Classi affollate: studenti stranieri stimolano l’apprendimento in una scuola di Cagliari.
Pubblicato il da Redazione - Scuola e Università
L’aumento del numero di alunni con cittadinanza non italiana apre un dibattito rilevante: arricchisce la scuola o ostacola l’apprendimento? Quali effetti si riscontrano sugli studenti italiani? Il primo giorno dell’anno scolastico 2025-26 ha rinnovato questa interrogativo a Cagliari, dove il quartiere di Stampace ha offerto spunti interessanti. Nella scuola primaria “Satta”, bandierine di vari Paesi sono state appese lungo il perimetro della scuola, mentre matite decorate con i vessilli di tutto il mondo sono state distribuite ai bambini.
Una Festa Multiculturale
Si è celebrata una vera e propria festa internazionale e multiculturale, durante la quale ogni bambino, davanti a un planisfero, ha potuto indicare il Paese di provenienza della propria famiglia. Come riportato dall’agenzia Ansa, l’iniziativa ha avuto l’obiettivo di evidenziare come la presenza di culture diverse possa arricchire l’ambiente scolastico e favorire un apprezzamento reciproco.
La dirigente scolastica Elizabeth Piras Trombi Abibatu esprime il suo entusiasmo per l’accoglienza dei nuovi alunni: “I docenti del Satta si sono impegnati fin dall’inizio per rendere l’inserimento il più agevole possibile. Riceviamo studenti provenienti da diverse nazioni dell’Oriente e dell’Africa. Alcune famiglie scelgono questa scuola proprio per la sua natura multietnica, cercando di inviare un segnale di apertura e inclusione”.
I dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito confermano la crescita costante degli alunni con cittadinanza non italiana: nell’anno scolastico 2024-25, si registravano 864.425 studenti, poco più del 10% dell’intera popolazione scolastica. Di questi, 107.212 nella scuola dell’infanzia, 322.014 nella primaria, 209.074 nella secondaria di primo grado e 226.125 nella secondaria di secondo grado.
Negli ultimi anni, l’incremento di alunni non italiani è rappresentativo di una tendenza positiva. La loro presenza ha persino contribuito a mantenere attivi alcuni istituti scolastici in territori a bassa densità abitativa, contrastando il fenomeno della denatalità, che colpisce l’Italia, dove ogni anno oltre 100.000 alunni italiani abbandonano le scuole.
In Sardegna, l’anno scolastico 2024-25 ha visto 176.667 alunni iscritti, segnando un calo di 5.515 rispetto all’anno precedente. Gli studenti stranieri, sebbene ancora una minoranza con appena lo 0,6% del totale regionale, rappresentano una significante parte della popolazione scolastica a Cagliari, in particolare nei quartieri popolari dove si trova la scuola “Satta”.
L’impatto sugli Alunni Italiani
La domanda cruciale rimane: la forte presenza di alunni non italiani influisce sugli studenti italiani? Secondo recenti studi condotti dall’Invalsi e dalla Fondazione Agnelli, se adeguatamente supportati da insegnanti specializzati nell’insegnamento dell’italiano, le classi miste non compromettono il rendimento. Aggiungono anzi valore all’ambiente scolastico, migliorando competenze sociali e tolleranza. “La scuola diventa un laboratorio di cittadinanza”, nota la pedagogista cagliaritana Maria Teresa Pinna.
In generale, gli esperti concordano sul fatto che la presenza di alunni stranieri rappresenti un vantaggio, a patto che siano implementate politiche scolastiche capaci di fornire supporti linguistici e didattici adeguati. Ciò significa investire in risorse umane, formare insegnanti specializzati, utilizzare mediatori culturali e fornire materiali di qualità.
Le vere criticità emergono quando mancano risorse adeguate, soprattutto nel personale scolastico. In molte scuole, la carenza di insegnanti specializzati per l’italiano come lingua seconda e la mancanza di supporto logistico possono amplificare le difficoltà linguistiche e i ritardi nell’apprendimento. Questo può portare a un rallentamento delle dinamiche didattiche, incidendo negativamente sul tempo e sulle opportunità di apprendimento degli studenti italiani.
In base al Decreto Scuola e Sport (Decreto legge 71/2024), con l’inizio dell’anno scolastico 2025-26 è previsto l’assegnamento di quasi mille insegnanti per assistere alunni stranieri privi di competenze linguistiche di base. Questa misura è fondamentale per garantire un’integrazione efficace.
È importante notare che nel caso in cui numerosi alunni presentino difficoltà con la lingua italiana, il ritmo delle lezioni può subire ritardi. Ciò richiede adattamenti didattici che, se non supportati adeguatamente, potrebbero rallentare il processo educativo per tutti.
Non si può ignorare il fatto che le scuole del Nord, tipicamente meglio attrezzate, siano in grado di gestire in modo più efficiente l’inclusione. In contrasto, in regioni con una bassa presenza di alunni stranieri, come la Sardegna, questa esperienza di integrazione è spesso meno consolidata. La situazione è complessa e dipende in gran parte del contesto locale. Dove la percentuale di alunni stranieri è bassa, la loro presenza può contribuire a mantenere attivi i gruppi classe e preparare gli studenti a una società più inclusiva.
Infine, è fondamentale non sottovalutare l’impatto di ogni singolo alunno, sviluppando strategie che promuovano un’inclusione autentica e proficua. In assenza di politiche e risorse adeguate, la presenza di un numero elevato di alunni non italiani può diventare una sfida significativa per il sistema educativo.
Non perderti tutte le notizie di Scuola e Università su Blog.it