Congedo mestruale: sì per studentesse, ma no per docenti e lavoratrici. La polemica esplode.

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Congedo mestruale: sì per studentesse, ma no per docenti e lavoratrici. La polemica esplode.

Il congedo mestruale per le studentesse sta guadagnando attenzione in diverse scuole italiane. Recentemente, due istituti in Basilicata e uno a Catania hanno approvato questa iniziativa, e ora anche il ‘Luosi-Pico della Mirandola’ di Mirandola, in provincia di Modena, ha adottato questa misura. Come riportato dalla ‘Gazzetta di Modena’, grazie all’impegno degli studenti, le giovani che soffrono di patologie mestruali certificate potranno assentarsi fino a due giorni al mese. Queste assenze non influiranno sul monte ore complessivo delle loro frequenze scolastiche.

Iniziativa degli Studenti

La proposta è stata lanciata da due rappresentanti degli studenti attraverso una raccolta firme. “Chi affronta dolori intensi è spesso costretta a lasciare l’aula per cercare conforto, non potendo vivere la propria esperienza scolastica come sarebbe auspicabile”, hanno sottolineato i giovani attivisti. L’ispirazione per quest’iniziativa è stata tratta dal ‘Severini’ di Ravenna, la prima scuola in Italia a introdurre il congedo mestruale nel 2022. Dopo un acceso dibattito, la proposta è stata approvata dal Consiglio d’Istituto, segnando un passo importante verso il benessere degli studenti.

Il congedo mestruale non è un tema nuovo nel dibattito pubblico italiano. Nel 2021, il Partito Democratico ha lanciato la proposta di estendere questa iniziativa anche alle lavoratrici del settore scolastico, comprendendo docenti e personale ATA. Eleonora Mattia, consigliera regionale del Lazio e presidente del Comitato Regionale di Controllo Contabile, ha presentato una proposta di legge mirata a garantire un congedo mestruale alle donne, consentendo loro di assentarsi da scuola e lavoro durante i giorni di maggiore difficoltà legati al ciclo mestruale. Secondo Mattia, i disturbi causati dalla dismenorrea sono comuni e spesso compromettenti per l’attività quotidiana.

Coinvolgimento delle Istituzioni

La proposta di legge prevede di promuovere intese tra la Regione Lazio, scuole, istituzioni educative, università e aziende per incentivare campagne informative, supportate da enti di salute pubblica e terzo settore. Inoltre, il progetto è stato ampliato per includere opportunità destinate al settore privato, creando meccanismi incentivanti per le aziende che offrono il congedo mestruale. In questo modo, tali aziende riceverebbero punteggi preferenziali in bandi pubblici e procedure di selezione per lavori, servizi e forniture.

Il finanziamento previsto per queste iniziative ammonta a 200mila euro annui fino al 2025, come parte di un fondo specifico volto a combattere la discriminazione delle donne affette da problematiche legate al ciclo mestruale. Questo approccio non è isolato; altre nazioni europee, come la Spagna, hanno già implementato procedure simili per sostenere le donne durante il ciclo. Nonostante il dibattito e le promesse, a distanza di oltre venti mesi dall’annuncio della proposta nel Lazio, non ci sono notizie concrete riguardo alla sua attuazione, né in questa regione né in altre parti d’Italia.

La crescita della consapevolezza riguardo il benessere mestruale è un passo importante nella lotta per i diritti delle donne. Il congedo mestruale non è solo una questione di salute, ma rappresenta anche un riconoscimento dell’impatto che la dismenorrea può avere sulla vita quotidiana di molte donne. In un’epoca in cui la sensibilizzazione su temi come la salute e il benessere è in forte espansione, è fondamentale continuare a sostenere iniziative che promuovano il diritto a un ambiente di apprendimento e lavoro inclusivo per tutti.

Secondo dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, molte donne nel mondo soffrono di dismenorrea, una condizione che non dovrebbe essere sottovalutata e che richiede un approccio sensibile e responsabile da parte delle istituzioni.

Il cammino verso l’implementazione di un congedo mestruale efficace è lungo, ma iniziative come quella del ‘Luosi-Pico della Mirandola’ rappresentano dei passi significativi verso il riconoscimento e la valorizzazione del benessere femminile. È imprescindibile che tutte le regioni e le scuole in Italia prendano esempio da questo approccio per garantire un’educazione inclusiva e attenta alle esigenze di tutte le studentesse.

Fonti: Gazzetta di Modena, Organizzazione Mondiale della Sanità, comunicati di Eleonora Mattia.

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