Cresce l’agonia degli animali in Kenya: la siccità provoca fame e sofferenza.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Situazione Difficile in Kenya a Causa della Drought
KAMPALA, Uganda (AP) — Oltre 2 milioni di persone stanno affrontando la fame in alcune aree del Kenya, con le comunità dedite all’allevamento di bestiame nel nord-est particolarmente colpite, secondo quanto riportato dalle Nazioni Unite e da altre fonti. Le condizioni di siccità hanno provocato gravi perdite per i contadini e hanno messo in crisi la sicurezza alimentare nella regione.
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Negli ultimi tempi, le immagini di animali emaciati nell’area arida vicino al confine somalo hanno scioccato l’opinione pubblica, rivelando il dramma che queste comunità stanno vivendo a causa degli effetti del cambiamento climatico. Le stagioni delle piogge sono diventate più brevi per alcuni gruppi, esponendoli a periodi prolungati di siccità. Normalmente, il bestiame è il primo a morire in situazioni di emergenza alimentare.
Ripercussioni delle Perdite di Bestiame nel Corno d’Africa
Le perdite di bestiame ricordano quanto accaduto tra il 2020 e il 2023, quando milioni di animali sono morti nella regione che si estende dal Kenya a parti dell’Etiopia e della Somalia. All’epoca, una carestia prevista per la Somalia è stata evitata grazie a un aumento degli aiuti umanitari internazionali.
Per quanto riguarda le attuali condizioni, quattro stagioni umide consecutive hanno fallito nelle parti del Corno d’Africa, che si affaccia sull’Oceano Indiano. La stagione delle piogge da ottobre a dicembre è stata una delle più secche mai registrate, come riportato dall’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite. Le piogge sono state brevi e le zone dell’est del Kenya hanno registrato i livelli di secchezza più elevati dal 1981.
Secondo l’Autorità Nazionale per la Gestione delle Siccità, circa dieci contee in Kenya stanno vivendo condizioni di siccità. Nella contea nord-orientale di Mandera, al confine con la Somalia, è stata raggiunta la classificazione di “allerta”, il che significa che le gravi carenze idriche hanno comportato la morte degli animali e il deperimento dei bambini.
Le sofferenze non si fermano in Kenya, ma si estendono anche in Somalia, Tanzania e persino in Uganda, dove molte persone sono minacciate da modelli climatici simili e carenze idriche, come indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a fine gennaio. Un’indagine condotta dall’organizzazione umanitaria Islamic Relief ha rivelato “scioccanti carenze alimentari” nelle famiglie costrette a fuggire dalla crescente siccità della regione.
In Somalia, un paese già vulnerabile alle condizioni di siccità, oltre 3 milioni di persone hanno lasciato le proprie case, cercando rifugio nei campi per sfollati interni. Le informazioni di Islamic Relief indicano che il 70% degli sfollati nella città di Baidoa sopravvive con un pasto al giorno o meno, e i bambini nei campi mostrano visibili segni di malnutrizione e deperimento.
Il Ruolo del Cambiamento Climatico nel Catastrofico Scenario Attuale
Esperti suggeriscono che gran parte di quanto sta accadendo è attribuibile ai cambiamenti climatici. L’Oceano Indiano ha conosciuto un innalzamento delle temperature, alimentando alcune delle tempeste tropicali più distruttive degli ultimi anni. Parallelamente, le condizioni di siccità sono diventate più lunghe, più intense e più severe.
Questo scenario è devastante per gli africani, le cui economie si basano principalmente sull’agricoltura irriguata, rendendoli vulnerabili agli eventi meteorologici estremi. Molti agricoltori segnalano che l’aumento delle temperature limita il pascolo per il bestiame e danneggia i loro raccolti.
L’Africa è particolarmente esposta agli eventi meteorologici estremi poiché è meno equipaggiata per prepararsi a disastri naturali. Nonostante contribuisca solo dal 3% al 4% delle emissioni globali, come riportato dalle Nazioni Unite, il continente è uno dei più colpiti dagli effetti dei cambiamenti climatici.
Fonti:
- Nazioni Unite
- Organizzazione Mondiale della Sanità
- Islamic Relief
La situazione in Kenya e nelle aree circostanti è quindi critica e necessita di un’attenzione globale immediata per affrontare le emergenze umanitarie e climatiche in atto.
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