Covid: solo il 19% utilizza gel disinfettanti, 1 su 3 pulisce il cellulare quotidianamente.
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
La Consapevolezza dell’Igiene delle Mani in Calo
Sei anni fa, la pandemia di Covid-19 ha profondamente mutato la percezione dell’igiene in tutto il mondo, Italia compresa. L’esplosione della pandemia ha portato a una crescente attenzione verso la pulizia delle mani, una pratica considerata fondamentale per prevenire la diffusione di malattie. Tuttavia, recenti dati rivelano un preoccupante arretramento in questo comportamento. Secondo una ricerca condotta dall’Osservatorio Opinion Leader 4 Future, solamente il 19% degli italiani utilizza regolarmente gel disinfettanti, con un significativo calo di 12 punti percentuali rispetto al 2023. La frequenza dei lavaggi delle mani si stabilizza a una media di sei volte al giorno, che, sebbene rimanga invariata rispetto al 2025, è inferiore rispetto ai sette lavaggi giornalieri registrati tra il 2023 e il 2024.
Un aspetto positivo emerge dalla consapevolezza riguardo ai dispositivi tecnologici: il 30% degli intervistati afferma di pulire il proprio smartphone almeno una volta al giorno, un incremento rispetto al 25% del 2024. Questo cambiamento segnala una maggiore sensibilizzazione sul fatto che anche i dispositivi di uso quotidiano possono essere veicoli di germi e batteri. I risultati sono stati presentati dall’agenzia di stampa Adnkronos, evidenziando l’importanza della salvaguardia della salute pubblica.
Igiene Tecnologica e Assistenziale
Nell’ultima indagine sono state poste domande anche riguardo alla sanificazione di computer e cuffie. Il 60% degli intervistati ha dichiarato di pulire il proprio computer almeno una volta a settimana, e il 39% si impegna a sanificare le cuffie. È importante notare che l’81% degli intervistati ha dimostrato di conoscere le corrette norme di igiene respiratoria, come tossire o starnutire nel gomito, evidenziando un’educazione diffusa su questi temi. Secondo il report, la televisione rimane il canale informativo principale (62%), mentre i social media seguono a distanza (37%). Tra le fasce di età più giovani, il divario tra i due mezzi di comunicazione si riduce notevolmente.
Per quanto concerne la modifica dei comportamenti di prevenzione e cura, le testimonianze degli esperti sono ritenute le più efficaci dal 30% degli interpellati, seguite dai video tutorial (26%) e dalle analisi scientifiche (20%). Questi dati dimostrano come le modalità di comunicazione giocate sull’autorità e sull’interattività possano avere un impatto positivo sulla salute pubblica.
Il 5 maggio, i risultati dello studio saranno presentati al Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, in concomitanza con la Giornata Mondiale di Sensibilizzazione sull’Igiene delle Mani, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Quest’anno, lo slogan scelto è “Action save lives”, sottolineando l’urgenza di intervenire per migliorare la prevenzione delle infezioni sia in ambito ospedaliero che nella comunità.
La Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) richiamerà l’attenzione alla popolazione sull’importanza di semplici, ma efficaci pratiche igieniche. Le mani, secondo la Simit, sono il principale veicolo di trasmissione di germi. Lavarle accuratamente con acqua e sapone o soluzioni idroalcoliche è fondamentale per interrompere il ciclo di diffusione di virus e batteri responsabili di malattie, come influenza, raffreddore e infezioni correlate all’assistenza sanitaria.
Educazione e Innovazione: il Gioco Batterix
La prevenzione inizia dai più giovani. L’Associazione Fulop ha ideato un innovativo gioco educativo chiamato ‘Batterix’, volto a sensibilizzare i giovani su temi come le infezioni e l’antibiotico-resistenza. Utilizzando il linguaggio del videogioco, il progetto mira a rendere la materia più accessibile e coinvolgente. Gli studenti, attraverso l’interattività del gioco, possono apprendere le modalità di prevenzione e le corrette abitudini da adottare per proteggere se stessi e gli altri da germi e patogeni.
“Questo non è un classico approccio educativo”, afferma Marianna Meschiari, dirigente medico della Clinica di Malattie Infettive. “Batterix offre un’esperienza immersiva dove gli studenti sono protagonisti delle proprie scelte, apprendendo in modo attivo come comportarsi nella vita quotidiana e nelle strutture sanitarie.” L’iniziativa è già attiva nelle scuole italiane, con l’intento di formare le nuove generazioni sulle azioni quotidiane che possono salvare vite.
Secondo i dati del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Ecdc), in Europa si registrano 4,3 milioni di infezioni correlate all’assistenza sanitaria ogni anno, equivarrebbe a un ricoverato su 14 che contrarre almeno un’infezione durante la degenza in ospedale. Questa realtà è complessa e richiede azioni concrete; una corretta igiene delle mani rappresenta la prima linea di difesa contro la diffusione di infezioni che sono sempre più difficili da trattare.
L’attuale discussione sulla sicurezza sanitaria si allarga anche a eventi recenti. Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene all’Università degli Studi di Milano, ha espresso preoccupazione riguardo a un caso di hantavirus sulla nave Mv Hondius al largo di Capo Verde. Sebbene l’hantavirus resti raro in Europa, la popolarità delle discussioni attorno alle malattie infettive deve servire come monito per una maggiore attenzione alla salute pubblica e a una maggiore educazione nei confronti dell’igiene.
Fonti ufficiali:
– Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
– Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC)
– Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit)
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