Conferenza Oceanica in Kenya: 6,4 miliardi di dollari promessi per il futuro degli oceani.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Conferenza Oceanica in Kenya: 6,4 miliardi di dollari promessi per il futuro degli oceani.

Impegno per la Conservazione degli Oceani all’Our Ocean Conference in Kenya

Più di 300 impegni volontari e un finanziamento di 6,4 miliardi di dollari per la conservazione degli oceani sono stati annunciati durante l’Our Ocean Conference tenutasi a Mombasa, in Kenya, dal 17 al 18 giugno. Questo è stato il primo incontro annuale a svolgersi in Africa, evidenziando l’importanza del continente nelle questioni legate agli oceani. Il Paese ospitante, il Kenya, ha presentato oltre 40 impegni sostenuti da più di 1 miliardo di dollari destinati all’espansione delle aree marine protette, al monitoraggio della pesca, al finanziamento per il clima e all’economia blu.

Con meno di cinque anni disponibili per raggiungere l’obiettivo delle Nazioni Unite di proteggere il 30% degli oceani del mondo entro il 2030, l’attenzione è rivolta ai governi affinché accelerino i processi. Gli esperti, tuttavia, hanno sottolineato la necessità di rafforzare le protezioni esistenti mentre si espandono le aree protette. Tra il 2014 e il 2023, sono stati formulati oltre 3.200 impegni per un ammontare totale di 176 miliardi di dollari, con circa l’85% di tali impegni già attuati o in fase di attuazione.

Il Tema della Conferenza: Sicurezza Marittima e Sostenibilità

La conferenza ha riunito circa 6.000 delegati sotto il tema “Il nostro oceano, il nostro patrimonio, il nostro futuro”. Sotto il profilo dell’espansione delle protezioni marittime, la conferenza ha affrontato temi relativi alla sicurezza marina, allo sviluppo di economie blu sostenibili e alla gestione di problemi come l’inquinamento marino e i cambiamenti climatici.

Diversi Stati, come il Senegal e l’Indonesia, hanno annunciato piani per raddoppiare le loro reti di aree marine protette entro il 2030. Il Kenya e il vicino Tanzania hanno raggiunto un accordo per stabilire la Kwale-Tanga Transboundary Marine Conservation Area entro il 2028, volta a tutelare habitat marini vitali come le barriere coralline, le mangrovie e le praterie di fanerogame. In Europa, il Portogallo ha promesso la creazione della Riserva Marina D. Carlos, aumentando così la percentuale di acque protette da 19% a 25%.

Tutti questi sforzi mirano a migliorare la qualità delle aree marine protette, un aspetto cruciale secondo gli esperti. Le analisi condotte dal Smithsonian Tropical Research Institute hanno evidenziato che circa la metà delle attuali aree marine protette manca di misure efficaci, sollevando preoccupazioni sulla loro reale capacità di conservare la biodiversità.

L’initiatica High-Level Climate-Resilient Coral Reefs Commitment, lanciata durante la conferenza, mira a proteggere le barriere coralline più resistenti ai cambiamenti climatici. Questo pone l’accento sull’importanza della ricerca scientifica e della collaborazione internazionale per affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici.

In questo contesto, sono stati identificati nuovi coralli resilienti al calore in 71 paesi, ampliando un precedente studio condotto nel 2018. Questi sforzi sono fondamentali visto che i coralli continuano a essere tra gli organismi marini più vulnerabili ai cambiamenti ambientali.

La conferenza ha dato spazio anche ai giovani, con oltre il 70% della popolazione africana sotto i 35 anni. Questo impegno per la gioventù e l’innovazione è evidente nel lancio dell’African Community Hub da parte della coalizione 1000 Ocean Startups, destinato ad aiutare le startup africane nel settore marino a ottenere finanziamenti e supporto tecnico.

Impegni e Trasparenza: Verso un Futuro Sostenibile

In totale, sono stati registrati più di 300 impegni durante la conferenza. Anche se il numero è paragonabile a quelli degli anni precedenti, i fondi promessi mostrano un trend in calo rispetto ai 21 miliardi di dollari promessi nella conferenza del 2023 a Panama. Nonostante queste sfide, alcuni Stati hanno mostrato un impegno significativo. La Francia, attraverso le sue possedimenti d’oltremare, ha promesso di potenziare le misure di protezione nelle sue aree marine potenti.

Importanti assenti in termini di impegni sono stati Cina e Stati Uniti, segnalando la necessità di una maggiore partecipazione delle potenze globali nelle iniziative di conservazione degli oceani. Per garantire la trasparenza, durante la conferenza è stato lanciato un tracker dedicato per monitorare i progressi degli impegni assunti.

La collaborazione internazionale e l’impegno a lungo termine rappresentano la chiave per affrontare le sfide future nella conservazione degli oceani e nella gestione sostenibile delle risorse marine. Questi eventi, lungi dall’essere semplici incontri formali, sono una piattaforma essenziale per trasformare l’ambizione in azione concreta.

Per ulteriori informazioni, puoi consultare le fonti ufficiali:

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