Comprendere l’osteoporosi: cause, sintomi, diagnosi, trattamenti e strategie di prevenzione
I bifosfonati sono tra i farmaci più efficaci per ridurre il rischio di fratture dell’anca, del polso e della colonna vertebrale nelle persone con osteoporosi. Alcuni esempi di bifosfonati includono alendronato (Fosamax), risedronato (Actonel, Atelvia), ibandronato (Boniva) e zoledronato (Reclast). È importante seguire alcune indicazioni per massimizzare l’assorbimento di questi farmaci: devono essere assunti la mattina, a stomaco vuoto, 30 minuti prima di colazione e con almeno 240 ml di acqua. Questo aiuta a evitare irritazioni dell’esofago, un possibile effetto collaterale. Il paziente dovrebbe rimanere in posizione eretta per almeno 30 minuti dopo l’assunzione del farmaco per prevenire il reflusso. I bifosfonati intravenosi bypassano questi problemi gastrointestinali, rendendoli un’opzione valida.
È fondamentale evitare cibi, integratori di calcio, ferro, vitamine con minerali o antiacidi contenenti calcio, magnesio o alluminio nei 30 minuti che seguono l’assunzione orale dei bifosfonati, poiché possono ridurne l’efficacia.
Tra i farmaci di punta: Alendronato e Risedronato
Alendronato (Fosamax), un bifosfonato anti-resorptivo, è approvato per la prevenzione e il trattamento dell’osteoporosi postmenopausale e per quella causata da farmaci cortisonici. Questo farmaco è efficace nell’aumentare la densità ossea e nel ridurre le fratture alla colonna vertebrale, all’anca e alle braccia. Si assume settimanalmente e presenta pochi effetti collaterali, tra cui l’irritazione dell’esofago, segnalata raramente.
Risedronato (Actonel, Atelvia) è un altro bifosfonato efficace per la prevenzione e il trattamento dell’osteoporosi postmenopausale e ha un rischio inferiore di causare irritazione esofagea rispetto all’alendronato. Si differenzia chimicamente e ha dimostrato di essere più potente nel prevenire la resorbimento osseo.
