Docente non vedente supera esclusione da gita: diventa coordinatore didattico grazie a genitori solidali

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Docente non vedente supera esclusione da gita: diventa coordinatore didattico grazie a genitori solidali

Un episodio recente ha fatto discutere nel mondo della scuola: un docente di inglese, 40enne e non vedente, residente in provincia di Firenze, è stato inizialmente escluso da una gita scolastica a Dublino. La motivazione fornita dalla dirigente scolastica era che non sarebbe stato in grado di vigilare adeguatamente sugli alunni durante il viaggio. Questa situazione ha suscitato reazioni e dibattiti tra le famiglie e l’opinione pubblica.

Una nuova proposta per il docente

La vicenda ha sollevato l’attenzione e, fortunatamente, ha trovato una soluzione. Secondo quanto riportato da La Repubblica, il docente parteciperà alla gita in Irlanda, ma non nel ruolo di accompagnatore quanto piuttosto come coordinatore didattico. La proposta è stata avanzata da Luciano Tagliaferri, direttore dell’ufficio scolastico regionale. In una mattinata di colloqui, Tagliaferri ha discusso con la dirigente scolastica e ha ottenuto il consenso per questa nuova soluzione.

“Ho constatato che questo docente è estremamente motivato e attento,” ha affermato Tagliaferri. “Conosce benissimo la sua classe ed è l’unico insegnante di inglese presente per questi studenti. Ho parlato con la dirigente scolastica, la quale ha concordato sulla mia proposta di farlo partecipare al viaggio d’istruzione a Dublino insieme a cinque altri docenti incaricati della vigilanza.”

Il direttore Tagliaferri ha anche voluto riconoscere il lavoro positivo svolto dalla dirigente, elogiando il suo impegno e la sua professionalità. “Stamattina,” ha proseguito, “scriverò formalmente alla dirigente per proporre questa via d’uscita. Questa soluzione non solo migliora la situazione per il docente, ma crea anche un percorso educativo importante per gli studenti. Essa rappresenta un passo significativo verso l’inclusione e potrà influenzare positivamente il processo educativo e la responsabilizzazione degli studenti.”

La questione ha mobilitato anche le famiglie degli alunni, che hanno avviato una campagna di crowdfunding per sostenere il docente. Hanno raccolto oltre mille e cento euro, ma il docente, in qualità di dipendente pubblico, ha appreso di non poter accettare tali fondi. Questo gesto ha dimostrato l’affetto e il sostegno che i genitori hanno per l’insegnante, sottolineando come la comunità abbia reagito alla decisione iniziale della scuola.

Un’esperienza di crescita per tutti

Il docente ha espresso la sua soddisfazione riguardo alla nuova proposta. “Sono molto contento e devo ringraziare Tagliaferri per la sua azione ispirata dalla sua esperienza passata come dirigente scolastico. Ha dimostrato una grande sensibilità, così come la preside, che ha trovato il modo di riconsiderare la sua decisione.” Il riconoscimento dell’abilità e del valore del docente da parte del direttore è un passo importante per incoraggiare una riflessione più profonda sulla diversità e sull’inclusione all’interno delle scuole.

L’insegnante ha poi aggiunto che si augura che questa vicenda possa aprire un dibattito più ampio su cosa significhi effettivamente vigilare e quali siano le sue implicazioni pratiche. “La mia speranza,” ha dichiarato, “è che questa situazione non rimanga un episodio isolato, ma che crei un precedente. Sarebbe fondamentale favorire una maggiore fiducia nelle capacità di un docente non vedente e incoraggiare un cambio culturale all’interno delle istituzioni scolastiche.”

Questo caso è emblematico di come, attraverso il dialogo e la collaborazione, sia possibile trovare soluzioni che non solo soddisfano le esigenze pratiche, ma che contribuiscono anche a una crescita collettiva e alla promozione dei diritti di tutti. La vicenda del docente fiorentino è un invito a riflettere sull’importanza dell’inclusione nel mondo della didattica e su come ogni persona possa apportare valore in contesti educativi diversi. Le azioni concrete di supporto e comprensione possono fare la differenza, non solo per il singolo individuo, ma per l’intera comunità scolastica.

Fonti ufficiali: La Repubblica

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