Conflitto al vertice sul trattato del mare: il ruolo dei gestori della pesca nella conservazione.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Il Trattato sulle Alte Mare e le Aree Marine Protette
Nel 2023, le nazioni del mondo hanno raggiunto un accordo cruciale con il trattato sulle alte mare, entrato in vigore a gennaio del 2024. Questo accordo ha creato un sistema per istituire Aree Marine Protette (AMP) nelle acque internazionali, un passo fondamentale per proteggere la biodiversità marina. Un vertice per elaborare le regole del trattato si è svolto dal 23 marzo al 2 aprile presso il quartier generale delle Nazioni Unite a New York.
Durante il summit, cinque organizzazioni multilaterali, note come Organizzazioni Regionali di Gestione della Pesca (RFMOs), hanno proposto modifiche alle procedure per evitare duplicazioni o perdite del loro operato. Tuttavia, osservatori critici hanno affermato che queste modifiche potrebbero compromettere l’istituzione di nuove AMP, sottolineando come le RFMOs siano influenzate dagli interessi dell’industria della pesca.
La possibilità di creare AMP nelle alte mare è vista come una delle conquiste più significative del trattato, considerando l’obiettivo di proteggere il 30% degli oceani del pianeta entro il 2030. Attualmente, i paesi hanno raggiunto solo un terzo di questo traguardo.
Discussioni sul Ruolo delle RFMOs
Le organizzazioni multilaterali di gestione della pesca stanno spingendo affinché il loro lavoro non venga messo in discussione dalle nuove regolamentazioni. Alcuni conservazionisti sostengono che le RFMOs possano ostacolare gli sforzi di protezione degli oceani, essendo fortemente influenzate dagli interessi dell’industria. È essenziale che il rapporto tra il trattato BBNJ (Accordo sulla conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità marina nelle aree al di là della giurisdizione nazionale) e le RFMOs sia definito per garantire che le AMP siano realmente efficaci.
Gabrielle Carmine, ricercatrice post-dottorato all’Università di Georgetown, ha dichiarato che il BBNJ doveva servire a proteggere la biodiversità delle alte mare in modo unitario, poiché l’attuale sistema è frammentato e inefficace. Nonostante le buone intenzioni, c’è una preoccupazione crescente che la procedura di decision-making possa favorire gli interessi delle RFMOs piuttosto che i bisogni di conservazione della biodiversità.
La questione del segretariato del BBNJ è un altro punto cruciale su cui i paesi stanno discutendo. Tre nazioni, Belgio, Cile e Cina, sono in competizione per ospitare il segretariato, con la Cina che appare la favorita. Le discussioni su questo tema hanno sollevato interrogativi riguardo alla trasparenza e al rispetto delle pratiche di pesca sostenibile, specialmente considerando il ruolo della Cina come maggiore flotta da pesca d’altura del mondo.
Nel contesto delle interazioni tra BBNJ e le RFMOs, le nuove bozze di regole affermano la necessità di garantire una cooperazione efficace, mentre alcuni esperti avvertono che potrebbero dare alle RFMOs un potere eccessivo nelle decisioni riguardanti le AMP. Attivisti e organizzazioni non governative hanno espresso preoccupazione riguardo a come le RFMOs possano usare la loro influenza per limitare gli sforzi di conservazione.
In un rapporto pubblicato da Greenpeace, si stima che quasi un terzo delle persone nelle delegazioni nazionali alle riunioni delle RFMOs siano rappresentanti dell’industria. Questa rappresentanza è particolarmente significativa nei “grandi poteri della pesca lontana”, creando possibili conflitti di interesse nel processo decisionale.
Negli ultimi giorni del summit, si sono sviluppate regole sulla partecipazione di osservatori non statali, tra cui ONG e gruppi indigeni. Questi osservatori possono fornire dichiarazioni e consulenze, ma non hanno potere di voto. Le nuove norme sono state concepite come compromesso, che prevede un processo a due fasi per consentire agli stati di opporsi a determinati osservatori, ma con la decisione finale affidata alla maggioranza del COP.
A questo punto, le ONG rimangono divise su chi dovrebbe ospitare il segretariato BBNJ, con alcuni esperti che avvertono dei possibili rischi di limitazioni accademiche sotto la gestione cinese.
Il Futuro delle AMP e delle RFMOs
Le organizzazioni dei piccoli Stati insulari, che promuovono forti protezioni marine, hanno condannato l’assenza di progressi significativi al vertice, evidenziando l’inefficacia delle negoziazioni e i conflitti che tendono a distogliere l’attenzione dalle questioni oceaniche.
L’accordo BBNJ è stato concepito per superare le fratture esistenti dell’attuale governance marittima in favore di un obiettivo più ampio. La comunità internazionale ha l’opportunità di dimostrare la propria volontà di migliorare la situazione degli oceani e di garantire che le politiche di conservazione non siano influenzate da interessi settoriali.
In genere, i prossimi incontri del COP, previsti per gennaio 2027, rappresenteranno un’occasione decisiva per garantire che le AMP siano istituite in modo efficace e per fare chiarezza sulle interazioni tra BBNJ e RFMOs. È fondamentale che i rappresentanti dei vari paesi parlino con una sola voce per promuovere una governance sostenibile degli oceani.
Per ulteriori informazioni sul tema, consulta le fonti ufficiali disponibili su siti come le Nazioni Unite e Greenpeace.
Non perderti tutte le notizie di green su Blog.it