Docente precario escluso dalla graduatoria: preside condannata a risarcire 10 stipendi per superficialità.
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
I dirigenti scolastici devono prestare particolare attenzione quando decidono di cancellare un supplente dalle graduatorie d’istituto. Questa operazione non è priva di rischi legali, specialmente se la motivazione dell’esclusione è incerta. Secondo recenti statistiche, i ricorsi in tribunale da parte dei supplenti esclusi stanno diventando sempre più comuni, e i dirigenti scolastici si trovano poi a dover giustificare le loro decisioni di fronte a un giudice. Se le giustificazioni non sono convincenti, il dirigente stesso potrebbe essere costretto a risarcire il supplente depennato dalle proprie finanze. Questo è avvenuto nel capoluogo della Campania, dove il Tribunale civile di Napoli Nord ha condannato la dirigente scolastica E.C. di un istituto di Caivano, ispiratrice della fiction “La Preside”. La sentenza ha stabilito che la dirigente deve risarcire un docente con circa 16.000 euro per i stipendi persi a causa del suo decreto di depennamento, considerato illegittimo dal giudice.
Il Caso della Scuola di Caivano
La vicenda ha avuto origine nell’ottobre 2022, come riportato dall’agenzia Ansa. Un docente è stato chiamato per una supplenza in una scuola di Caivano, un comune vicino Napoli. Durante il processo di assunzione, al docente è stato richiesto di presentare i documenti attestanti i titoli di studio entro un paio di giorni, fissati per il 10 ottobre. Il docente, accortosi di aver smarrito la pergamena di laurea, ha presentato in sostituzione una denuncia di smarrimento insieme al certificato di laurea e diploma. La segreteria scolastica ha quindi archiviato la sua pratica di supplenza, suggerendo al docente di accettare altre offerte.
Due giorni dopo, il docente ha firmato un contratto a tempo determinato con un istituto superiore di Arzano. Tuttavia, questo contratto è stato risolto poco dopo, il 18 ottobre, quando la segreteria dell’istituto di Caivano ha comunicato al docente l’adozione di un decreto da parte della preside che lo depennava da tutte le classi di concorso e da ogni posto di insegnamento di ogni ordine e grado. Questa decisione ha avuto gravi conseguenze: il docente ha perso diverse opportunità di supplenze durante l’anno scolastico 2022-2023 e non ha ricevuto chiamate da alcuna scuola nell’anno successivo.
Il Giudizio del Tribunale
Il tribunale civile di Napoli Nord, nelle sue funzioni lavorative, ha preso in esame il ricorso del docente, accogliendolo parzialmente. Ha ritenuto il decreto della preside legittimo per l’anno 2022-2023 ma illegittimo per gli anni successivi, compreso il 2023-2024. Questo ha portato a una decisione importante: il tribunale ha disposto il risarcimento al docente, pari a circa dieci stipendi, per i danni subiti a causa della decisione della dirigente scolastica.
Questa vicenda mette in evidenza l’importanza della trasparenza e della correttezza nel processo di gestione delle graduatorie d’istituto. Le decisioni affrettate e non motivate dei dirigenti scolastici possono avere ripercussioni economiche significative non solo per i supplenti coinvolti, ma anche per le stesse istituzioni. È fondamentale che i dirigenti considerino tutte le implicazioni legali e professionali delle loro azioni, soprattutto in un contesto in cui i ricorsi legali sono in aumento.
Per ulteriori informazioni su casi simili e sul contesto giuridico che regola le graduatorie d’istituto, è possibile consultare fonti ufficiali come il Ministero dell’Istruzione e del Merito, che offre linee guida e normative aggiornate sul tema. L’esperienza di Caivano rappresenta un caso di studio utile sia per gli insegnanti che per i dirigenti scolastici, ai fini di un miglioramento delle procedure interne e di una maggiore precisone nelle decisioni che riguardano le graduatorie.
Rimanere informati e aggiornati sulla legislazione in materia di istruzione è cruciale per garantire un ambiente scolastico equo e giusto, dove ogni docente possa avere le stesse possibilità di lavorare e crescere professionalmente.
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