Dario Cangemi racconta la genesi di “Dietro la curva”
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Trend
Nel panorama cinematografico italiano attuale spicca il nome di Dario Cangemi, 27 anni, palermitano, regista e produttore, oggi anche alla guida della testata cinematografica The Hot Corn e fondatore della nuova realtà Kinéa Distribuzioni, attiva nella produzione e diffusione di opere documentaristiche. Dopo aver firmato lavori che hanno acceso i riflettori su storie poco raccontate, Cangemi è ora impegnato nello sviluppo di un nuovo progetto.
Il suo nome si era già imposto con “Allontanarsi dalla linea” (2023), incentrato sulla fuga dei giovani siciliani verso altre regioni e Paesi, e con “Dietro la curva” (2024), racconto intimo della vita di Giuseppe, storico venditore di panini nei pressi dello stadio Barbera di Palermo.
Il cinema visto con gli occhi di Cangemi
Per Cangemi il cinema non è semplicemente un mestiere, ma una dedizione totalizzante. In diverse interviste ha descritto il lavoro sul set come un impegno quotidiano, che richiede costanza e determinazione fuori dal comune. Senza una forte spinta interiore, spiega, è facile arrendersi alle difficoltà di un settore spesso instabile.
Il giovane autore ha anche riflettuto sul rapporto complesso tra chi fa cinema e la Sicilia: molti creativi dell’isola vivono una sorta di conflitto interiore, divisi tra il legame con la propria terra e la necessità di cercare altrove occasioni professionali più solide. Una dinamica che lo stesso regista ha trasformato in materia narrativa, scegliendo di mostrare un volto meno stereotipato dell’isola, lontano dalle immagini da cartolina.
Secondo Cangemi, fuori dai confini regionali si parla poco dei problemi strutturali del territorio — come dissesti ambientali o emigrazione giovanile — mentre domina un racconto turistico e superficiale che non restituisce la complessità sociale della Sicilia contemporanea.
Il documentario come strumento necessario
La scelta del documentario, per il regista, non è casuale ma quasi necessaria. L’Italia, a suo giudizio, investe ancora troppo poco nel genere, soprattutto nella distribuzione in sala. Molti lavori finiscono per avere una circolazione limitata, restando confinati a festival o piattaforme digitali con scarsa visibilità.
È proprio per reagire a questo scenario che è nata Kinéa Distribuzioni. L’obiettivo della società è offrire una vetrina alternativa ai documentari, anche attraverso la diffusione gratuita online. La piattaforma YouTube del progetto ospita già decine di titoli, garantendo agli autori un riconoscimento economico e, soprattutto, la possibilità di raggiungere un pubblico più ampio.
Cangemi incoraggia i giovani registi a raccontare le proprie storie senza aspettare condizioni perfette: secondo lui la priorità è creare, cercando poi strade nuove per la distribuzione.
Focus su Dietro la curva
L’idea alla base di “Dietro la curva” è nata in modo quasi casuale. Il regista ha conosciuto il protagonista del documentario, Giuseppe, al di fuori fuori del contesto professionale, in un incontro fortuito che ha rivelato subito una storia personale intensa e segnata da vicende familiari difficili. Da quel momento ha preso così forma un racconto delicato, costruito con grande attenzione per evitare ogni forma di spettacolarizzazione del dolore.
Il progetto ha avuto anche una dimensione solidale: parte dei proventi sarà destinata all’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, a testimonianza di un cinema che non vuole solo raccontare, ma anche restituire qualcosa alla comunità.
Il futuro di Dario Cangemi
Il regista è attualmente al lavoro su un nuovo film ambientato prevalentemente tra Roma e dintorni, dedicato al tema della salute mentale. Il protagonista sarà uno psichiatra noto per metodi terapeutici innovativi. Parallelamente, è in fase di co-produzione anche un documentario legato alla tragedia dei migranti di Cutro del 2023.
Come spesso accade nel mondo del cinema indipendente, i progetti nascono tra difficoltà economiche e sfide produttive, ma anche con la volontà di offrire uno sguardo diverso sulla realtà.