Corsi Indire: un’opportunità riconosciuta dal Governo per guadagnare 12 punti cruciali.

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Corsi Indire: un’opportunità riconosciuta dal Governo per guadagnare 12 punti cruciali.

La Persecuzione nel Mondo della Scuola

Il dibattito sulla scuola italiana è oggi intriso di grottesco, rivelando una realtà dove l’attività pratica e quotidiana degli insegnanti viene messa in discussione da chi non vive il mondo educativo direttamente. Anni di lavoro svolto con serietà e dedizione si confrontano con un sistema che, per alcuni, sembra premiare più la burocrazia che l’esperienza reale. È giunto il momento in cui un governo ha finalmente deciso di dare un significato autentico alla parola “Merito”, riconoscendo così il valore dei professionisti del settore. I 12 punti in Tabella non rappresentano una mera concessione, ma un atto di giustizia nei confronti di chi ogni giorno contribuisce con competenza e impegno a mantenere alta la qualità dell’insegnamento.

Questa preparazione, solida e comprovata, non è solo un’idea astratta: è una realtà tangibile dimostrata dai fatti e dai corsi di specializzazione che abbiamo frequentato. Uno di questi è il corso INDIRE, un percorso che per molti è stato erroneamente considerato una scorciatoia. Non è così; piuttosto, è stato un ulteriore passo nel nostro cammino pedagogico, confermando le competenze che già possedevamo. Durante le lezioni, ogni concetto presentato non era estraneo, ma già parte integrante della nostra esperienza professionale. Abbiamo applicato ciò che abbiamo appreso e questa sintonia tra teoria e pratica è ciò che ci distingue.

Nonostante ciò, critiche e attacchi continuano a scagliarsi contro di noi, creando un clima di tensione e incertezza. È lecito chiedersi: perché un tale accanimento verso i professionisti che hanno dimostrato il proprio valore? Questo perpetuo tentativo di delegittimare anni di esperienza educativa non ha altro effetto che quello di generare una frattura in un ambiente già fragile. La domanda sorge spontanea: perché si cerca a tutti i costi di costruire gerarchie arbitrarie tra docenti, trascurando che la vera qualità dell’istruzione si fonda sulla continuità e su una conoscenza approfondita dei propri studenti?

Un Sistema Sordo e Cieco

Questa logica di separazione appare non solo incomprensibile, ma profondamente sorda e cieca. Non siamo una nuova invenzione di questo secolo; siamo una realtà consolidata che sostiene il sistema scolastico con anni di dedizione. Alcuni possono pensare di avere il monopolio sulla specializzazione, credendo di poter acquisire un titolo tramite il TFA ordinario e garantirsi così un posto fisso. Questo approccio ha portato a generare confusione e incertezze nel personale delle scuole, creando persistenti carenze di docenti in alcune aree del paese.

È fondamentale sottolineare che non vogliamo sminuire il percorso di nessun collega. Riconosciamo i diritti di chi ha conseguito il titolo prima di noi e ci teniamo a precisare che nessuno desidera eroderli. Ma ora è il momento di avere chiaro che il nostro percorso formativo è legittimo, costruito non solo su esperienza professionale, ma anche su un rigoroso impegno nel campo della didattica.

Non è una questione di competizione, ma di riconoscimento. Merito non è un concetto da ricalcolare come se fosse una torta da spartire; è, in realtà, un premio a chi lavora sul campo. La nostra professionalità non deve essere messa in dubbio da chi vive l’educazione da una distanza ”sicura”. Crediamo fermamente che il merito debba essere riconosciuto e celebrato, non costantemente messo in discussione.

Costruire un Futuro Sostenibile per l’Istruzione

È essenziale che la nostra voce venga ascoltata e considerata, all’interno di un panorama educativo che necessita di continui miglioramenti e di un’adeguata valorizzazione del personale. La qualità dell’istruzione non si costruisce solo attraverso titoli e riconoscimenti formali, ma attraverso l’esperienza sul campo e la capacità di risposta alle sfide quotidiane. È ora di abbracciare una visione più inclusiva e di valorizzare l’impiego di diverse professionalità nel panorama educativo.

Ricordiamo che il rispetto e la stima reciproca tra i docenti sono essenziali per creare un ambiente di apprendimento stimolante e positivo. Gli anni di esperienza di ciascun insegnante, uniti a una formazione continua, sono i mattoni su cui si deve costruire il futuro della scuola italiana. È fondamentale che il dialogo prosegua, non per competere, ma per collaborare nella ricerca delle migliori soluzioni per i nostri studenti.

La scuola non è un campo di battaglia; è un luogo di crescita, apprendimento e sviluppo. È fondamentale che tutte le parti coinvolte si uniscano per costruire un sistema educativo che rispecchi le reali esigenze di studenti e docenti, affinché ogni insegnante possa sentirsi sostenuto e valorizzato per il lavoro che svolge ogni giorno.

Solo così potremo garantire un’istruzione di qualità, apprezzata e rispettata, capace di guardare al futuro con fiducia e determinazione. Insieme possiamo cambiare le cose, rendendo la scuola un luogo dove il merito, l’impegno e la passione siano sempre al centro del discorso.

Per ulteriori approfondimenti, si rimanda ai documenti ufficiali del Ministero dell’Istruzione.

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