De Lellis e 5 influencer denunciano stalker: la battaglia contro le minacce online
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - Gossip
Un vero e proprio terremoto ha scosso Instagram oggi: numerose influencer di rilievo hanno denunciato pubblicamente di essere vittime di stalking, diffamazioni e altre gravi violazioni della privacy. Tra loro emergono nomi noti come Giulia De Lellis, Chiara Nasti, Carolina Stramare, Taylor Mega, Antonella Fiordelisi e Desirée Maldera. Questi episodi accendono i riflettori su un tema sempre più critico nel mondo digitale: la sicurezza online e il diritto alla tutela personale anche per i personaggi pubblici.
Desirée Maldera e il doppio sfogo contro stalker e incitazioni alla violenza
Desirée Maldera è stata la prima a rompere il silenzio, denuncia pubblicamente la presenza di due individui che le causano gravi sofferenze: uno stalker e una seconda persona che incita alla violenza. «Dal 2020 sono vittima di uno stalker che diffonde su tutti i canali social, e non solo, falsità su di me e sulla mia famiglia, denigrando anche mio marito», ha raccontato, aggiungendo che lei e il suo compagno Valeriano hanno sporto querela anche contro questa seconda figura. La situazione, ha spiegato, sta avendo pesanti ripercussioni emotive sui loro figli, ancora molto piccoli, provocando un disagio familiare profondo.
Maldera sottolinea: «Siamo centinaia con denunce e procedimenti aperti contro la stessa persona e un piccolo impero di carta costruito sulla menzogna e la distruzione della reputazione altrui dietro uno schermo. Ora non resteremo più in silenzio, le vittime si stanno unendo e le autorità stanno ascoltando». Questa presa di posizione coraggiosa ha dato avvio a un movimento condiviso tra diverse donne dello spettacolo e influencer.
Le testimonianze delle influencer: Giulia De Lellis, Chiara Nasti e Carolina Stramare
Giulia De Lellis ha raccontato su Instagram di essere vittima di stalking dal 2023, accompagnato da diffamazioni e violazioni della privacy che hanno coinvolto anche la sua famiglia. «Non sono stata né la prima né l’unica vittima di questi comportamenti», ha detto, rivelando che alcune accuse contro i suoi familiari sono state archiviate con assoluzione definitiva, mentre altri procedimenti giudiziari sono tuttora in corso. L’aspetto più inquietante riguarda la pubblicazione di dati sensibili legati alla nascita di sua figlia Priscilla, informazioni mediche ottenute e diffuse senza alcuna autorizzazione durante uno dei momenti più delicati della sua vita. «Essere un personaggio pubblico non autorizza nessuno a oltrepassare limiti morali e legali, né a colpire una neonata», ha concluso De Lellis con fermezza.
Anche Chiara Nasti ha denunciato una condizione simile, denunciando lo stalking e la diffusione di false informazioni, tra cui conversazioni generate con intelligenza artificiale. «Questi atti ledono la mia immagine, la serenità della mia famiglia, e possono avere ripercussioni professionali», ha scritto, spiegando di aver sporto querela contro la persona coinvolta insieme ad altri soggetti vittime degli stessi comportamenti.
Carolina Stramare, ex Miss Italia, ha descritto su Instagram una situazione gravida di attacchi personali continui, che perdurano da quattro anni e che si sono intensificati nel periodo della gravidanza, mettendo a rischio la sua salute e quella della sua bambina. «Ho deciso di tutelarmi legalmente, poiché le calunnie hanno causato danni reali alla mia serenità personale e professionale», ha affermato, sottolineando la necessità di fermare queste persecuzioni che vanno oltre la libertà di espressione.
Antonella Fiordelisi si è aggiunta al coro di denunce, raccontando come questa persecuzione abbia superato ogni limite accettabile, con la pubblicazione persino dell’indirizzo di casa sua, un atto che definisce «gravissimo e pericoloso». «Invito a riflettere sull’importanza del rispetto e della responsabilità sui social», ha detto, esortando le autorità a intervenire tempestivamente per bloccare queste condotte.
Taylor Mega ha confermato di essere vittima dello stesso stalker da ben sette anni, già denunciato con l’avvio di un processo, ricordando l’importanza di non sottovalutare questi episodi e della necessità di usare gli strumenti legali per tutelarsi.
Secondo quanto riferito da fonti attendibili come ANSA e Repubblica, le indagini relative a questi casi sarebbero coordinate dalle autorità giudiziarie di diversi tribunali italiani, a fronte di centinaia di denunce accumulate negli ultimi anni. Proprio quest’attenzione delle istituzioni sottolinea la crescente sensibilità e la volontà di agire contro il fenomeno dello stalking digitale, che coinvolge non solo personalità pubbliche ma potenzialmente chiunque possa essere bersaglio di atti persecutori online.
Questo caso lancia un chiaro segnale sull’importanza di proteggere la dignità e la sicurezza di chi è sotto i riflettori, mettendo in luce i rischi e le conseguenze di comportamenti illeciti attraverso piattaforme digitali. Gli esperti legali invitano inoltre a denunciare tempestivamente ogni forma di molestia online, confermando che la legge italiana prevede strumenti efficaci per contrastare stalking e diffamazione su internet, con pene anche severe per chi viola questi diritti fondamentali.
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