Decreto Bollette: fonti fossili favorite, rischi per decarbonizzazione e consumatori

Pubblicato il da Luigi Salemi - aggiornato il - Green

Decreto Bollette: fonti fossili favorite, rischi per decarbonizzazione e consumatori

Il Coordinamento FREE – Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica – esprime forte preoccupazione per alcune misure previste nella bozza del decreto sulle bollette elettriche e del gas, sottolineando come possano favorire le fonti fossili a discapito delle rinnovabili e della tutela dei consumatori. Pur comprendendo l’urgenza del Governo di ridurre il peso delle bollette per famiglie e imprese, FREE invita a una riflessione più attenta sugli effetti di lungo periodo delle scelte adottate.

Termoelettrico e sistema ETS: incentivi distorsivi per il gas

Il decreto prevede, all’articolo 5, un meccanismo di rimborso ai produttori termoelettrici a gas, comprendente i costi di trasporto del gas e una quota legata agli oneri ETS (Emissions Trading System). L’obiettivo dichiarato è ridurre il prezzo di mercato dell’energia elettrica, ma il Coordinamento FREE sottolinea come questa misura possa comprimere i ricavi delle fonti rinnovabili e incentivare l’uso del gas nella formazione dei prezzi in borsa.

Il problema principale è di principio: il sistema ETS è stato concepito per internalizzare il costo ambientale delle emissioni di CO₂, fornendo un segnale chiaro contro l’uso delle fonti fossili. Neutralizzarne l’effetto, sostengono gli esperti, rischia di contraddire gli obiettivi di decarbonizzazione europei e creare un precedente pericoloso.

Inoltre, i rimborsi partiranno solo dal 1° gennaio 2027 e saranno coperti da componenti tariffarie applicate ai consumatori, con il rischio di generare effetti redistributivi non equi. FREE propone invece di rafforzare i contratti di lungo termine per le rinnovabili (PPA) e di accelerare le autorizzazioni per nuovi impianti FER, garantendo prezzi equi e ricavi certi per gli operatori.

Biogas e capacità di rete: misure da rivedere e interventi condivisibili

Criticità emergono anche per il settore biogas. L’articolo 4 introduce modifiche al meccanismo dei prezzi minimi garantiti, riducendo le ore di producibilità e imponendo condizioni stringenti per impianti superiori a 300 kW. Secondo FREE, queste restrizioni rischiano di portare alla chiusura di impianti e rallentare le riconversioni verso il biometano previste dal PNRR e dal PNIEC, compromettendo così gli obiettivi di transizione energetica.

Diversamente, è condivisibile l’articolo 6, che interviene sulla gestione della capacità di rete e riduce la cosiddetta saturazione virtuale. Si tratta di un intervento atteso da tempo e necessario per migliorare l’efficienza del sistema elettrico nazionale.

Il Coordinamento FREE ribadisce che la riduzione delle bollette è un obiettivo condiviso, ma non deve avvenire a scapito della decarbonizzazione e della sicurezza energetica. Il rafforzamento del mercato delle rinnovabili, l’accelerazione dei processi autorizzativi e la promozione di contratti a lungo termine rappresentano la strada più coerente per ottenere bollette più basse, protezione dei consumatori e sviluppo sostenibile del sistema energetico italiano.

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