Come affrontare le critiche del tuo ex verso tua figlia senza alimentare conflitti
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - Donna
Gestire le dinamiche familiari: una sfida complessa
Quando in un rapporto entrano in gioco tre persone, esiste il rischio che qualcuno si senta escluso, abbandonato o criticato. Questo è ciò che si sta verificando nella lettera di una lettrice nella rubrica “Chiedi ad Anna”. La scrittrice cercava un consiglio dopo aver notato che sua figlia si sentiva turbata dai commenti negativi del padre — l’ex-marito della lettrice — e della sua compagna riguardo alle sue capacità di genitore.
La lettrice ha spiegato: “Mia figlia ha poco più di 30 anni, un marito comprensivo e un bambino di un anno. Purtroppo, il padre — il mio ex-marito — e la sua compagna fanno continuamente osservazioni sincere sulle sue capacità genitoriali, suggerendo che non è abbastanza rigorosa riguardo alle routine. Vivono vicino e quindi questa situazione si verifica frequentemente.”
“Mia figlia tace, ma vedo che queste osservazioni la turbano, e questo mi infastidisce a mia volta. Dovrei dire qualcosa?”
Famiglie allargate: tra sfide e opportunità
Quando ho ricevuto questa problematica, l’ho letta più volte poiché, in termini di dinamiche familiari, c’è molto da esaminare. All’inizio pensavo che fosse un problema legato alla genitorialità, poi ho considerato la questione del nonno e della nonna, e infine mi sono interrogato sul tema del divorzio.
Poi ho preso un passo indietro e ho considerato la famiglia come una ‘costellazione’, rendendomi conto che tutto questo può essere legato alla complessità delle famiglie miste. La verità è che è tutto questo e molto di più. È sorprendente notare quante triangolazioni ci siano in questo gruppo.
In premessa, abbiamo il triangolo composto da tua figlia, suo marito e il loro bambino — un’unità familiare sana e felice. Poi c’è il triangolo tra te, il tuo ex-marito e tua figlia, che come figlia di genitori divorziati, potrebbe sentire una certa sensibilità su come vengono espressi i commenti. Inoltre, esiste il triangolo tra tua figlia, il tuo ex e la sua nuova compagna. Infine, abbiamo la relazione tra te, il tuo ex-marito e la sua partner.
Questa complessità raramente si risolve senza scelte consapevoli. Se le dinamiche familiari non vengono affrontate in modo aperto, possono generare conflitti ricorrenti.
Non hai specificato se voi due vi siete separati in modo amichevole o se ti trovi a tuo agio con la nuova compagna del tuo ex. Ciò che emerge, però, è il concetto descritto dai terapeuti come ‘triangolo del dramma’. Basato sul modello di Karpman, questa idea spiega le relazioni disfunzionali dove i soggetti coinvolti oscillano tra tre ruoli: Persecutore, Vittima e Salvatore — tutti mantenuti in equilibrio da sensi di colpa e accuse reciproche.
Applicando questo contesto al tuo scenario, tuo ex e la sua compagna si trovano nella posizione di Persecutore, criticando le scelte genitoriali di tua figlia. Lei, sebbene educata, appare turbata, ricoprendo il ruolo di Vittima. Tu, preoccupata della situazione e contemplando un’intervento, diventi il Salvatore.
Il vero problema sorge quando decidi di intervenire. In quel momento, cambia il gioco: tu diventi la Persecutrice, il tuo ex il Vittima, mentre tua figlia e il suo partner possono assumere il ruolo di Salvatore, avviando così un ciclo di drammi familiari.
Riconoscere i ruoli che si giocano all’interno di questo schema è fondamentale. Un approccio efficace potrebbe essere quello di “ritirarsi” da questa dinamica. Non si tratta di indifferenza, ma piuttosto di un’azione che permette agli altri di risolvere i loro problemi senza il tuo intervento diretto.
Come madre, il tuo istinto è quello di proteggere tua figlia quando noti che è ferita. Questo può portare a sensi di colpa e obblighi che rendono complicate le interazioni familiari. Tuttavia, ritirarsi non significa che ti interessi meno della tua bambina; al contrario, può significare darle il potere di affrontare le sue sfide.
Un suggerimento utile potrebbe essere quello di parlare con tua figlia riguardo ai commenti di suo padre e a come li percepisce. Incoraggiala ad affrontare direttamente il genitore su questo tema, poiché è solo tracciando i confini che possiamo diventare adulti responsabili e, di conseguenza, buoni genitori.
Per ricevere supporto ulteriore, gli lettori possono scrivere a [email protected] o lasciare un messaggio vocale a [email protected]. Anna potrebbe scegliere di discutere il tuo dilemma nel suo podcast “Non può essere solo io”.
Fonti: Psychology Today, NCBI.
Non perderti tutte le notizie al femminile sul canale Donna di Blog.it