. Inoltre, la proliferazione di disinformazione rende difficile discernere la verità. Anche i media stranieri incontrano numerosi ostacoli nel riportare la condizione attuale del paese.

Progetti come Starlink hanno rappresentato una speranza per gli iraniani, offrendo un canale alternativo di connettività. Tuttavia, i costi elevati e il contrabbando limitano l’accesso a questi strumenti a una ristretta fascia della popolazione. La situazione in regioni marginalizzate come Sistan e Baluchestan rimane particolarmente critica, con minori opportunità di accesso a tecnologia come Starlink.

La sfida principale della comunità internazionale è quella di garantire un accesso equo a queste tecnologie, affinché possano realmente contribuire a migliorare la situazione in Iran. È fondamentale ripensare la connessione a Internet in modo da superare le limitazioni politiche e geografiche.

La repressione, quindi, non è solo una questione di forza militare, ma anche di controllo dell’informazione e della tecnologia. Questo dualismo rappresenta la sfida più grande per la popolazione iraniana in questo periodo storico così difficile.

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