Dieci fattori che potrebbero trasformare il futuro delle foreste globali.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Dieci fattori che potrebbero trasformare il futuro delle foreste globali.

Forze emergenti che plasmeranno le foreste nel prossimo decennio

Un nuovo studio orizzontale ha identificato dieci forze emergenti che spaziano tra politica, finanza e tecnologia, destinate a influenzare le foreste nei prossimi dieci anni. Questi cambiamenti aumentano l’incertezza per gli ecosistemi e per le persone che dipendono da essi. Con il declino del finanziamento tradizionale per la conservazione e l’aumento di meccanismi alternativi come i mercati del carbonio e il finanziamento diretto per le comunità indigene, emerge un panorama in rapida evoluzione. La crescente domanda di minerali critici, unitamente a un controllo politico più stretto sulla società civile, sta ridisegnando la governance forestale e frammentando le autorità.

Fonte: Forest Policy and Economics

La ricerca, riportata su Forest Policy and Economics e condotta da Matilda Kabutey-Ongor, ha mappato questi cambiamenti attraverso un consulto strutturato con ricercatori e professionisti del settore. I dieci problemi emergenti identificati sono significativi per il periodo fino ai primi anni ’30 e includono il ritiro dell’aiuto tradizionale, la diffusione dell’intelligenza artificiale e una rinnovata spinta per l’estrazione mineraria. Ciò che colpisce è la rapidità con cui questi sviluppi stanno avvenendo, lasciando le istituzioni indietro.

Il primo cambiamento immediato è di natura finanziaria. Per decenni, la governance forestale e la conservazione hanno fatto affidamento su finanziamenti pubblici provenienti da paesi più ricchi. Ora, questo supporto si sta indebolendo. I tagli ai fondi per lo sviluppo e ai bilanci di ricerca minacciano non solo i progetti sul campo, ma anche i sistemi di monitoraggio che li sorreggono. Anche se la filantropia può compensare parzialmente questa perdita, ci si aspetta che lo faccia a una scala più ridotta e con minore prevedibilità.

Nuove forme di finanziamento e tecnologie emergenti

Accanto a questo, emergono nuove forme di finanziamento. I mercati del carbonio forestale continuano a evolversi, supportati da normative e impegni aziendali, anche se rimangono interrogativi su come vengono calcolati i crediti e chi ne beneficia. Contestualmente, stanno prendendo forma fondi destinati a incanalare denaro direttamente verso i popoli indigeni e le comunità locali, bypassando in alcuni casi i governi e gli intermediari tradizionali.

Anche la tecnologia sta modificando in modo significativo i paesaggi forestali. L’uso di sensori remoti e intelligenza artificiale consente di monitorare la deforestazione in tempo quasi reale. L’espansione di Internet satellitare migliora la connettività anche in aree precedentemente isolate. Questi strumenti possono potenziare monitoraggio e responsabilità, ma viene anche registrato un utilizzo improprio. In alcune zone dell’Amazzonia, ad esempio, una migliore connettività ha facilitato la coordinazione di attività illegali come disboscamento e bracconaggio.

La pressione del mercato è anch’essa in mutamento. La crescente domanda di minerali critici, alimentata dalla transizione energetica e dalle industrie digitali, spinge l’estrazione più in profondità nelle aree forestali. Spesso, queste attività avvengono in contesti di bassa sorveglianza, sollevando questioni riguardanti i diritti alla terra e le salvaguardie ambientali. Sebbene il contesto sia noto, la scala di queste attività non lo è. Gli sforzi per decarbonizzare le economie rischiano di rinforzare modelli di estrazione delle risorse già esistenti.

Secondo il rapporto, le condizioni politiche potrebbero rivelarsi decisive. La transizione verso una governance più centralizzata e meno responsabile in molti paesi rappresenta una sfida per il monitoraggio. Le restrizioni sulla società civile e i limiti sui finanziamenti esteri limitano lo spazio disponibile per un controllo efficace. Gli attivisti ambientali stanno affrontando rischi crescenti. Questi tratti influenzano sia i risultati delle politiche che chi esercita influenza su di esse.

La crescente complessità è accentuata dal sistema multilaterale che sostiene la cooperazione ambientale globale fin dalla Seconda Guerra Mondiale. Gli accordi internazionali e le istituzioni hanno fornito finanziamenti e stabilito norme per diritti e sostenibilità, ma la loro influenza sta diminuendo. Di conseguenza, la coordinazione diventa più difficile e l’applicazione delle normative è meno coerente.

In alcune aree, queste pressioni potrebbero convergere. L’Amazzonia affronta un periodo di incertezza politica mentre alcuni paesi si avvicinano alle elezioni. Le variazioni politiche potrebbero modificare l’equilibrio tra conservazione ed estrazione, con impatti che si estendono oltre i confini nazionali. Le nuove normative commerciali dell’Unione Europea, ad esempio, richiedono alle aziende di dimostrare che certi prodotti non siano legati alla deforestazione recente, obbligando i piccoli produttori che non hanno risorse a conformarsi, modificando così le catene di approvvigionamento in modi non ancora del tutto chiari.

In conclusione, si delinea un modello. La governance forestale sta diventando più frammentata, con l’autorità che si sposta tra stati, mercati, comunità e attori privati. La distribuzione dei costi e dei benefici è anch’essa in evoluzione. Per le persone che vivono in e intorno alle foreste, questo porta sia opportunità che rischi. Gli autori non cercano di fare previsioni definitive: lo studio orizzontale si concentra più sul rilevamento precoce dei segnali di cambiamento. Ad ogni modo, la direzione è chiara. Il prossimo decennio sarà plasmato da come gestiremo in pratica queste sovrapposizioni di cambiamenti.

Fonti ufficiali:

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