Concorso Agenzia delle Entrate: 622 posti, requisito bocciato dai giudici.

Pubblicato il da Giuseppe Recca - Lavoro

Il Tribunale di Milano ha annullato il concorso previsto per l’Agenzia delle Entrate e ha ordinato la sua ripetizione a causa del requisito discriminatorio della cittadinanza italiana. Il bando, pubblicato il 15 maggio 2026, prevedeva 622 posti nell’area assistenti riservati esclusivamente ai cittadini italiani. Tuttavia, questa restrizione escludeva i cittadini stranieri legalmente ammessi ai concorsi pubblici. Questa decisione è stata presa a seguito di un ricorso presentato da ASGI, CGIL Lombardia e LEDHA.

Il Tribunale ha dichiarato che la richiesta di cittadinanza italiana non era giustificata per i ruoli di assistente all’interno dell’Agenzia delle Entrate, poiché le mansioni non comportavano l’esercizio di poteri autoritativi. Pertanto, l’amministrazione ha 30 giorni di tempo per modificare il bando e consentire la partecipazione anche ai cittadini stranieri, come stabilito dalla normativa attuale sull’accesso al pubblico impiego.

Dopo il deposito della sentenza il 23 settembre, l’Agenzia delle Entrate dovrà versare una penale di 100 euro al giorno in caso di ritardo oltre i 30 giorni. Inoltre, dovrà pagare 8.000 euro alle associazioni che hanno promosso il ricorso. Si spera che questa decisione permetta una rapida pubblicazione del nuovo bando, consentendo una maggiore inclusione e diversificazione nel reclutamento per l’Agenzia delle Entrate.

Fonti ufficiali confermano che il Tribunale ha stabilito che la cittadinanza italiana non può essere richiesta automaticamente per tutti i posti all’interno della Pubblica Amministrazione, ma solo se la riserva di nazionalità è giustificata da mansioni specifiche. Nel caso del concorso per gli assistenti dell’Agenzia delle Entrate, questo requisito non era adeguatamente giustificato, poiché le attività non coinvolgevano l’esercizio di autorità.

Questo importante pronunciamento giuridico apre la strada a una maggiore inclusione dei cittadini stranieri nei concorsi pubblici, garantendo parità di opportunità e non discriminazione nella selezione del personale per le istituzioni pubbliche. Si auspica che l’Agenzia delle Entrate agisca prontamente per adeguarsi alla sentenza e pubblicare il nuovo bando, consentendo a una più ampia gamma di candidati di partecipare e competere in modo equo per i posti disponibili.

Concorso Agenzia delle Entrate: nuovo bando senza discriminazioni

Il Tribunale di Milano ha dichiarato discriminatorio il requisito della cittadinanza italiana nel concorso per l’Agenzia delle Entrate, previsto nel bando del 15 maggio 2026. Questa decisione ha determinato l’annullamento della procedura selettiva e la necessità di rifarla, eliminando il requisito contestato. Ciò ha reso disponibili i 622 posti nell’area assistenti anche ai cittadini stranieri ammessi per legge ai concorsi pubblici.
La sentenza del Tribunale ha sottolineato che la cittadinanza italiana non può essere richiesta automaticamente per qualsiasi posizione nella Pubblica Amministrazione, ma solo se vi sono mansioni specifiche che giustifichino tale requisito. Nel caso degli assistenti dell’Agenzia delle Entrate, non è emersa la necessità di una riserva di nazionalità, poiché le attività svolte non comportano l’esercizio di poteri autoritativi.
L’Agenzia delle Entrate ha 30 giorni per adeguarsi alla decisione del Tribunale e modificare il bando, rendendolo accessibile anche ai cittadini stranieri. In caso di ritardo nel rispettare il termine, è prevista una sanzione pecuniaria giornaliera. Inoltre, l’amministrazione dovrà versare una somma alle associazioni che hanno promosso il ricorso, come risarcimento per le spese legali sostenute.

Non perderti tutte le opportunità di lavoro su Blog.it

Concorso Agenzia delle Entrate: 622 posti, requisito bocciato dai giudici. - Blog.it - Notizie, Lifestyle, Gossip, Viaggi, Tech e molto altro