Coralli secolari svelano che il Pacifico settentrionale si acidifica più rapidamente del previsto. (pagina 4)
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Secondo la NOAA, se le tendenze attuali proseguono, le acque superficiali degli oceani potrebbero raggiungere livelli di acidità maggiore del 150% rispetto ai livelli pre-industriali, una situazione che non si verifica da oltre 20 milioni di anni. L’assorbimento di CO₂ da parte dell’oceano riduce la disponibilità di ioni carbonato, rendendo più difficile per gli organismi marini formare gusci di carbonato di calcio. Questo lascia specie come crostacei e coralli con gusci più sottili e più deboli.
Inoltre, è preoccupante scoprire che l’acidità sta aumentando più rapidamente rispetto ai livelli di gas serra nell’atmosfera. “Ciò che mi preoccupa di più è che l’acidificazione nel Salish Sea e nel Sistema della Corrente della California non sta solo mantenendo il passo con la CO₂ atmosferica, ma è amplificata”, ha commentato Stoll.
La NOAA riporta che le concentrazioni di CO₂ in atmosfera sono aumentate di circa 120 parti per milione (ppm) dal 1888, superando i 414 ppm entro il 2020. Nel frattempo, la CO₂ disciolta nel Salish Sea è aumentata anche più rapidamente, di circa 172 ppm.
La continua acidificazione degli oceani e il suo impatto sugli ecosistemi marini richiedono urgentemente azioni per ridurre le emissioni di CO₂ globalmente, sottolineando l’importanza di un piano di gestione a lungo termine per le risorse ittiche e le politiche correlate.