Docenti e Ds: il declino della democrazia collegiale e l’emergere dei cerchi magici
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
Il testo unico della scuola italiana è stato introdotto il 16 aprile 1994, in un contesto in cui il sistema scolastico era ancora centralizzato. Questa normativa si inserisce all’interno di un percorso di riforma dell’autonomia scolastica che cercava di promuovere il decentramento, la semplificazione e la modernizzazione dell’intera Pubblica Amministrazione. Le modifiche apportate hanno trasformato radicalmente il sistema scolastico nazionale, trasferendo poteri di responsabilità verso le singole istituzioni scolastiche. Tuttavia, tali cambiamenti non sempre hanno trovato corrispondenza in un adeguato aggiornamento legislativo per quanto concerne i poteri degli organi collegiali.
Le Relazioni tra Dirigenti Scolastici e Docenti
Il d.lgs. 297/94 continua a essere operante in molte delle sue disposizioni, ma ha subito integrazioni con il DPR 275/1999 e il d.lgs. 165/2001. Le leggi 59/1997 e 127/1997 hanno segnato un cambiamento significativo nella struttura della scuola italiana, influenzando anche le dinamiche di relazione tra la nuova figura del dirigente scolastico e i docenti. L’attuale dirigente scolastico, che ha sostituito il tradizionale preside, ha acquisito nuovi poteri decisionali, portando a una ridefinizione delle dinamiche interne.
Molte segnalazioni che giungono alle redazioni riportano di una situazione in cui gli organi collegiali, come il Collegio dei docenti e il Consiglio di Istituto, apparirebbero infiltrati da docenti restii a contestare le linee direttive imposte dal dirigente scolastico. Queste denunce evidenziano un malcontento crescente tra i docenti, che si sentono emarginati quando tentano di proporre alternative o mettere in discussione le decisioni del Capo di Istituto. Chi osa farlo rischia l’isolamento e l’ostilità all’interno del gruppo, venendo etichettato come “docente contrastivo”. Si evince, da tali testimonianze, un vero e proprio “tramonto della democrazia collegiale”.
I Cerchi Magici: un Nuovo Paradigma di Potere
Di fronte al declino della democrazia collegiale, si è sviluppato il fenomeno dei cosiddetti “Cerchi Magici”. Questo termine, che affonda le proprie radici nella storia, rimanda a antichi riti babilonesi e tradizioni medievali legate a maghi e streghe. Si tratta di cerchi immaginari che riuniscono individui con poteri e conoscenze superiori, escludendo coloro che non appartengono a questa ristretta cerchia. All’interno di questi cerchi, vengono assunte decisioni strategiche, creando un centro di potere che si distingue nettamente dalla realtà esterna. Questo fenomeno porta alla luce un’arroganza dell’“io” rispetto all’impotenza del “noi”.
I membri di questi “Cerchi Magici”, similmente a maghi e streghe, tendono a elevare sé stessi, acquisendo i privilegi conferiti dalla lealtà nei confronti del dirigente scolastico. Si instaura così un meccanismo di soggezione, dove la piena obbedienza è ricompensata con deleghe di potere. I docenti che cercano di affermare le proprie opinioni o di esercitare la propria voce vengono sistematicamente emarginati. All’interno di questo panorama, gli “eletti” nel cerchio magico si trovano protetti, mentre la maggioranza dei docenti, che non riesce a entrare in queste dinamiche esclusive, vive un’esperienza scolastica disagevole.
Riflessioni di Dirigenti Scolastici in Pensione
Ci sono dirigenti scolastici che, ormai in pensione e liberi da vincoli istituzionali, confessano l’esistenza di questi cerchi magici, denunciando l’ipocrisia e i rapporti di potere che vi si annidano. Questi ex dirigenti rivelano che la maggioranza dei docenti è esclusa da questo cerchio privilegiato e subisce le conseguenze del peso di responsabilità, carico di lavoro e negazione dei diritti contrattuali. Chi appartiene al cerchio magico, al contrario, riceve la massima protezione e riconoscimenti, creando un divario incolmabile tra le due parti.
Questa dinamica di potere pone interrogativi sulle pratiche di gestione all’interno delle istituzioni scolastiche e evidenzia la necessità di una riflessione profonda e collettiva. Ripristinare la democrazia collegiale e creare spazi di dialogo tra tutte le figure coinvolte è fondamentale per costruire una scuola più inclusiva e trasparente. È tempo di rivalutare il ruolo degli organi collegiali, ripristinando le condizioni per un efficace confronto tra dirigenti e docenti, affinché la scuola possa tornare ad essere un luogo di crescita e partecipazione.
Fonti:
– Ministero dell’Istruzione, www.miur.gov.it
– Normativa scolastica, www.governo.it
– Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici (ANP), www.anp.it
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