Decompressione del sacco endolinfatico: cosa aspettarsi dopo l’intervento
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Sintomi e Cure: consigli, rimedi e prevenzione
Dopo l’intervento di decompressione del sacco endolinfatico, l’orecchio operato viene coperto con un bendaggio Glasscock. Questo speciale tipo di medicazione è progettato per applicare pressione sulla zona interessata, riducendo il gonfiore. I pazienti possono avvertire una certa tenerezza e disagio nell’orecchio operato e alla gola, a causa del tubo respiratorio utilizzato durante l’intervento. La gestione del dolore è possibile grazie a farmaci analgesici prescritti dal medico.
L’ammissione in ospedale non è generalmente necessaria, poiché la procedura è spesso eseguita in regime ambulatoriale. Alla dimissione, i pazienti potrebbero ricevere una prescrizione per:
- Farmaci analgesici
- Farmaci contro la nausea (non sempre necessari)
- Antibiotici per un periodo compreso tra quattro e dieci giorni
- Piano di riduzione degli steroidi
Il bendaggio deve essere rimosso due giorni dopo l’intervento.
Prendersi cura di sé nei primi giorni post-operatori
Nei primi giorni dopo l’intervento, è fondamentale seguire alcune indicazioni per garantire una corretta guarigione:
- Rimuovere la pallina di cotone dalla parte esterna del canale uditivo.
- Sostituire la pallina di cotone più volte al giorno, se necessario, per assorbire eventuali fluidi in uscita.
- È possibile lavare i capelli tre giorni dopo l’intervento.
- La sutura dietro l’orecchio sarà coperta con Steri-Strips, che devono rimanere in posizione per dieci-dodici giorni.
- Richiesta di non soffiare il naso per quattro settimane, ma è consentito annusare.
- Viaggiare in aereo è possibile solo dopo sei settimane dall’intervento.
- È consigliabile evitare attività fisiche intense, incluso lo sport, fino alla visita post-operatoria con il medico.
- I pazienti possono tornare a scuola o al lavoro, se la loro condizione generale lo consente.
- Dopo tre settimane, è possibile riprendere tutte le attività, comprese sport ed esercizi fisici.
Immediatamente dopo l’operazione, è normale che l’udito risulti compromesso a causa dell’accumulo di sangue nello spazio dell’orecchio medio. È comune avvertire suoni come crepitii o scoppiettii, che fanno parte del processo di guarigione. Dizziness o vertigini leggere possono persistere fino a due settimane dopo l’intervento.
Cura a lungo termine e sintomi da monitorare
Col passare dei giorni, il dolore tende a diminuire. In caso di persistenza del dolore, è possibile continuare ad assumere i farmaci analgesici prescritti. È normale che la parte superiore dell’orecchio possa apparire intorpidita; questo fenomeno potrebbe richiedere diversi mesi per tornare alla normalità. Inoltre, alcuni pazienti possono avvertire un cambiamento di gusto, descritto come metallico, sulla parte destra della lingua, che solitamente migliora nel giro di alcuni mesi.
Tra due e tre settimane, i medici rimuoveranno gli Steri-Strips. Dopo la rimozione, il sito dell’incisione deve essere pulito delicatamente con perossido una o due volte al giorno, fino a quando non si noterà alcuna crosta. Si raccomanda di applicare uno strato sottile di unguento antibiotico per sette giorni dopo la rimozione degli Steri-Strips.
Quando contattare il medico
È fondamentale seguire le istruzioni del medico e tenere d’occhio eventuali sintomi preoccupanti, tra cui:
- Aumento del dolore non alleviato dai farmaci prescritti.
- Perdite di sangue abbondanti dall’area dell’orecchio.
- Presenza di pus o drenaggio con odore sgradevole.
- Arrossamento dell’area dell’orecchio.
- Febbre superiore a 38°C in due letture consecutive.
- Vertigini gravi o intensificate.
Il recupero post-operatorio varia da persona a persona, ma seguendo le linee guida e monitorando attentamente i sintomi, è possibile garantire una corretta guarigione.
Fonti:
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