Conferme dalle popolazioni indigene: scomparsa di grandi uccelli secondo gli scienziati.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
La Scomparsa degli Uccelli di Grandi Dimensioni
Molti popoli indigeni e comunità locali vivono in stretto contatto con la natura, sviluppando fin dalla giovane età la capacità di riconoscere la fauna che li circonda. Recenti ricerche pubblicate nell’International Journal of Conservation si basano su questo sapere tradizionale per affrontare un problema scientificamente documentato: la diminuzione della popolazione di uccelli di grandi dimensioni.
Il dottor Álvaro Fernández-Llamazares, etnobotanico dell’Università Autonoma di Barcellona, ha notato questa tendenza durante il suo lavoro di ricerca nella comunità indigena Tsimane’ nell’Amazzonia boliviana. Molti anziani gli hanno riferito che gli uccelli grandi che vedevano durante la loro infanzia sono diventati molto più rari.
“Le specie che una volta erano comuni sono ora difficili da avvistare,” ha affermato Fernández-Llamazares. Ha raccolto testimonianze simili da popoli indigeni in diverse parti del mondo e in ecosistemi molto vari. Mentre gli uccelli grandi scomparivano, le specie più piccole sembravano aumentare, un trend confermato anche dai dati scientifici. “Non era stato esplorato finora se questi modelli globali fossero riflessi anche nella memoria ecologica a lungo termine di chi interagisce con gli uccelli quotidianamente,” ha aggiunto.
Un’Indagine Globale sulle Popolazioni di Uccelli
Per approfondire la questione, i ricercatori hanno condotto un’indagine su 1.434 persone distribuite su tre continenti e in dieci località diverse, nell’ambito del progetto Local Indicators of Climate Change Impacts (LICCI). Questo è un’iniziativa internazionale di ricerca volta a capire come le comunità indigene e locali osservano il cambiamento climatico nei loro territori.
Gli intervistati sono stati invitati a nominare tre uccelli che erano più comuni quando avevano dieci anni, e tre specie più comuni oggi. Dalle risposte sono stati raccolti quasi 7.000 report individuali appartenenti a 283 specie, coprendo un arco temporale di circa 80 anni.
Sebbene le memorie possano svanire o gli uccelli possano essere identificati erroneamente, Fernández-Llamazares ha sottolineato che lo studio ha colto una tendenza generale: il masso medio degli uccelli nei luoghi studiati è circa il 70% più piccolo oggi rispetto a ottant’anni fa. Questo modello si è osservato in tutti i siti di studio, dalle foreste tropicali della Bolivia ai pascoli del Senegal, fino ai deserti aridi della Mongolia.
Un anziano Daasanach in Kenya ha sintetizzato bene la situazione: “Tutti gli uccelli grandi sono ormai scomparsi.” Questo evidenzia un trend preoccupante che sta colpendo diverse comunità in tutto il mondo.
Le Cause della Diminuzione delle Popolazioni di Uccelli Grandi
Le ragioni alla base di questo fenomeno sono molteplici. Gli uccelli di grandi dimensioni tendono a riprodursi lentamente, rendendoli più vulnerabili ai crolli demografici. Inoltre, spesso sono obiettivi preferiti della caccia, poiché possono fornire una maggiore quantità di carne per individuo. Richiedono anche ampie aree di habitat intatto, il che li rende sensibili ai cambiamenti di uso del suolo.
Questo studio rappresenta un’importante integrazione tra la scienza indigena e quella occidentale, come ha osservato Pam McElwee, ricercatrice della Rutgers University, non coinvolta nello studio originale. “Ogni sistema di conoscenza ha il proprio valore, ma insieme offrono un quadro più complesso e chiarificatore,” ha affermato.
La scomparsa di uccelli di grandi dimensioni è un segnale preoccupante per la biodiversità globale e la salute degli ecosistemi. La capacità delle comunità locali di osservare e identificare i cambiamenti attuali può fornire indicatori preziosi per le politiche di conservazione e gestione ambientale. La condivisione di queste conoscenze e la loro integrazione in strategie di protezione degli uccelli e dei loro habitat potrebbero rappresentare un passo fondamentale per invertire questa tendenza negativa.
Fonti:
– International Journal of Conservation
– Università Autonoma di Barcellona
– Progetto LICCI
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