Clima, dieci anni dopo Parigi: il cammino verso l’accordo è ancora incerto
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
A dieci anni dall’accordo di Parigi, si registra un’aumentata preoccupazione tra esperti e attivisti riguardo all’efficacia delle trattative sul clima. La prossima summit, Cop31, si svolgerà in Turchia, con l’Australia alla presidenza, ma i segnali di impasse sono evidenti.
Le temperature globali hanno superato la soglia di 1,5°C per due anni consecutivi e l’ONU stima un aumento compreso tra 1,7 e 1,8°C. Questo porta molti a chiedersi se il processo Cop sia adatto allo scopo. Per alcuni, come Paul Bledsoe, ex consigliere di clima della Casa Bianca, è necessaria una stretta sui timori nazionali per ottenere risultati più incisivi.
I fallimenti e i successi dell’accordo di Parigi
Nonostante il fallimento nel raggiungere gli obiettivi di temperatura, alcuni esperti come Johan Rockström del Potsdam Institute avvertono che l’accordo di Parigi rimane un faro morale. Juan Carlos Monterrey, ex inviato del clima panamense, aggiunge che la mera esistenza dell’accordo rappresenta un’importante guida per l’azione climatica.
Prospettive per il futuro e il ruolo delle tecnologie
Nonostante le sfide, esistono segnali positivi, come le elezioni in Brasile che hanno portato al potere Luiz Inácio Lula da Silva, e l’adozione crescente di tecnologie pulite in paesi come Pakistan e Vietnam. Le trattative per Cop31 potrebbero anche portare a un accordo per aumentare l’uso finale dell’elettricità al 35% entro il 2035.
In questo contesto, la comunità internazionale è invitata a vedere il cambiamento climatico come una questione di sicurezza nazionale e a concretizzare gli impegni accordati. Nonostante le opinioni divergenti, il COP continua a fungere da piattaforma di confronto e scambio tra le nazioni, fondamentale per affrontare la crisi climatica.
Non perderti tutte le notizie di green e ambiente su Blog.it
Fonte: Guardian Climate Crisis (2026-11-07).