Disturbi dell’equilibrio e vertigini: scopri l’intervento di neurectomia vestibolare
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Sintomi e Cure: consigli, rimedi e prevenzione
La neurectomia vestibolare è una delle opzioni chirurgiche disponibili per il trattamento della malattia di Meniere, caratterizzata da episodi di vertigini accompagnati da perdite uditive. Questa procedura affronta in modo specifico il problema delle vertigini, preservando la capacità uditiva del paziente.
La neurectomia vestibolare è concepita per tagliare la parte del nervo uditivo responsabile dell’equilibrio, mentre si conserva intatta la sezione del nervo che mantiene l’udito. Questo intervento chirurgico ha lo scopo di alleviare le vertigini provenienti dall’orecchio interno, impedendo al cervello di ricevere segnali che generano attacchi vertiginosi. Sebbene inizialmente l’equilibrio possa risultare compromesso, nel breve termine il cervello si adatta a lavorare utilizzando solo l’orecchio sano.
Fase della procedura chirurgica
La procedura di neurectomia vestibolare si svolge attraverso il mastoide, l’osso situato dietro l’orecchio, oppure tramite un’apertura nel cranio, sempre nella stessa area. Essendo un intervento complesso, viene generalmente eseguito da un team composto da neurologi e neurochirurghi.
Dopo aver esposto i nervi, i chirurghi utilizzano una forte ingrandimento per separare le componenti del nervo cranico uditivo. La parte vestibolare del nervo viene tagliata selettivamente. Tra le tecniche alternative, il chirurgo può incidere la dura madre, la membrana esterna del cervello, per accedere al nervo vestibolare, effettuando lo stesso taglio delicato. La procedura viene generalmente condotta in anestesia generale e la durata può variare ma solitamente non supera le 180 minuti.
Ripresa post-operatoria
Dopo l’intervento, i pazienti vengono monitorati in un’unità di terapia intensiva (ICU) e possono rimanere in ospedale per 4-7 giorni. Durante questo periodo, possono presentare vertigini intense e difficoltà nell’equilibrio. Questo richiede un’assistenza medica adeguata, inclusa la possibilità di utilizzare farmaci per gestire i sintomi e un deambulatore per facilitare la mobilità.
È previsto che i pazienti ricevano anche terapia vestibolare e di equilibrio per velocizzare il recupero. La maggior parte delle persone recupera completamente, anche se alcuni possono sentirsi stanchi o disorientati per alcuni mesi post-operatori.
Rischi della Neurectomia Vestibolare
Come con qualsiasi intervento chirurgico, la neurectomia vestibolare presenta sia vantaggi che rischi. I potenziali effetti collaterali includono:
- Perdita uditiva: Alcuni pazienti possono sperimentare una lieve perdita uditiva, ma in casi rari può verificarsi anche la perdita totale.
- Tinnito: Il ronzio nelle orecchie può permanere o addirittura peggiorare.
- Vertigini: Potrebbe esserci una significativa vertigine immediatamente dopo l’intervento, ma il miglioramento è atteso nei mesi successivi.
- Debolezza facciale: Rara, ma può verificarsi a causa della vicinanza del nervo facciale ai nervi vestibolari e uditivi.
- Fughe di liquido cerebrospinale: Rari casi richiedono un drenaggio o ulteriore chirurgia.
- Infezione: Sebbene poco comuni, possono portare a complicazioni se non trattate in modo appropriato.
Risultati della Neurectomia Vestibolare
Questo intervento chirurgico è consigliato a pazienti al di sotto dei 60 anni in buone condizioni di salute. È considerato uno dei migliori metodi per curare le vertigini persistenti dovute alla malattia di Meniere dopo trattamenti farmacologici inefficaci. Le percentuali di successo nel controllo delle vertigini oscillano tra l’85% e il 95%, con molti pazienti che si dichiarano soddisfatti di essere liberi dagli attacchi di vertigini.
In generale, sebbene alcuni sintomi come il tinnito possano persistere, non interferiscono significativamente con la qualità della vita. La neurectomia vestibolare si sta affermando come un intervento relativamente sicuro ed efficace nella cura delle vertigini.
Per ulteriori informazioni, puoi consultare fonti ufficiali come NCBI o la Mayo Clinic.
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