Comunità dell’Indonesia orientale riportano in vita sistemi tradizionali per proteggere i mari.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Rivitalizzazione dei Sistemi di Gestione Marine nell’Est dell’Indonesia
Un nuovo documentario intitolato “Jejak Wallacea” mette in evidenza come le comunità costiere dell’est dell’Indonesia stiano ripristinando sistemi di gestione marina tradizionali per proteggere ecosistemi minacciati da pratiche di pesca distruttive, caccia alle tartarughe e perdita di habitat. Le comunità protagoniste del film utilizzano approcci radicati nel territorio, come chiusure stagionali della pesca, incubatoi per tartarughe, ristoro delle mangrovie, sanzioni consuetudinarie e pattugliamenti comunitari per gestire barriere coralline, risorse ittiche e foreste costiere.
Le organizzazioni di conservazione coinvolte nel progetto sostengono che i sistemi gestiti dalla comunità, basati su conoscenze indigene e locali, possono avere successo dove i modelli di conservazione dall’alto al basso e le aree protette formali spesso falliscono. Questi interventi hanno contribuito a proteggere specie come tartarughe marine, dugonghi e squali thresher. Tuttavia, gli organizzatori avvertono che il successo a lungo termine dipende da un riconoscimento governativo più forte e dal sostegno alla conservazione basata sulla comunità.
Pratiche di Gestione Sostenibile nelle Isole Volcaniche
A Jakarta, piccole isole nell’est dell’Indonesia sono al centro dell’attenzione per come le comunità costiere stanno rispondendo alle minacce ambientali. Le iniziative documentate in “Jejak Wallacea” mostrano un’illuminante fusione di tradizioni locali e innovazioni nella gestione delle risorse marine. Il film segue comunità delle province di Nusa Tenggara Est, Sulawesi Meridionale, Sulawesi Sudorientale e Sulawesi Centrale, che utilizzano sistemi tradizionali per gestire gli ecosistemi costieri. Privilegiando pratiche come sanzioni consuetudinarie e chiusure di pesca per l’otturatore, i cittadini lavorano attivamente per mantenere le condizioni delle loro risorse marine.
Il programma di partnership Wallacea sottolinea l’importanza di non basare la conservazione unicamente su aree protette formali, ma di rafforzare le capacità della società civile nella conservazione a livello locale. Angga Yoga, specialista del programma terrestre presso Burung Indonesia, ha affermato che le ONG non sono particolarmente visibili nel film perché l’attenzione è rivolta all’empowerment delle comunità locali.
In Wallacea, zona di transizione tra la biota asiatica e quella australiana, gli ecosistemi marini sono parte del Triangolo Corallino del Pacifico. Questi ambienti comprendono barriere coralline, bacini oceanici profondi, mangrovie e praterie di fanerogame che sostengono specie rare e minacciate. Tuttavia, le pratiche di pesca distruttive, come la pesca con esplosivo e l’uso di veleni, nonché la cattura di specie protette, mettono a dura prova questi ecosistemi.
Durante le riprese, il regista Sam August Himmawan ha assistito accidentalmente a un episodio di pesca con esplosivi, evidenziando così la continua minaccia delle pratiche di pesca distruttive, anche in aree dove le comunità stanno cercando di ripristinare barriere coralline e risorse ittiche. Questo evento ha anche messo in luce le pressioni sociali ed economiche legate alla pesca distruttiva.
Progetti di Conservazione: Esempi di Successo
In una delle prime località filmate, l’isola di Solor, le comunità locali e la fondazione Yayasan Tanah Ile Boleng hanno intrapreso azioni significative per ridurre la pesca con esplosivi, ristabilendo e mantenendo le barriere coralline come aree di riproduzione dei pesci. Questi spazi, noti come kebang lewa lolon o “granai marini”, fungono da esempio di come le pratiche basate sulla saggezza locale possano contribuire alla conservazione.
A Wabula, un villaggio nel distretto di Buton, il sistema di governance marina tradizionale è fondamentale. Qui, la comunità ha stabilito confini per l’uso delle risorse marine e attua riti tradizionali per chi viola le norme. Tely Dasaluti, responsabile del team di lavoro per i popoli indigeni e le comunità locali del Ministero degli Affari Marittimi e della Pesca dell’Indonesia, ha sottolineato il diritto delle comunità indigene di difendere le loro aree marine.
Le iniziative comunitarie, come quelle di Langkai e Lanjukang, dove sono stati adottati sistemi di chiusura per la pesca delle polpi, dimostrano l’importanza di integrare conservazione e sostenibilità economica. Le comunità locali chiudono temporaneamente alcune aree di pesca, consentendo al popolamento di polpi di riprendersi. Questo non solo sostiene l’economia locale, ma contribuisce anche al benessere degli ecosistemi corallini.
Nelle Isole Banggai, il film sottolinea anche il ruolo delle mangrovie, essenziali sia per la biodiversità che per i mezzi di sussistenza locali. Le comunità hanno iniziato a ripristinare queste foreste, comprendendo la loro funzione vitale per la popolazione di granchi. Azioni come il divieto di cattura dei granchi giovani o delle femmine gravide illustrano il crescente impegno per la sostenibilità.
Questi numerosi esempi di iniziative di conservazione dimostrano che i sistemi di gestione marini comunitari non solo possono contribuire alla salvaguardia della biodiversità, ma anche stabilire solide basi economiche per le comunità locali.
La Prospettiva Futura per la Conservazione in Indonesia
Le iniziative esplorate in “Jejak Wallacea” pongono una questione politica più ampia: come possono essere riconosciute e supportate dallo stato le aree marine gestite dalla comunità. È importante che le comunità indigene possano proporre l’inclusione dei loro territori marini consuetudinari nei piani di zonazione statali.
Il governo sta lavorando per garantire che sistemi di saggezza locale, come il sasi nelle isole Maluku e l’ombo in Buton, siano scritti nelle normative regionali per preservarli. È anche cruciale che le aree marine mangiate dalla comunità siano riconosciute come Misure Efficaci di Conservazione Basate sull’Area (OECM), poiché rappresentano una rete fondamentale per la conservazione della biodiversità, anche in assenza di aree marine protette formali.
Fonti ufficiali come quelle di Burung Indonesia evidenziano che i modelli di conservazione basati sulla comunità sono particolarmente adatti per le aree non ancora coperte da reti formali di Aree Marine Protette (MPA). È fondamentale integrare queste iniziative nei programmi governativi affinché possano essere sostenute oltre il periodo di finanziamento.
Per ulteriori approfondimenti sulle iniziative di conservazione in Indonesia, visita i siti ufficiali di Burung Indonesia e altri enti coinvolti nella protezione della biodiversità.
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