Conflitti commerciali tra India ed UE per la tassa sul carbonio alla COP31
Pubblicato il da Luigi Salemi - Meteo del giorno
L’India ha intensificato la sua opposizione alla tassa sul carbonio dell’UE, preparando il terreno per un confronto alla COP31 in Turchia, mentre Bruxelles prosegue con l’espansione del CBAM.
Il ministro dell’Ambiente indiano, Bhupender Yadav, ha dichiarato che Nuova Delhi è pronta a difendere i propri interessi industriali contro quelle che considera “barriere commerciali unilaterali”. Yadav ha sottolineato che l’India si opporrà fermamente al CBAM, la tassa sul carbonio dell’UE.
Impatto del CBAM sulle economie in via di sviluppo
Il CBAM, in vigore dal gennaio 2026, richiede ai produttori di pagare per le emissioni di CO2 legate alla produzione di vari beni, compresi alluminio e acciaio. Molti paesi europei hanno chiesto esenzioni temporanee, preoccupati per l’impatto sui prezzi e la sicurezza alimentare.
L’UE sostiene che il CBAM protegga i produttori locali da importazioni provenienti da paesi con regole climatiche più deboli, ma le nazioni in via di sviluppo denunciano questa pratica come ingiusta e potenzialmente dannosa per lo sviluppo delle loro industrie.
Resistenza globale al CBAM
La resistenza al CBAM cresce in tutto il mondo, con il Canada che cerca esenzioni e gli Stati Uniti che valutano l’impatto negativo sulle loro imprese. Il presidente del Comitato per il bilancio della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, Jodey Arrington, ha chiesto misure contro le normative energetiche dell’UE, considerandole discriminatorie nei confronti dei produttori americani.
Il Regno Unito sta negoziando con l’UE per collegare il suo mercato del carbonio al sistema di scambio di emissioni europeo, con l’intento di ottenere un’esenzione dal CBAM. Anche la Russia e la Cina hanno annunciato che faranno fronte comune contro l’introduzione di barriere commerciali unilaterali durante la COP31.
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Fonte: Euronews Climate (2026-11-06).