Conflitto in Medio Oriente riporta nave di ricerca norvegese in Sri Lanka.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Un’opportunità scientifica inaspettata per Sri Lanka
Colombo – Gli sforzi di ricerca marina in Sri Lanka hanno beneficiato di un’opportunità scientifica rarissima, innescata dall’instabilità geopolitica a causa del conflitto in Asia occidentale. La nave da ricerca norvegese Fridtjof Nansen, sotto l’egida delle Nazioni Unite, è stata reindirizzata nelle acque dello Sri Lanka dopo che preoccupazioni di sicurezza hanno costretto alla cancellazione di un’indagine programmata in Oman. Questo ha dato al paese una seconda chance di condurre uno studio tanto atteso sui suoi ecosistemi marini e risorse ittiche.
Originariamente, la nave era stata programmata per condurre un’intera indagine marina nelle acque dello Sri Lanka lo scorso anno. Tuttavia, i ritardi nell’ottenimento delle approvazioni nazionali hanno impedito la realizzazione della spedizione come previsto. Di conseguenza, la tappa nello Sri Lanka del viaggio del 2025 era stata cancellata, rappresentando un’importante opportunità persa per la ricerca marina.
Il Programma Nansen è un’iniziativa di ricerca marina internazionale gestita dalla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) in collaborazione con la Norvegia. Fondato nel 1975, il programma opera attraverso la nave di ricerca Dr. Fridtjof Nansen, intitolata all’esploratore norvegese e premio Nobel per la pace nel 1922, il quale è noto per il suo impegno umanitario durante la Prima Guerra Mondiale. Queste missioni hanno l’obiettivo di supportare la gestione sostenibile della pesca, combinando ricerca oceanografica, valutazione delle risorse ittiche e monitoraggio degli ecosistemi, promuovendo al contempo lo sviluppo della capacità scientifica nei paesi partecipanti.
Un’indagine innovativa delle acque dello Sri Lanka
Durante la recente missione di ricerca, gli scienziati della National Aquatic Resources Research and Development Agency (NARA) hanno guidato il lavoro scientifico in stretto coordinamento con le istituzioni locali, supportati da esperti e membri dell’equipaggio dell’Istituto di Ricerca Marino di Bergen (IMR) della Norvegia. Questo viaggio ha visto la partecipazione di 16 scienziati locali che hanno avuto l’opportunità di operare direttamente a bordo, utilizzando attrezzature avanzate e raccogliendo campioni. Le loro esperienze si sono dimostrate una risorsa preziosa, in particolare nel campo delle indagini idro-acustiche e nelle tecniche di campionamento oceanografico.
Il campionamento effettuato ha portato alla documentazione di circa 800 specie diverse, comprese circa 125 che potrebbero rappresentare nuove registrazioni per le acque dello Sri Lanka. Già dalle informazioni preliminari, gli scienziati hanno notato che almeno cinque-dieci specie potrebbero essere completamente nuove per la scienza. Questi risultati evidenziano quanto ancora poco si conosca sulla biodiversità marina profonda del paese.
Le precedenti analisi condotte nel corso delle spedizioni del 2018 avevano già mostrato tendenze preoccupanti. Durante quell’indagine, sono stati documentati 620 specie marine, ma sono emerse anche variazioni regionali e segni di pressione sui fondali ittici. La continuità di queste missioni consente ora di confrontare direttamente decenni di dati, identificando i cambiamenti a lungo termine nei stocks ittici e negli ecosistemi marini.
Inoltre, i metodi utilizzati nella spedizione, come la pesca scientifica e l’uso di reti planktoniche, hanno permesso di catturare una vasta gamma di organismi marini. Le ricerche eseguite a diverse profondità hanno dimostrato la ricchezza di biodiversità presente, sottolineando la necessità di ulteriori studi in questo campo.
Le istituzioni nazionali, come il Dipartimento della Pesca e delle Risorse Ittiche dello Sri Lanka (DFAR), hanno sottolineato l’importanza di garantire la gestione sostenibile delle risorse ittiche e di proteggere la biodiversità marina per garantire la sicurezza alimentare nazionale.
La ricerca scientifica (NARA) ha anche presentato alcune scoperte relative agli elasmobranchii, documentando 40 taxa (una sottoclasse di pesci cartilaginei) tra cui squali e razze. La distribuzione delle specie è sembrata essere altamente disomogenea, evidenziando l’importanza di monitorare e proteggere gli ecosistemi vulnerabili delle acque profonde.
La nave Fridtjof Nansen, quindi, non solo fornisce un’opportunità di ricerca ma funge anche da aula galleggiante per gli scienziati locali, contribuendo alla costruzione di capacità scientifica e alla transferibilità del know-how.
Le informazioni raccolte attraverso missioni come questa sono cruciali per la pianificazione della conservazione marina e per l’adempimento degli obblighi a livello internazionale riguardanti la biodiversità marina e l’export di prodotti ittici sostenibili. Con l’adattamento dei dati a favore di una gestione basata sulle evidenze, la missione contribuisce a una maggiore comprensione delle sfide ambientali, lasciando un impatto duraturo sulla politica marittima dello Sri Lanka.
Fonti ufficiali:
– FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura)
– NARA (National Aquatic Resources Research and Development Agency)
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