Covid: Pregliasco sostiene obbligo vaccino e Green pass, basati sulle migliori evidenze scientifiche.

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Covid: Pregliasco sostiene obbligo vaccino e Green pass, basati sulle migliori evidenze scientifiche.

Il Ruolo della Commissione Covid: Riflessioni di Fabrizio Pregliasco

Durante la pandemia di Covid-19, che ha colpito il mondo tra il 2020 e il 2021, ci siamo trovati di fronte a una situazione caratterizzata da profonda incertezza scientifica e la necessità di prendere decisioni rapide e tempestive. Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università di Milano “La Statale”, ha sottolineato che le politiche intraprese si sono basate sulle migliori evidenze disponibili in un contesto in continua evoluzione. Questa analisi è stata pronunciata durante un intervento il 30 marzo, dove ha chiarito anche le motivazioni alla base dell’obbligo vaccinale e del Green Pass, considerati dal Governo di allora, guidato da Giuseppe Conte, fondamentali per garantire la sicurezza nelle scuole e favorire la partecipazione delle lezioni da parte di docenti e personale scolastico.

Il tema è tornato al centro del dibattito pubblico grazie alla Commissione parlamentare bicamerale di inchiesta istituita dal Governo Meloni. Questa Commissione ha il compito di analizzare la gestione dell’emergenza sanitaria causata dal virus Sars-CoV-2 e le misure adottate per affrontarla. Pregliasco ha condiviso le sue opinioni al riguardo con l’agenzia Ansa, esprimendo un giudizio positivo sullo strumento della Commissione, pur evidenziando alcuni rischi connessi.

Rischi di Misinterpretazione e Necessità di Trasparenza

Secondo Pregliasco, pur essendo favorevole a una commissione di indagine di questo tipo, è fondamentale non scivolare da un’analisi tecnica a letture più orientate. “Il vero pericolo – ha affermato – è che si confonda la scienza con opinioni non basate su metodi scientifici validi.” La preoccupazione di Pregliasco è che l’inserimento nel dibattito di posizioni che non hanno ricevuto consenso scientifico possa minare la struttura dell’analisi e distorcere il dibattito pubblico.

La questione è delicata: è giusto esaminare eventuali errori, ma è altrettanto cruciale evitare che questa analisi venga interpretata come una delegittimazione dell’intero approccio scientifico e sanitario adottato durante la pandemia. Pregliasco ha sottolineato: “La scienza può essere discussa, ma non può essere messa sullo stesso piano di opinioni prive di fondamento scientifico.” L’obiettivo dovrebbe sempre essere quello di apprendere dai fallimenti e migliorare la risposta alle future crisi sanitarie.

Pregliasco ha anche richiamato l’attenzione sulla necessità di non perdere di vista il rapporto di fiducia tra cittadini, istituzioni e mondo scientifico. “Qualsiasi tentativo di facere ciò che è al di fuori di questo obiettivo rischia di indebolire le relazioni di fiducia fondamentali”, ha puntualizzato. La riflessione si concentra non solo sulla risoluzione dei problemi della pandemia attuale, ma su come possiamo preparare meglio il nostro sistema sanitario per possibili emergenze future.

Anche la Corte Costituzionale si è espressa sulla legittimità dell’obbligo vaccinale, stabilendo che esso è conforme al principio di solidarietà, e che il rischio di eventi avversi, anche gravi, non giustifica l’illegittimità dell’obbligo vaccinale. La Corte ha emesso due sentenze nel 2023, sostenendo che la legge sul Green Pass era in ultima istanza mirata alla protezione della salute pubblica e alla riduzione della circolazione del virus.

La Corte, intervenendo su sanzioni relative all’assenza di Green Pass, ha confermato la bontà delle misure adottate per contenere l’emergenza sanitaria. Gli obblighi applicati nel contesto dei lavoratori over 50 sono stati giudicati come proporzionati, mirati alla protezione dei gruppi più vulnerabili. La valutazione è stata basata sull’efficacia della vaccinazione come strumento di prevenzione.

In particolare, le evidenze scientifiche disponibili al momento dell’entrata in vigore delle normative dimostravano l’efficacia dei vaccini anti Covid-19 nella riduzione della diffusione dell’infezione. Secondo le conclusioni di AIFA e ISS, la maggior parte delle reazioni avverse risultava di lieve entità e facilmente risolvibili, mentre le reazioni più severe erano rare e non giustificavano la rinuncia ai benefici derivanti dalla vaccinazione.

Infine, la Corte ha chiarito come le misure adottate per il Green Pass non violassero il diritto alla dignità personale, non essendo esse né invasive né lesive. La necessità di sottoporsi a test ogni due giorni per ottenere il Green Pass non è stata considerata come una forma di umiliazione, ma come una misura necessaria per garantire la salute collettiva.

Queste riflessioni rimarcano come la gestione delle emergenze sanitarie debba sempre poggiare su solide basi scientifiche, affinché si possa garantire la protezione della salute pubblica, senza perdere di vista la necessità di un dibattito aperto e onesto sugli errori e sui risultati ottenuti.

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