Diritto allo studio per disabili: la Magistratura fa la differenza

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Diritto allo studio per disabili: la Magistratura fa la differenza

Il Rilevante Ruolo della Magistratura nella Difesa dei Diritti delle Persone con Disabilità

Riceviamo dal professor Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale della F.I.S.H. (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), un importante contributo che vogliamo condividere in modo ampio e aperto.

La campagna referendaria sulla separazione delle carriere ha avuto inizio in un clima caratterizzato da correttezza e un approccio civico, incentrato principalmente su argomentazioni giuridiche. Purtroppo, nel tempo, si è assistito a un cambiamento di tono, con un crescente scontro di personalità e l’emergere di denigrazioni nei confronti della magistratura stessa. La questione si è aggravata quando l’ex magistrato Antonio Di Pietro ha dichiarato il suo supporto per il Sì, esprimendo una visione negativa della magistratura. Analogamente, l’avvocato Coppi, noto per difendere Berlusconi e sostenitore della separazione delle carriere, ha cambiato schieramento, affermando il suo supporto per la posizione attuale della magistratura.

Negli ultimi mesi, ci sono state uscite di denigrazione della magistratura che in un Paese civile dovrebbero essere fermamente respinte. È legittimo criticare e dissentire, ma è fondamentale farlo in modo rispettoso, attraverso convegni e pubblicazioni che riflettano i valori civili. A questo punto, come persona con disabilità, voglio sottolineare l’importanza storica della magistratura nel garantire i diritti delle persone con disabilità, diritti che sono stati riconosciuti dal Parlamento e che talvolta sono stati anticipati da sentenze significative.

Esempi di Sentenze Fondamentali per i Diritti delle Persone con Disabilità

Un esempio emblematico è fornito dalla famosa sentenza della Corte Costituzionale n. 215/1987, che ha ufficialmente riconosciuto il diritto costituzionalmente garantito alla frequenza di tutti i gradi di scuola, inclusi quelli superiori. I principi elaborati in questa sentenza hanno posto le basi per l’approvazione della legge quadro n. 104/1992, che regola in modo dettagliato il diritto allo studio degli alunni con disabilità.

In relazione a questo diritto, un’altra importante sentenza della Corte Costituzionale, la n. 80/2010, ha chiarito il diritto ad avere assistenza per l’autonomia e la comunicazione da parte degli enti locali, sottolineando che tale assistenza non può essere negata per mancanza di fondi. Successivamente, nel 2016, la Corte Costituzionale ha riaffermato il diritto degli alunni con disabilità al trasporto gratuito a scuola, un servizio che deve essere garantito dagli enti locali e non cancellato per motivi finanziari.

Altrettanto importante è la sentenza n. 2023/2017 del Consiglio di Stato, che ha confermato una precedente decisione del TAR Toscana contro il Ministero dell’Istruzione, il quale aveva ridotto il numero di ore di sostegno richieste nel Piano Educativo Individualizzato. Questa sentenza stabilisce che le ore di sostegno devono rimanere inalterate e possono essere decise solo dal Gruppo di Lavoro Operativo, composto da figure come familiari, docenti e professionisti sanitari, che conoscono meglio le esigenze degli alunni con disabilità.

Nel corso degli anni, il Consiglio di Stato ha emesso numerose sentenze che difendono i diritti degli alunni con disabilità. Per esempio, la sentenza n. 9323/2020 ha ribadito il diritto al trasporto gratuito da casa a scuola. Queste decisioni hanno un impatto significativo nella vita di molte famiglie, creando un contesto di giustizia e inclusione.

Nel 2024, i tribunali italiani hanno emesso circa 400 sentenze sui diritti allo studio degli alunni con disabilità. Questo dato, estrapolato dall’Osservatorio Giuridico Permanente Human Hall, attesta l’impegno continuo della magistratura nella protezione dei diritti delle persone con disabilità. Ulteriori dati per il 2025 non sono ancora disponibili, ma questo trend suggerisce un monitoraggio attivo e una risposta giuridica efficace alle problematiche attuali.

Alla luce di quanto esposto, non posso accettare la denigrazione della magistratura, un’istituzione che storicamente ha sostenuto e continua a sostenere i diritti delle persone con disabilità. Questa denigrazione sarà certamente amplificata nei giorni che precedono il voto, ma io resto fermo nel mio rispetto e nella mia fiducia nella magistratura e nella sua attuale regolamentazione costituzionale. È essenziale mantenere intatti i diritti conquistati con fatica e attraverso un dialogo rispettoso e costruttivo.

Fonti ufficiali: F.I.S.H. Onlus, Corte Costituzionale, Governo Italiano.

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