Continua la deforestazione per la soia nel Cerrado brasiliano nonostante la prossima EUDR.

Pubblicato il da Redazione - Green

Continua la deforestazione per la soia nel Cerrado brasiliano nonostante la prossima EUDR.

Deforestazione nel Cerrado: la sfida della legge EUDR

Produzione di soia nel Cerrado brasiliano continua a rappresentare una seria minaccia per l’ambiente e la biodiversità. Recenti indagini condotte da Earthsight hanno rivelato che alcuni produttori agricoli in questa regione, tra cui Mizote Group e Franciosi Agro, hanno continuato a disboscare terreni, infrangendo così i prossimi regolamenti europei contro la deforestazione, noti come EUDR. Solo dal maggio 2024, queste aziende hanno abbattuto 986 ettari di vegetazione, compresa quella forestale.

Il Cerrado, una delle savane più biodiversificate del pianeta, ha perso più di 652.000 ettari di vegetazione nativa nel solo 2024, rendendolo il bioma più deforestato del Brasile. La legge EUDR e schemi di certificazione come il Roundtable on Responsible Soy (RTRS) mirano a eliminare la deforestazione dalle filiere, sebbene le loro applicazioni presentino ancora limiti significativi.

Impatto della deforestazione sulle comunità locali

La legge EUDR, prevista per entrare in vigore il 30 dicembre 2024, richiede che i prodotti agricoli venduti in Europa non derivino da terreni disboscati dopo il 2020 e che rispettino le leggi locali riguardo l’uso del suolo e i diritti delle comunità. Questo ha una grande significatività, considerando che circa il 74% del Cerrado non rientra sotto la protezione della legge.

Nonostante questo slancio normativo, le recenti scoperte evidenziano la vulnerabilità delle comunità tradizionali locali, spesso vittime di violenze e invasioni illegali dei loro terreni. La regione conosciuta come Matopiba, che include i stati di Maranhão, Tocantins, Piauí e Bahia, è diventata l’epicentro della deforestazione nel Cerrado, rappresentando il 75% della perdita di vegetazione nel bioma nel 2024.

Negli ultimi anni, i produttori brasiliani hanno ampliato significativamente le loro attività agricole, contribuendo a un aumento del 74% tra il 1985 e il 2024. Secondo il monitoraggio effettuato da MapBiomas, il Cerrado ha subito danni maggiori rispetto ad altre regioni brasiliane, inclusa l’Amazonia.

Earthsight ha anche rivelato che Mizote Group e Franciosi Agro, entrambi fornitori di aziende globali come Cargill e Bunge, hanno una chiara connessione con terreni disboscati illegalmente. Ben il 60% dei terreni analizzati non presenta permessi di deforestazione, suggerendo che molte pratiche agronomiche siano irregolari.

Il dilemma della certificazione volontaria

Le certificazioni volontarie come RTRS sono state progettate per garantire standard di sostenibilità, ma presentano dei limiti significativi. Queste certificazioni permettono ai produttori di scegliere quali proprietà certificare, il che offre la possibilità di continuare la deforestazione su terreni non certificati. Di conseguenza, alcuni produttori possono apparire conformi alle normative ambientali mentre, in realtà, continuano pratiche dannose sul campo.

La situazione si complica ulteriormente con la proposta della Commissione Europea di ritardare l’implementazione dell’EUDR. Le preoccupazioni espresse da attivisti e ricercatori, come Lara Shirra White di Earthsight, indicano che questo rinvio potrebbe alleggerire le pressioni sulla filiera per migliorare la tracciabilità e la sostenibilità.

Le aziende coinvolte nella catena di approvvigionamento dovranno adattarsi rapidamente per soddisfare i requisiti previsti dalla legge, ma la mancanza di trasparenza nelle pratiche commerciali attuali può ostacolare gli sforzi di riforma.

Quello che la legge EUDR potrà davvero apportare è un incentivo alla creazione di sistemi di tracciabilità non solo per le esportazioni verso l’Europa, ma anche verso altre nazioni come la Cina, principale acquirente di soia e carne bovina dal Brasile. Esperti e attivisti auspicano che le normative più severe possano generare un rinnovato interesse verso pratiche agronomiche responsabili e la salvaguardia dell’ambiente.

L’importanza della salvaguardia della biodiversità del Cerrado non può essere sottovalutata. Chiamato “culla delle acque”, questo bioma è essenziale per il rifornimento delle principali risorse idriche del Sud America e per il sostentamento delle comunità indigene e afro-discendenti che abitano la regione. Protecting these ecosystems is imperative not only for environmental reasons but for social stability and human rights.

Per ulteriori approfondimenti sulla situazione della deforestazione e delle normative EUDR, è possibile consultare le seguenti fonti ufficiali:

In questo contesto complesso, la transizione verso una produzione agricola sostenibile passa attraverso l’allineamento delle normative ai reali bisogni ecologici e sociali del Cerrado.

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