Consiglio propone di aprire i monumenti marini del Pacifico americano alla pesca commerciale.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Permessi di pesca commerciale nelle aree marine protette del Pacifico
Un recente suggerimento di un ente di regolazione della pesca statunitense ha aperto alla possibilità di consentire la pesca commerciale in tutti e quattro i monumenti marini nazionali del Pacifico. Questo movimento è stato presentato come un passo verso la “restaurazione della pesca sostenibile” da parte del Consiglio di gestione della pesca della regione del Pacifico occidentale (Wespac).
Impatti sulla biodiversità degli oceani
Tuttavia, le organizzazioni di conservazione e i rappresentanti dei popoli indigeni sostengono che questa decisione potrebbe danneggiare gli ecosistemi marini più incontaminati della Terra. I monumenti coinvolti, ossia Pacific Islands Heritage, Rose Atoll, Marianas Trench e Papahānaumokuākea, si estendono per 3,1 milioni di chilometri quadrati (1,2 milioni di miglia quadrate) di atolli corallini, fosse oceaniche e isole remote. La pesca commerciale è stata vietata in queste aree sin dalla loro istituzione, ma ora si prospetta un cambiamento.
Pochi giorni dopo l’annuncio, Pedro Itibus, membro del consiglio Wespac, ha dichiarato: “Mi dispiace che con tutte queste restrizioni nei nostri territori, stiamo lentamente perdendo parte della nostra cultura.” Nonostante la preoccupazione di perdere tradizioni culturali, molti residenti fanno notare che la pesca ricreativa non è mai stata vietata e che alcuni luoghi si trovano a grande distanza da qualsiasi comunità.
Le conseguenze della pesca commerciale
Solomon Pili Kaho’ohalahala, un nativo hawaiano e membro dell’ONG locale Kāpaʻa, ha espresso forti riserve riguardo alla questione. Ha dichiarato che “la pratica della pesca commerciale e l’inevitabile spreco significativo di risorse marine dovuto alla cattura accidentale sono un affronto alle pratiche e alle credenze dei nativi hawaiani.” La pesca commerciale potrebbe consentire l’uso di attrezzi come lenze lunghe e reti a circuizione, che frequentemente catturano specie non bersaglio come tartarughe, uccelli marini e squali.
Una testimonianza preoccupante arriva da Sheila Sarhangi, direttrice esecutiva della Pacific Islands Heritage Coalition e della Papahānaumokuākea Coalition, che ha indicato come nel 2014, prima dell’espansione dell’area protetta, i pescatori hawaiani hanno catturato più di 5.600 squali come cattura accessoria. “Se confronti questa cattura accessoria di squali con quella del tonnetto occhi grandi nella stessa area, (11.700), questo significa che è stato catturato uno squalo per ogni due tonnetti,” ha spiegato Sarhangi.
La spinta a riaprire la pesca commerciale segue una proclamazione del 2025 del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che mirava a “liberare la pesca americana nel Pacifico.” Trump ha utilizzato il National Historic Preservation Act per consentire la pesca commerciale in alcune parti del monumento Pacific Islands Heritage. Di conseguenza, il National Marine Fisheries Service (NMFS) ha inviato una comunicazione ai pescatori commerciali autorizzati dichiarando che l’area era aperta.
Tuttavia, Earthjustice, un’organizzazione no-profit per la legge ambientale, ha contestato sia la proclamazione che la comunicazione del NMFS. Il legale dell’organizzazione, David Henkin, ha affermato che “fino a ora, il National Historic Preservation Act è stato utilizzato solo per conferire protezione, non per rimuoverla.” La decisione sulla costituzionalità di tale utilizzo impiegherà tempo per essere risolta nei tribunali, anche se un tribunale distrettuale hawaiano ha già stabilito che il NMFS non può modificare le normative tramite una lettera.
Procedure amministrative e futuro della pesca
Henkin ha precisato che “esiste un processo che si deve seguire, a partire dalla proposta di Wespac di modificare le normative.” Adesso, il NMFS dovrà rivedere tali proposte e consentire un periodo di commento pubblico. Le normative possono cambiare solo se i tribunali confermeranno l’uso del National Historic Preservation Act da parte di Trump e il NMFS concluderà il suo processo.
Il NMFS non ha fornito commenti alle domande di Mongabay relative alla cattura accessoria e alla sostenibilità, limitandosi a fornire collegamenti a risorse online. Inoltre, un altro monumento marino nell’Oceano Atlantico è stato aperto alla pesca commerciale tramite una proclamazione presidenziale nel mese di febbraio.
Riflessioni finali
Le implicazioni di tale decisione si estendono ben oltre le semplici questioni economiche. Rappresentano un potenziale minaccia per la biodiversità marina e le tradizioni culturali delle comunità indigene. La situazione è quindi delicata e merita attenzione e vigilanza da parte di tutti gli attori in gioco. fonte: NOAA Fisheries.
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