Declino di fino al 50% delle specie di uccelli lungo la via migratoria africana-eurasiatica.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Declino di fino al 50% delle specie di uccelli lungo la via migratoria africana-eurasiatica.

Il Giorno Mondiale degli Uccelli Migratori

Ogni anno, miliardi di uccelli migrano per lunghe distanze con il cambiamento delle stagioni. Secondo BirdLife Africa, tra il 40 e il 50% delle specie aviarie migratorie che si muovono verso e da Africa sono in declino. Kareuki Ndang’ang’a, direttore regionale di BirdLife International Africa, spiega che il cambiamento climatico e le collisioni con le infrastrutture sono tra le principali cause di questo calo. La perdita o il deterioramento anche di aree piccole può portare un’intera popolazione verso la scomparsa, poiché molti uccelli dipendono dai medesimi siti per il loro transito.

Ogni maggio, il Giorno Mondiale degli Uccelli Migratori attira l’attenzione sui miliardi di uccelli che migrano, creando un intreccio vivente di ecosistemi separati da migliaia di chilometri. Ndang’ang’a sottolinea che circa 2 miliardi di uccelli percorrono ogni anno la rotta migratoria Africa-Eurasia, ma si stima che tra il 40 e il 50% di queste specie siano in declino.

Le Minacce per gli Uccelli Migratori

Le specie che compiono le migrazioni più lunghe sono le più a rischio. Alcuni uccelli, come il cicogna di Abdim (Ciconia abdimii), migrano per distanze relativamente brevi all’interno del continente, mentre i migranti paleartici — provenienti da paesaggi remoti in Europa o Asia — sono particolarmente vulnerabili, con un declino superiore al 30% negli ultimi 30 anni. Ndang’ang’a fa notare che la perdita di habitat, il cambiamento climatico e le collisioni con le infrastrutture sono le ragioni principali di questo declino.

Ad esempio, il drenaggio delle zone umide per agricoltura o per l’espansione urbana ha avuto un impatto devastante sugli uccelli migratori, che cercano zone per riposo e alimentazione. Il Lago Ciad, situato al margine meridionale del deserto del Sahara, ha perso il 90% della sua superficie dall’inizio degli anni ’60, privando milioni di uccelli, come il gruccione europeo (Coracias garrulus), di un rifugio sicuro. Il cambiamento climatico rappresenta un ulteriore ostacolo per gli uccelli migratori, poiché le temperature in aumento causano disallineamenti ecologici, facendo sì che gli uccelli arrivino nei loro territori di nidificazione dopo che le loro fonti di cibo primario, come i bruchi, sono già scomparse.

Inoltre, le infrastrutture mal gestite, come le linee elettriche e i parchi eolici, causano ogni anno migliaia di morti tra gli uccelli grandi e maestosi come cicogne e rapaci, che spesso seguono specifiche creste montuose o valli dove questi impianti sono stati installati.

La buona notizia è che ci sono progetti attivi mirati a ridurre il numero di uccelli migratori che muoiono a causa di collisioni con infrastrutture energetiche. Al parco eolico di Gabal-el Zayt in Egitto, i conservazionisti e gli ingegneri utilizzano un protocollo per fermare temporaneamente le turbine quando grandi stormi di uccelli migratori si avvicinano al sito, riducendo significativamente le mortalità degli uccelli come le cicogne bianche senza causare rilevanti perdite energetiche nella rete.

In Sudan e in Etiopia, le linee elettriche sono state dotate di marcatori di visibilità e isolamento per prevenire l’elettrocuzione di specie come i avvoltoi egiziani (Neophron percnopterus). In Kenya, Nature Kenya ha collaborato con Birdlife International e partner governativi per produrre un rapporto di valutazione strategica ambientale per l’energia eolica, utile a mappare le aree più importanti per gli uccelli migratori e da evitare per l’installazione di parchi eolici. Inoltre, Nature Kenya ha coinvolto le comunità locali, formandole per raccogliere informazioni sui luoghi più comuni dove gli uccelli cadono vittime delle linee elettriche.

Il Viaggio del Gruccione Europeo

Il gruccione europeo (Coracias garrulus) è un uccello affascinante che nidifica in boschi aperti, fattorie e frutteti in Europa e Asia centrale. Le rotte migratorie di questi uccelli, tuttavia, non sono completamente conosciute; i gruppi che trascorrono i mesi da novembre a marzo in Sudafrica appartengono principalmente alla sottospecie C. g. semenowi. Ricercatori hanno iniziato a montare piccoli localizzatori sugli uccelli per investigare meglio le loro rotte migratorie e i luoghi di sosta.

Il monitoraggio ha già stabilito connessioni tra club per uccelli in Sudafrica e ricercatori in Cina, aprendo nuove possibilità per la conservazione e la protezione di questi migratori. Pertanto, il Giorno Mondiale degli Uccelli Migratori viene celebrato a maggio, in coincidenza con il picco della stagione migratoria per diverse rotte, non solo quella Africa-Eurasia, ma anche tra Est Asia e Australia.

“Gli uccelli migratori connettono i continenti,” afferma Blessings Chingagwe, un collaboratore di BirdLife. “Proteggere le zone umide in Malawi significa contribuire alla salvaguardia di un sistema ecologico globale.”

Fonti ufficiali: BirdLife International, Nature Kenya, Mongabay.

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