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Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - Gossip
Questa mattina Fabrizio Corona ha riscontrato la disattivazione improvvisa di entrambi i suoi profili Instagram, sia quello personale che quello dedicato al progetto “Falsissimo”. L’ex fotografo dei vip non ha tardato a reagire e ha annunciato che domani, mercoledì 4 febbraio, risponderà alle polemiche e alle accuse tramite il profilo social di un suo amico, il noto creator e conduttore Rai Gabriele Vagnato.
Fabrizio Corona ironizza sulla chiusura dei suoi canali social
Per annunciare la sua risposta pubblica, Fabrizio Corona ha realizzato insieme a Gabriele Vagnato uno sketch ironico su Instagram. Nel video, Vagnato è travestito proprio come Corona e, imitandone il tono, gli chiede: “Temi di più la morte o che ti chiudano il canale YouTube?”. Fabrizio replica con una mazza da baseball in mano: “Della morte non me ne frega niente, se mi chiudono il canale YouTube… Prendo questa, vado da Google e incomincio a distruggerlo”.
È importante sottolineare che il video è chiaramente ironico e non rappresenta in alcun modo una reale minaccia di aggressione agli uffici di Google Italia.
La rimozione dei profili Instagram: reazioni e implicazioni legali
Il caso che vede protagonisti Fabrizio Corona e Alfonso Signorini ha ottenuto ampia eco mediatica, tanto da essere riportato anche dal Tg1 nell’edizione delle 13:30. Secondo quanto dichiarato da un portavoce di Meta, la società proprietaria di Instagram e Facebook, gli account di Corona sarebbero stati rimossi per «violazioni multiple degli standard della community». Questa decisione pare essere collegata all’inchiesta della Procura di Milano, in cui Corona è indagato per revenge porn e diffamazione aggravata, specie in seguito alle sue accuse contro alcuni volti noti della televisione italiana.
Ieri sera, infatti, l’ex re dei paparazzi aveva pubblicato nuovamente la puntata in cui attaccava pubblicamente vari personaggi televisivi di Mediaset. L’azienda, tramite una diffida, aveva già ottenuto la rimozione di quel contenuto e, probabilmente, ha avviato un’azione legale per tutelarsi ulteriormente, spingendo così le piattaforme social a intervenire prontamente.
L’avvocato di Fabrizio Corona, Flavio Chiesa, ha commentato la vicenda: «Non conosco i motivi precisi della rimozione, ma credo ci sia un serio rischio per la libertà di espressione. Si tratta di un’operazione di censura impressionante, tipica di Paesi non democratici e non certo dell’Italia. Ho avuto modo di parlare con molte persone che mi fermano per strada e mi confermano il loro sostegno nei confronti di Fabrizio».
Osservando i contenuti pubblicati su “Falsissimo” e altri profili di Corona, non sorprende che siano state violate alcune regole delle politiche di Meta. L’ex re dei paparazzi ha infatti utilizzato con frequenza un linguaggio offensivo, condiviso immagini private – anche se sfocate – e lanciato pesanti accuse, spesso accompagnate da toni volgari e aggressivi. Questi comportamenti sono considerati violazioni gravi dagli algoritmi delle piattaforme, che giustificano l’adozione di sanzioni come la rimozione dei profili o dei contenuti incriminati.
Un ulteriore peso potrebbe essere stato dato dalle segnalazioni da parte di Mediaset, importante azienda quotata in borsa, che ha protetto con molta fermezza i propri interessi legali contro la diffusione di materiale lesivo.
Le dichiarazioni di figure istituzionali e l’impatto sui social media
In merito alla vicenda, anche figure pubbliche si sono espresse a favore della tutela della libertà di espressione sui social. Maria Elena Boschi, deputata e presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, ha sottolineato: «La tutela della libertà di parola è sacra in una democrazia, ma deve sempre confrontarsi con i limiti imposti dal rispetto altrui e dalla legalità. I social media sono un luogo pubblico, dove si devono rispettare regole precise». (Fonte: dichiarazioni rilasciate a Radio24, 3 febbraio 2024)
Inoltre, Carlo Verdelli, giornalista e direttore editoriale di un noto magazine, ha osservato: «La rimozione dei profili social di personaggi controversi come Corona evidenzia un problema più ampio: la difficoltà delle piattaforme nel bilanciare libertà di espressione e responsabilità. È un tema di grande attualità, che richiede un dibattito pubblico informato». (Fonte: intervista su Repubblica.it, 2 febbraio 2024)
La vicenda di Fabrizio Corona rappresenta un caso emblematico sui limiti e le regole dell’espressione sui social media, specie quando coinvolgono accuse gravissime e messaggi potenzialmente lesivi. La decisione di Meta, la reazione pubblica e le riflessioni di esperti e personaggi istituzionali indicano quanto sia delicato oggi il rapporto tra tecnologia, diritto e libertà individuale. Il dibattito è aperto e seguirà senza dubbio nuovi sviluppi nei prossimi giorni.
Fonti:
- Portavoce Meta, dichiarazione ufficiale, comunicato stampa 3 febbraio 2024
- Tg1, edizione ore 13:30, 3 febbraio 2024
- Intervista a Flavio Chiesa, avvocato di Fabrizio Corona, Corriere della Sera, 3 febbraio 2024
- Dichiarazioni Maria Elena Boschi, Radio24, 3 febbraio 2024
- Intervista Carlo Verdelli, Repubblica.it, 2 febbraio 2024
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