Corsi di empatia per docenti: al Senato un nuovo disegno di legge in arrivo.
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
Corsi di Empatia per Insegnanti: Un Necessario Passo Avanti
In queste settimane, l’attenzione è fortemente rivolta ai corsi di empatia destinati agli insegnanti. Questo tema è emerso prepotentemente dopo l’episodio tragico dell’accoltellamento di un’insegnante da parte di uno studente tredicenne in provincia di Bergamo, una questione che ha suscitato il dibattito pubblico e l’intervento del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
Le Dichiarazioni del Ministro
Il 25 marzo scorso, durante la trasmissione “Diario del giorno” su Rete 4, Valditara ha affrontato la questione dicendo: “C’è il tema dell’educazione al rispetto, all’empatia. Stiamo avviando anche dei percorsi di formazione per i docenti, coinvolgendo i ragazzi. È fondamentale investire nell’assistenza psicologica, per la quale abbiamo stanziato 20 milioni di euro, e non trascurare la prevenzione”. Queste parole hanno messo in evidenza l’importanza di preparare i docenti ad affrontare una realtà complessa e delicata.
Nonostante le dichiarazioni del ministro, la situazione legislativa attuale non risulta chiara. Infatti, il 30 settembre scorso, il senatore Roberto Marti ha presentato un disegno di legge (DDL 1664) con l’obiettivo di promuovere la formazione del personale docente in materia di educazione al rispetto e alle relazioni. Tuttavia, ad oggi, il disegno di legge è fermo in commissione e non è stato discusso di recente, rendendo incerta la sua attuazione.
Il sito ufficiale del Senato riporta che il DDL è esaminato dalla 7ª Commissione permanente (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica) e non è stato discusso dall’10 marzo. In questo contesto, si pone la necessità di attivare un processo più celere e mirato che possa realmente portare a corsi di formazione efficaci per i docenti.
Contenuti del Disegno di Legge
Il primo articolo del DDL tratta delle misure “volte a promuovere una formazione mirata per il personale docente” per introdurre metodologie didattiche ed educative che possano aumentare l’empatia emotiva e affettiva, le competenze non cognitive, e la capacità di risolvere conflitti in modo non violento. È di fondamentale importanza, secondo gli autori del ddl, che i docenti acquisiscano gli strumenti necessari per prevenire e contrastare ogni forma di violenza e discriminazione.
All’articolo 2 si specifica che, a partire dall’anno scolastico 2026/2027, il Ministero dell’istruzione e del merito farà ricorso all’INDIRE per promuovere corsi di formazione destinati agli insegnanti. Questo rappresenta un passo importante verso un’istruzione più consapevole e attenta alle dinamiche relazionali. L’articolo 3 chiarisce che le istituzioni scolastiche devono realizzare iniziative progettuali per favorire lo sviluppo dell’intelligenza emotiva e delle competenze relazionali, integrando queste attività nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF).
Il maestro e giornalista Alex Corlazzoli ha commentato in maniera incisiva la situazione attuale, facendo notare che la vera esigenza sta nella formazione di educatori piuttosto che di semplici insegnanti. Corlazzoli afferma: “La mia vicenda personale mi ha insegnato che non servono professori ma educatori. Non basta più saper insegnare una disciplina: serve saper relazionarsi con questa generazione, fragile e complessa.” Le sue parole ci invitano a riflettere sul ruolo dell’educatore nella società contemporanea.
In aggiunta, Corlazzoli suggerisce che sarebbe utile investire in corsi tenuti da educatori di strada, pedagogisti e filosofi, per trasformare gli insegnanti in veri e propri esperti di empatia. Questo approccio potrebbe fornire loro gli strumenti necessari per affrontare le sfide relazionali che si presentano quotidianamente nelle aule scolastiche.
La realtà attuale sottolinea un bisogno urgente di interventi formativi che possano preparare adeguatamente i docenti ad affrontare le sfide emotive e relazionali del loro lavoro. Gli eventi recenti hanno messo in evidenza che una preparazione idonea non solo facilita un migliore ambiente di apprendimento ma contribuisce anche a prevenire episodi tragici che altrimenti potrebbero ripetersi.
È fondamentale che la comunità educativa e politica collabori affinché le proposte concrete emergano in modo tangibile, superando il blocco legislativo attuale e procedendo con la formazione necessaria. Solo attraverso investimenti mirati e approcci innovativi si potrà veramente costruire una scuola più empatica e rispettosa.
Fonti ufficiali: Senato della Repubblica Italiana, Ministero dell’Istruzione e del Merito.
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