Docente di sostegno: un’opinione su ambizioni e specializzazione tra i professori

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Docente di sostegno: un’opinione su ambizioni e specializzazione tra i professori

Il Ruolo del Docente di Sostegno: Un Supporto Prezioso

La figura del docente di sostegno è fondamentale per garantire un’educazione inclusiva agli alunni con disabilità. Questo professionista non solo fornisce supporto agli studenti, ma collabora attivamente con gli insegnanti curriculari e contribuisce alla creazione di un ambiente di apprendimento positivo per l’intera classe. La complessità del suo ruolo richiede una formazione specifica e una costante adattabilità alle diverse situazioni didattiche. Tuttavia, questa realtà non sempre viene compresa dall’opinione pubblica, come dimostra la recente affermazione del conduttore televisivo Gerry Scotti, che ha scatenato un acceso dibattito.

Durante un episodio della Ruota della Fortuna, Scotti ha commentato il ruolo del docente di sostegno in modo che molti hanno interpretato come riduttivo, affermando: “Chi vuole fare il vostro lavoro deve accettare quello che passa il convento.” Questa frase ha suscitato reazioni forti sia tra i professionisti del settore che tra i media, evidenziando una percezione distorta del lavoro svolto dai docenti di sostegno.

Per approfondire il tema, “La Tecnica della Scuola” ha intervistato Sandra Fornai, preside di un istituto comprensivo in Toscana, per capire come queste affermazioni possano influenzare la percezione del settore educativo.

Riflessioni sulla Percezione del Ruolo

Alla domanda su cosa abbia provato dopo l’affermazione di Scotti, la preside Fornai ha notato che la descrizione del docente di sostegno come una figura meramente assistenziale riflette un’idea antiquata. “Definire un docente di sostegno come ‘la mamma, il fratello o il papà’ è un errore”, ha dichiarato. “I docenti di sostegno sono professionisti altamente specializzati, con competenze universitarie, che progettano esperienze di apprendimento per i loro studenti”.

Fornai ha continuato a sottolineare che eventi del genere rivelano una retorica culturale persistente in Italia. Ancora oggi, esiste una gerarchia di conoscenze all’interno dell’educazione, dove i docenti delle materie curricolari sono spesso visti come più prestigiosi rispetto ai docenti di sostegno, i quali sono considerati come coloro che si occupano di contenuti semplificati. Questo porta a percepire il sostegno come una sorta di “ripiego” per chi desidera entrare nel mondo della scuola.

Secondo la preside, la battuta di Scotti è sintomo di una visione impoverita della formazione scolastica e delle professioni educative, particolarmente tra coloro che dovrebbero saperne di più. “Dominano ancora pregiudizi che non riflettono la vera complessità e il valore del lavoro dei docenti di sostegno” ha concluso.

La Qualità della Formazione dei Docenti di Sostegno

Ma come si può garantire che i docenti di sostegno siano adeguatamente preparati per affrontare le sfide del loro lavoro? Fornai ha affermato che la realtà è variegata. “Esistono molti insegnanti altamente qualificati, ma purtroppo circola anche un buon numero di docenti non specializzati”, ha spiegato. Attualmente, circa il 27% dei docenti di sostegno non possiede il titolo di specializzazione richiesto.

Questa situazione è in parte il risultato di un disallineamento tra il sistema accademico e quello scolastico. Non si investe adeguatamente nella formazione, ed è comune trovare persone con background completamente diversi, come architetti o commercialisti, che insegnano in questo ruolo.

Per migliorare, secondo la preside, è essenziale adottare un modello formativo più avanzato, come quello scandinavo, basato sul co-teaching. In questo modello, più docenti collaborano all’interno della stessa aula, offrendo un supporto diversificato e condividendo le responsabilità didattiche. Ciò permetterebbe a tutti i docenti, curriculari e di sostegno, di sviluppare competenze adeguate per lavorare con studenti con bisogni educativi speciali.

La creazione di un ambiente scolastico realmente inclusivo richiede dunque un cambio di mentalità e una volontà di investimento nella formazione continua. Solo attraverso la formazione obbligatoria in didattica speciale si potrà garantire un’educazione di qualità per tutti, favorendo così la piena integrazione degli studenti con disabilità.

In conclusione, la responsabilità di cambiare la narrativa che circonda i docenti di sostegno non ricade solo su di loro, ma su tutto il sistema educativo e la società. È fondamentale riconoscere e valorizzare il loro ruolo nella crescita di una scuola inclusiva, dove ogni studente ha l’opportunità di apprendere e prosperare.

Fonti ufficiali: Governo Italiano, Ministero dell’Istruzione e del Merito.

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