Comunità indonesiane cercano di riconquistare terre dopo revoca dei permessi aziendali.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Comunità indonesiane cercano di riconquistare terre dopo revoca dei permessi aziendali.

Revoca dei permessi forestali in Indonesia

Nel mese di gennaio, il governo indonesiano ha ordinato la revoca del permesso di sfruttamento forestale di PT Toba Pulp Lestari (TPL), insieme a quelli di altre 27 aziende, accusate di violare regolamenti ambientali e forestali. Queste violazioni avrebbero contribuito a gravi inondazioni e frane nel novembre 2025. Ventinove comunità i cui territori tradizionali si sovrappongono alla concessione della compagnia di polpa di legno stanno reclamando un’area di 37.219 ettari dopo decenni di conflitti con l’azienda. Diverse persone hanno già rioccupato i terreni reclamati.

Le autorità hanno annunciato che l’agenzia di investimento statale Danantara assumerà le concessioni delle aziende, ma i capi comunitari sottolineano che lo stato giuridico delle terre tradizionali e delle foreste rimane incerto, nonostante i colloqui con funzionari governativi.

Le speranze delle comunità locali

Il 35enne Sahala Pasaribu, leader del villaggio Natinggir nella provincia di Sumatra Settentrionale, cammina su terreni tradizionali che la sua famiglia non ha potuto gestire per oltre trent’anni, da quando PT TPL ha preso il controllo. Dopo la revoca dei permessi, nutre la speranza di poter gestire nuovamente la terra.

“Ci sentiamo finalmente liberi di gestire la nostra terra senza le intimidazioni a cui eravamo sottoposti,” ha dichiarato Sahala. Ha già iniziato a ripiantare il terreno con colture secondarie come mais e verdure, e intende restaurare una foresta tradizionale considerata sacra dalla sua comunità.

Nonostante il rinnovo delle speranze, rimane incerta la possibilità di reclaimare legalmente le terre tradizionali da parte delle comunità indigene, in virtù dell’intervento dello Stato. La revoca dei permessi di PT TPL e di altre 27 aziende è avvenuta in ragione delle violazioni legate all’ambiente che hanno causato devastazioni nella regione. Le terre sotto questi permessi verranno gestite da aziende statali attraverso l’agenzia Danantara, e alcune aziende hanno già dichiarato l’intenzione di fare appello.

Tramite le ONG locali, come AMAN, si fa pressione sul governo per chiarire l’effettiva possibilità di riconquista delle terre. Da parte loro, le comunità hanno pianificato una serie di passi futuri, incluse azioni di reforestazione per recuperare gli spazi compromessi da decenni di piantagioni di eucalipto.

Le richieste delle comunità indigene

Marinir Siallagan, un esponente della comunità di Dolok Parmonangan, ha sottolineato che, nonostante la revoca del permesso di PT TPL, la comunità continua a sentirsi minacciata. Solo pochi giorni dopo la revoca, alcuni membri hanno notato guardie di sicurezza della compagnia aggirarsi intorno alle terre tradizionali. Questo stato di incertezza genera preoccupazione, dato che il villaggio ha solo una piccola porzione delle proprie terre utilizzata per abitazioni e agricoltura.

Le comunità hanno cartogrammi di atti ufficiali, chiedendo al governo di emettere titoli di proprietà per le terre tradizionali. Secondo Sahala, l’obiettivo è ripristinare l’ecosistema e riconsiderare lo status giuridico delle terre tradizionali: “Il governo deve riconoscere la nostra identità come popoli indigeni”, ha affermato.

Nel contesto di queste lotte, AMAN e la coalizione di attivisti ecologici hanno sollecitato il governo a garantire i diritti delle popolazioni indigene. Infatti, il 5 febbraio scorso, una conferenza è stata tenuta a Jakarta per discutere in dettaglio le problematiche legate alla revoca dei permessi e alla restituzione delle terre agli indigeni.

Durante questo incontro, i rappresentanti hanno chiesto chiaramente il ripristino delle terre e il ripristino degli ecosistemi compromessi dalle piantagioni di eucalipto. La mobilitazione delle comunità, quindi, sembra finalmente dare frutti, con l’impegno collettivo per la riqualificazione delle terre.

In un passaggio storico, sei comunità che avevano terre sotto concessione di PT TPL hanno ricevuto nel 2022 un titolo di proprietà ufficiale da parte dell’allora presidente Joko Widodo, con un rimpatrio di 6.884 ettari.

Le parole di Sahala Pasaribu riassumono il sentimento generale: “Vogliamo vivere in pace sulla nostra terra.” Un’aspettativa condivisa da molti altri membri delle comunità locali, i quali continuano a lottare per il riconoscimento dei propri diritti e per la restituzione delle terre tradizionali.

Fonti ufficiali: Mongabay, AMAN, Ministero dell’Ambiente e della Foresta, Danantara.

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