Conservazione a rischio: le conseguenze della chiusura di USAID un anno dopo.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
La Scomparsa di USAID e le Sue Conseguenze
Nel 1961, il presidente statunitense John F. Kennedy ha creato l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) con l’intento di gestire aiuti alimentari e sanitari a livello globale. Negli anni, USAID è diventata uno dei maggiori finanziatori della conservazione ambientale, investendo quasi 400 milioni di dollari all’anno fino alla fine del 2024.
Purtroppo, questi fondi sono stati annullati dal presidente attuale, Donald Trump, che ha deciso di smantellare l’agenzia nei suoi primi atti da rientrato in carica nel gennaio 2025. Le ripercussioni sono state devastanti: stando a un’analisi dell’Impact Counter, circa 834.000 persone sono decedute a causa della cessazione dei programmi sanitari, con due terzi delle vittime rappresentati da bambini. Gran parte dell’attenzione dell’agenzia era rivolta al trattamento e alla prevenzione dell’HIV/AIDS.
Impatto sulla Salute e sui Progetti di Conservazione
“Il supporto per il trattamento dell’HIV/AIDS e il controllo della malaria ha salvato circa 91 milioni di vite negli ultimi 20 anni”, afferma la giornalista ambientale Michelle Nijhuis. Nei prossimi mesi, l’impatto del taglio dei fondi sarà avvertito in numerose comunità, specialmente in aree come Etiopia, Congo e Amazzonia. Molte delle maggiori ONG di conservazione, che beneficiavano di finanziamenti enormi, ora si trovano in una situazione critica.
“400 milioni di dollari erano destinati a progetti di conservazione innovativi in habitat tra i più a rischio al mondo, ma tutto è stato interrotto bruscamente”, dice Nijhuis in un’intervista. I progetti di conservazione che hanno guadagnato una posizione chiave stanno ora lottando per la sopravvivenza. La perdita di tali fondi ha effetti immediati che danneggiano la biodiversità e l’equilibrio ecologico. Ma ci sono anche conseguenze a lungo termine che potrebbero rivelarsi più gravi, come ad esempio il deterioramento dei sistemi di supporto per le comunità locali.
La chiusura di USAID ha avuto effetti disastrosi soprattutto in regioni come il Congo, dove iniziative cruciali per la conservazione sono state cancellate. I programmi volti alla protezione degli ecosistemi hanno dovuto interrompere le loro attività e ciò ha messo in difficoltà persone che dipendono da queste risorse per il loro sostentamento e la loro salute.
Mike DiGirolamo, conduttore di Mongabay Newscast, ha parlato a lungo con Nijhuis riguardo le problematiche emergenti e le soluzioni necessarie. È emerso che rinforzare i legami tra le organizzazioni di conservazione e i finanziatori privati potrebbe rappresentare un passo fondamentale per cercare di alleviare la crisi. Come sottolinea Nijhuis: “La perdita di uguale accesso ai finanziamenti potrà avere effetti devastanti nel medio e lungo termine, ma ci sono già iniziative in atto per far fronte a questa situazione.”
Speranze nel Futuro della Conservazione
Esistono ancora alcune speranze per il futuro, come il “U.S. Foundation for International Conservation”, istituito durante l’amministrazione Biden, che offre un matching fund per iniziative di conservazione. Questo fondo rappresenta una opportunità reale di finanziare progetti vitali, mantenendo vive le speranze di molte comunità e ONG.
Inoltre, ex dipendenti di USAID come Hadas Kushner e Monica Bansal stanno lavorando per riunire le conoscenze accumulate nel settore della conservazione e stanno cercando di identificare progetti promettenti che potrebbero beneficiare di finanziamenti. Questo progetto, chiamato “Momentum for the Environment”, ha già contattato centinaia di ex collaboratori e sta cercando di trovare sostegni finanziari per 94 progetti cruciali.
In definitiva, mentre le sfide sembrano immense, le comunità e le organizzazioni stanno rispondendo in modi creativi e resiliente. Le donazioni da privati e le alleanze con ONG internazionali stanno iniziando a rifiorire, dimostrando che, nonostante le avversità, c’è ancora spazio per la speranza e l’azione. La perdita dell’USAID deve rimanere l’argomento di discussione del momento, non solo per le sue implicazioni sulla salute, ma anche per la salvaguardia delle risorse ambientali e ecologiche.
Fonti ufficiali: USAID, Mongabay, Impact Counter.
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