Come scegliere il colore del fondotinta in base all’incarnato: i consigli per non sbagliare tonalità
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Beauty
Scegliere il fondotinta giusto non significa semplicemente trovare un colore simile a quello della propria pelle. Una tonalità troppo chiara può rendere il viso spento, una troppo scura può creare uno stacco evidente con collo e décolleté. Il segreto è individuare non solo il livello di intensità della carnagione, ma anche il suo sottotono, cioè quella componente di colore che si trova sotto la superficie della pelle.
Il primo passo, quindi, è osservare il proprio incarnato alla luce naturale, possibilmente senza trucco. La pelle può essere molto chiara, chiara, media, olivastra o scura, ma all’interno di queste categorie esistono diverse sfumature. È proprio il sottotono a fare spesso la differenza nella scelta del fondotinta.
Caldo, freddo o neutro: capire il sottotono della pelle
Il sottotono può essere generalmente caldo, freddo oppure neutro. Una pelle dal sottotono caldo tende ad avere sfumature dorate, gialle o pesca. Quella fredda può presentare tonalità rosate, rossastre o tendenti al blu. Il sottotono neutro, invece, rappresenta una via di mezzo e può combinare caratteristiche di entrambi.
Un semplice indizio può arrivare dal modo in cui la pelle reagisce al sole, anche se non è un metodo infallibile. Chi tende ad abbronzarsi facilmente può avere un sottotono caldo o neutro, mentre chi si arrossa rapidamente può avere un sottotono freddo. Anche osservare il colore delle vene sul polso può fornire un’indicazione: se appaiono prevalentemente verdi, il sottotono potrebbe essere caldo; se sembrano bluastre o violacee, potrebbe essere freddo. Quando è difficile distinguere una prevalenza, è possibile avere un sottotono neutro.
Per scegliere il fondotinta, però, il test più affidabile resta quello diretto sulla pelle. Il prodotto dovrebbe essere provato nella zona della mandibola, non sul dorso della mano, perché il colore delle mani può essere diverso da quello del viso. L’ideale è applicare una piccola quantità e osservarla alla luce naturale.
La tonalità giusta è quella che quasi scompare sulla pelle
Un buon fondotinta non dovrebbe creare una maschera. Quando la tonalità è corretta, il prodotto tende a fondersi con l’incarnato e il passaggio tra viso e collo risulta praticamente invisibile.
Un errore frequente consiste nello scegliere un colore più scuro pensando che possa dare immediatamente un aspetto abbronzato. Il fondotinta, invece, dovrebbe uniformare la pelle, mentre per aggiungere calore si possono utilizzare successivamente terra, bronzer o blush. Allo stesso modo, scegliere una tonalità molto chiara per illuminare il viso può creare un effetto innaturale.
Anche la stagione può influenzare la scelta. In estate la pelle può diventare più scura per l’esposizione al sole, mentre durante l’inverno può tornare più chiara. Per questo può essere utile avere due tonalità compatibili oppure imparare a miscelare due nuance, quando la formulazione del prodotto lo permette.
Conta inoltre il tipo di finish desiderato. Una pelle secca potrebbe risultare più naturale con una formula idratante e luminosa, mentre per una pelle più grassa può essere preferibile una texture leggera con effetto maggiormente opacizzante. Ma la regola fondamentale resta una: il fondotinta deve accompagnare il colore naturale della pelle, non modificarlo completamente.
Prima dell’acquisto, soprattutto quando si tratta di un prodotto costoso, è quindi meglio evitare di affidarsi esclusivamente al colore visto sullo schermo o alla confezione. La luce del negozio, quella naturale e quella dello smartphone possono alterare la percezione della tonalità. Provare il prodotto direttamente sulla mandibola e lasciarlo qualche minuto permette di valutare meglio il risultato.
Il fondotinta perfetto, in definitiva, è quello che non si nota. Il suo compito è rendere l’incarnato più uniforme, valorizzare la pelle e creare una base naturale sulla quale costruire il resto del make-up. La bellezza del risultato nasce proprio da quell’equilibrio in cui il trucco c’è, ma sembra quasi non esserci.