Chris Carter, creatore di X-Files, desiderava realizzare un film ancora più horror.

Chris Carter, creatore di X-Files, desiderava realizzare un film ancora più horror.

La nuova versione di I Want to Believe mette in risalto gli elementi ispirati a Frankenstein, tanto da far sembrare che la 20th Century Studios volesse cavalcare l’onda dell’attuale fascinazione di Hollywood per il riadattamento del romanzo seminale di Mary Shelley. Carter, però, ha spiegato che il suo obiettivo è quello di esplorare gli orrori reali che si intrecciano con le disperate ricerche di gioventù e immortalità degli esseri umani.

Sfide Morali e Esperimenti Terrificanti

“C’è questa idea, tipica di alcuni ambienti tecnologici, secondo cui se fai le cose giuste e mangi gli alimenti giusti, potresti vivere per sempre,” ha spiegato Carter. “Ma se riesci a trapiantare con successo la tua testa su corpi sempre più giovani, chi può dire che non sia vita eterna?”

Scrivendo I Want to Believe nei primi anni 2000, Carter si è ispirato al lavoro di Robert J. White, un neurochirurgo e bioetico che riuscì a trapiantare con successo la testa di una scimmia vivente su un altro corpo negli anni ’70. Prima della morte di White nel 2010, Carter lo incontrò in Ohio per discutere il suo lavoro, e quella conversazione ha influenzato alcuni aspetti di I Want to Believe. Con Vrach Frankenshteyn, Carter voleva mettere in evidenza il senso viscerale di paura che potrebbe provare chi subisce esperimenti simili a quelli di White. La nuova versione spende meno tempo sul rapporto personale di Mulder e Scully e concentra maggiori energie per trasmettere il terrore provato dai personaggi vittime degli eventi.


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