Concorso PNRR3: 20.000 cattedre per docenti, bando previsto entro dicembre 2025.

Pubblicato il da Redazione - Lavoro

Concorso PNRR3: 20.000 cattedre per docenti, bando previsto entro dicembre 2025.

L’ultimo capitolo del piano di reclutamento docenti previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è imminente. Entro il 31 dicembre 2025, il Ministero dell’Istruzione e del Merito lancerà il bando per il Concorso PNRR3, destinando circa 20.000 posti a tempo indeterminato. Questo passaggio è fondamentale per raggiungere l’obiettivo di assumere in totale 70.000 insegnanti entro il 2026, come richiesto dall’Unione Europea.

La terza tornata rappresenta un’importante opportunità per aspiranti docenti, sindacati e università. Questi ultimi già sottolineano la necessità di prepararsi in tempo, visto che le prove si preannunciano più selettive rispetto alle edizioni passate.

Tempistiche e fasi del concorso

Secondo fonti ministeriali, il bando verrà pubblicato tra novembre e dicembre 2025. Le domande dovranno essere presentate online tramite il Portale Unico del Reclutamento entro gennaio 2026. Le prove scritte e orali si svolgeranno tra gennaio e la primavera del 2026, per permettere le immissioni in ruolo a settembre dello stesso anno, coincidente con l’inizio del nuovo anno scolastico.

È indispensabile conoscere i requisiti di accesso, che subiscono cambiamenti significativi. A partire dal 1° gennaio 2025, i 24 CFU conseguiti entro ottobre 2022 non saranno più validi, e non sarà sufficiente avere solo la laurea per accedere ai posti comuni della scuola secondaria.

I nuovi requisiti sono i seguenti:

Significativo è anche il nuovo sistema dei 60 CFU universitari, introdotto dal DPCM del 4 agosto 2023. Questi saranno obbligatori per i laureati non abilitati, mentre per chi è già abilitato, è previsto un percorso ridotto da 30 CFU.

Struttura delle prove

Il concorso si articolerà in due momenti principali: una prova scritta e una prova orale.

La prova scritta consisterà in 50 quesiti a risposta multipla, da completare in 100 minuti. Gli argomenti spaziano dalla pedagogia alle metodologie didattiche, con particolare attenzione alle competenze digitali e alla lingua inglese a livello B2. La soglia minima per accedere alla prova orale sarà incrementata: sarà necessario ottenere almeno 70 punti su 100. I quesiti saranno elaborati dall’Università Roma Tre e includeranno 2.250 domande complessive.

Per quanto riguarda la prova orale, la durata varierà: 30 minuti per la scuola dell’infanzia e primaria, 45 minuti per la secondaria. Il colloquio si concentrerà sulla disciplina della classe di concorso e comprenderà una lezione simulata, scelta 24 ore prima. Le competenze didattiche digitali e linguistiche saranno anch’esse oggetto di valutazione.

Un aspetto rilevante è la riserva del 30% dei posti per coloro che hanno svolto almeno 3 anni di servizio nelle scuole statali negli ultimi 10 anni, almeno un anno nella classe di concorso scelta. Questa misura si applicherà per procedure con almeno quattro posti disponibili, regione per regione.

Il Ministero ha in programma un concorso più rigoroso rispetto ai precedenti, con punteggi minimi più elevati e domande più complesse, inclusi i cosiddetti “distrattori”. L’obiettivo è migliorare la qualità della formazione degli insegnanti, rispondendo così anche alle indicazioni europee.

Come prepararsi

Per affrontare le prove, è consigliabile iniziare a studiare subito. Necessita di una preparazione che abbracci vari ambiti:

Tra le strategie di preparazione più indicate ci sono i quiz simulati, le unità di apprendimento (UDA) per la prova orale e l’uso di manuali che siano aggiornati alle ultime normative.

A quanto ammontano gli stipendi dei docenti

Gli stipendi degli insegnanti in Italia variano in base al grado scolastico e all’anzianità. Un docente della scuola dell’infanzia o primaria inizia con circa 1.350-1.450 euro netti mensili, cifra che cresce con l’anzianità fino a superare i 1.800-1.900 euro netti a fine carriera.

I docenti della scuola secondaria iniziano a percepire circa 1.450-1.550 euro netti, con la possibilità di arrivare oltre i 2.000 euro con l’esperienza accumulata. Gli ITP, inquadrati come docenti di secondaria di II grado, hanno stipendi simili, a partire da circa 1.400-1.500 euro netti. I docenti di sostegno, infine, ricevono lo stesso trattamento economico dei loro colleghi, ma possono accedere a indennità aggiuntive legate alla complessità del servizio.

Con il PNRR3 si chiude un triennio straordinario per il reclutamento nella scuola italiana. Questa ultima finestra offre 20.000 posti, ma con nuove regole e requisiti più stringenti. Per i candidati, studiare già da ora è fondamentale per farsi trovare pronti quando il bando sarà pubblicato.

Per informazioni ufficiali e ulteriori dettagli, si rimanda ai siti del Ministero dell’Istruzione e del Merito e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

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