Costruzione della diga in Cambogia: impatti allarmanti sulle comunità fluviali nei Cardamomi.
Pubblicato il da Redazione - Green
La Cambogia ha avviato la deforestazione di oltre 7.300 ettari (18.000 acri) di una foresta pluviale protetta nel Parco Nazionale di Kravanh per costruire un nuovo bacino idrico. Circa 4.000 ettari (10.000 acri) saranno sommersi dall’invaso. Le Montagne Cardamom, situate in questo parco, rappresentano uno degli ultimi hotspot di biodiversità della Cambogia, ospitando specie come elefanti, pangolini e gibboni. Tuttavia, i progetti di dighe e il disboscamento illegale stanno accelerando la perdita di habitat. Gli abitanti dei villaggi a monte della diga sostengono che perderanno l’accesso alla foresta, all’acqua e ai mezzi di sussistenza, mentre gli agricoltori a valle sembrano trarre vantaggio; i residenti riportano di non essere stati consultati adeguatamente. Il progetto si sovrappone a un’area per la compensazione del carbonio REDD+ e sembra sia già avviato senza un’adeguata valutazione dell’impatto ambientale, sollevando questioni legali e di trasparenza.
Avvio della costruzione del bacino idrico
Recentemente, è iniziata la bonifica forestale per un nuovo bacino idrico nel cuore delle Montagne Cardamom, nella provincia occidentale di Pursat. Secondo le informazioni ottenute da Mongabay, questo progetto, noto formalmente come Irrigation Dam 2, prevede la pulizia di oltre 7.300 ettari di foresta protetta all’interno del Parco Nazionale di Kravanh. Fonti locali hanno documentato l’inizio dei lavori a febbraio, proseguendo nei mesi successivi. Le immagini satellitari mostrano la creazione di una strada di circa 10 chilometri (6 miglia) che porta al sito della diga.
Tra febbraio e agosto 2025, sono stati registrati circa 60 ettari (150 acri) di deforestazione nel sito del progetto. Eng Rasmey, responsabile del Dipartimento provinciale dell’Ambiente di Pursat, ha confermato a Mongabay che la bonifica forestale avviene a causa del progetto della diga, supervisionato dal Ministero delle Risorse Idriche e Meteorologia. Non ha fornito dettagli sull’impatto ambientale di quest’opera, avanzando le ragioni ufficiali secondo cui la diga ridurrà i rischi di alluvioni e garantirà acqua per l’agricoltura.
Nonostante la bellezza naturale delle Montagne Cardamom, le minacce alla loro integrità ecologica sono sempre più gravi, principalmente a causa di progetti di energia idroelettrica. Attualmente, cinque nuove dighe, insieme ai loro invasi, stanno sorgendo su circa 15.000 ettari (37.000 acri) di foresta. Un’indagine recente ha identificato 108 specie, incluse quelle in pericolo critico come il pangolino di Sunda e l’elefante asiatico, evidenziando la necessità di preservare questi habitat unici.
Le conseguenze per le comunità locali
L’Irrigation Dam 2 verrà realizzata nella commune di Rokat, mentre il fiume Arai, un affluente chiave del fiume Pursat, sarà colpito dalla sua costruzione. Questo impedirà il naturale flusso fluviale, impattando negativamente sulla disponibilità di acqua per le comunità che vivono tra il sito della diga e il Lago Tonle Sap, il più grande lago d’acqua dolce del sud-est asiatico. Paesaggi una volta ricchi di biodiversità vedranno una diminuzione delle risorse idriche e rischieranno di compromettere la pesca locale.
I residenti di Rokat, come Phanha e Ratha, esprimono preoccupazione per la perdita della loro terra e dei mezzi di sussistenza. Le loro testimonianze rivelano un profondo legame con la foresta, dove raccolgono risorse naturali da vendere e utilizzano l’acqua del fiume per le loro necessità quotidiane. Ratha riporta che la nuova diga non porterà benefici alla sua comunità, che perderà l’accesso ai boschi e alle risorse idriche vitali.
Le autorità locali, insieme ai funzionari provinciali, non hanno fornito una risposta chiara riguardo all’assenza di una valutazione dell’impatto ambientale (EIA) che, secondo la legge cambogiana, sarebbe necessaria prima di avviare lavori di costruzione. Lettere tra i ministeri evidenziano che l’EIA non è stata completata prima dell’inizio della bonifica. I residenti di Rokat dichiarano di non essere stati informati formalmente riguardo al progetto e temono ritorsioni per la loro opinione contraria.
A fronte di un deficit di trasparenza e consultazione pubblica, le preoccupazioni dei cittadini continuano a essere ignorate, esprimendo il loro desiderio di alternative come la conservazione della foresta e lo sviluppo del turismo. Le voci locali si trovano a fronteggiare un fronte potente e silenzioso, dove la priorità viene data a progetti di sviluppo e alle politiche governative, senza considerare le comunità vulnerabili adiacenti.
In sintesi, la situazione in Cambogia mette in evidenza la conflittualità tra sviluppo infrastrutturale e protezione ambientale, con le comunità locali a dover affrontare le conseguenze delle scelte governative. Con la crescente pressione sui boschi della Cambogia, la necessità di proteggere risorse preziose come il Parco Nazionale di Kravanh diventa sempre più urgente.
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