Disfagia: cause, sintomi e trattamenti per le difficoltà di deglutizione
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Sintomi e Cure: consigli, rimedi e prevenzione
È fondamentale rivolgersi al medico se hai difficoltà a deglutire in modo persistente, specialmente se ciò è accompagnato da dolore, perdita di peso o vomito. Se avverti la sensazione di qualcosa bloccato nella gola o nel torace, cerca immediatamente assistenza medica.
Allo stesso modo, se provi dolori al petto o sintomi di ictus, è indispensabile agire prontamente. L’insorgenza improvvisa di problemi di deglutizione può rappresentare un segnale di allerta per un ictus.
Cosa fare per diagnosticare le cause dei problemi di deglutizione
La storia clinica di un individuo con disfagia offre indicazioni cruciali riguardo alla causa sottostante. I sintomi specifici di deglutizione possono fornire indizi significativi: se la deglutizione risulta difficile da iniziare o provoca rigurgito nasale, tosse o soffocamento, è probabile che vi sia un problema a livello orale o faringeo. Al contrario, se il cibo sembra bloccarsi nel torace (esofago), è più probabile che ci sia un problema esofageo.
Se la disfagia si sviluppa rapidamente in poche settimane o mesi, potrebbe indicare la presenza di un tumore maligno. Se la difficoltà si riscontra solo con cibi solidi, è più possibile che ci sia un’ostruzione fisica, mentre la difficoltà con cibi solidi e liquidi potrebbe indicare una malattia dei muscoli lisci dell’esofago. Sintomi intermittenti tendono a essere causati da malattie dei muscoli lisci piuttosto che da ostruzione, in quanto la disfunzione muscolare spesso è intermittente.
Malattie preesistenti, come patologie dei muscoli scheletrici (ad esempio, polimiosite) o disturbi neurologici (come l’ictus), aumentano il rischio di disfagia relativa alla disfunzione dei muscoli orofaringei e delle loro innervazioni. Le malattie del tessuto connettivo, come la sclerodermia, possono provocare problemi con i muscoli esofagei, in particolare una peristalsi inefficace.
I pazienti con una storia di reflusso gastroesofageo (GERD) sono più inclini a sviluppare stenosi esofagee come causa di disfagia. Circa il 20% di questi pazienti presenta sintomi minimi o assenti di GERD prima dell’insorgenza della disfagia. È stato osservato che il reflusso notturno è più dannoso per l’esofago, aumentando anche il rischio di carcinoma esofageo in chi ha sofferto a lungo di GERD.
Esami e procedure per la diagnosi di disfagia
Una valutazione fisica può fornire indicazioni, anche se il suo valore è limitato nel determinare le cause della disfagia. Abnormalità neurologiche possono indicare malattie nervose o muscolari. L’osservazione della deglutizione aiuta a identificare le difficoltà nei movimenti, suggerendo possibili disturbi neurologici. La presenza di tumori nel collo può suggerire compressione della faringe, mentre la mobilità limitata della trachea potrebbe indicare un tumore nella parte inferiore del torace.
La gastroscopia, o endoscopia, è un metodo efficace per diagnosticare tumori, stenosi e infezioni esofagee. Consiste nell’inserire un tubo flessibile con luce e telecamera attraverso la bocca fino allo stomaco, consentendo una visione diretta della mucosa esofagea e la possibilità di eseguire biopsie.
Le radiografie possono essere utilizzate per diagnosticare la disfagia. L’esofagramma con bario è un metodo semplice che consente di visualizzare l’esofago mentre si inghiotte bario. Questa procedura è utile per identificare compressioni esterne, tumori e stenosi. Un’opzione più avanzata è lo studio video-esofagramma, che permette di osservare dinamicamente la deglutizione.
La manometria esofagea è importante per analizzare la funzione dei muscoli esofagei e faringei. Un catetere sottile registra la pressione in vari punti dell’esofago durante la deglutizione, fornendo informazioni dettagliate sulle contrazioni muscolari.
Un altro test utile è l’impedenzometria esofagea, che monitora il flusso del bolo attraverso l’esofago e le variazioni di pressione. Questa metodica è utile per diagnosticare reflussi di contenuti gastrici o problemi nella deglutizione stessa.
Infine, il test dell’acido esofageo è una procedura per valutare reflusso acido, un fattore che può contribuire a problematiche come le stenosi. Questo test viene eseguito tramite un catetere con un sensore di acidità, che registra per un periodo prolungato eventi di reflusso.
Per ulteriori informazioni sui problemi di deglutizione, ti consiglio di consultare risorse ufficiali come il World Health Organization (WHO) e il Centers for Disease Control and Prevention (CDC).
Le notizie riguardanti sintomi e cure riportate su blog.it vengono esposte a titolo informativo. Nel caso, voi o i vostri cari, soffriate di una delle patologie da noi trattate vi invitiamo a contattare il vostro medico curante..
Non perderti tutte le notizie della categoria salute su Blog.it