Donne multitasking: il talento di fare tutto o una trappola che porta all’esaurimento?

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Donna

Donne multitasking: il talento di fare tutto o una trappola che porta all’esaurimento?

Essere capaci di fare più cose contemporaneamente viene spesso considerato uno dei grandi punti di forza delle donne. Organizzare il lavoro, gestire la casa, occuparsi della famiglia, rispondere ai messaggi, ricordare appuntamenti e scadenze e, nel frattempo, cercare di ritagliarsi qualche spazio personale: il multitasking femminile è diventato quasi un modello culturale.

Ma dietro questa capacità di tenere insieme tanti impegni può nascondersi anche un problema. Quando il fare tutto diventa una necessità quotidiana, il rischio è trasformare una qualità in una fonte continua di stress, stanchezza e sovraccarico mentale.

Che cosa significa davvero essere multitasking

Il multitasking non significa necessariamente riuscire a svolgere contemporaneamente più attività con la stessa efficacia. Molto spesso consiste nel passare rapidamente da un compito all’altro, mantenendo nella mente una lunga lista di cose da fare.

Una donna può, per esempio, essere impegnata in una riunione di lavoro mentre pensa alla spesa da fare, controlla sul telefono l’orario di un appuntamento e ricorda di dover pagare una bolletta. Anche quando fisicamente sta facendo una sola cosa, mentalmente può essere impegnata in molte altre.

È proprio questa continua attività mentale a rendere il carico particolarmente pesante.

Il peso del “carico mentale”

Una delle espressioni sempre più utilizzate per descrivere questa situazione è carico mentale. Non riguarda soltanto il numero di attività da svolgere, ma soprattutto la responsabilità di ricordarle, organizzarle e anticipare ciò che sarà necessario fare.

Chi gestisce la maggior parte dell’organizzazione familiare può sentirsi responsabile non soltanto di ciò che deve essere fatto oggi, ma anche di quello che potrebbe servire domani.

Ricordare una visita medica, programmare una vacanza, acquistare un regalo, controllare i compiti dei figli, organizzare la spesa o coordinare gli impegni familiari significa mantenere continuamente attive numerose informazioni.

Il risultato può essere una sensazione di mente sempre accesa, anche nei momenti in cui sarebbe necessario riposare.

Quando il multitasking diventa una trappola

Il problema non è svolgere più attività nell’arco della stessa giornata. La difficoltà nasce quando la sensazione di dover essere sempre produttive diventa permanente.

Dire continuamente “ci penso io”, sentirsi in colpa quando si delega o avere l’impressione che fermarsi significhi perdere tempo può portare a una progressiva riduzione degli spazi personali.

La stanchezza può manifestarsi attraverso irritabilità, difficoltà di concentrazione, sonno poco ristoratore, mancanza di motivazione e sensazione di non riuscire mai a fare abbastanza.

Non significa automaticamente essere di fronte a un esaurimento, ma sono segnali che indicano la necessità di fermarsi e rivalutare il proprio ritmo.

Fare tutto non è necessariamente sinonimo di essere più forti

La cultura della donna che riesce a fare tutto può avere un effetto paradossale: trasformare la capacità di gestire molte responsabilità in un’aspettativa.

La donna efficiente diventa quella che lavora, si occupa della famiglia, mantiene una vita sociale, cura il proprio aspetto, pratica attività fisica e trova anche il tempo per dedicarsi alle proprie passioni.

Ma nessuno può mantenere indefinitamente livelli elevati di attenzione e produttività senza conseguenze.

Essere forti non significa necessariamente riuscire a fare tutto da sole. In molti casi significa anche riconoscere i propri limiti, chiedere aiuto e accettare che alcune cose possano essere semplicemente rimandate.

Imparare a scegliere le priorità

Una possibile alternativa al multitasking continuo è imparare a distinguere ciò che è veramente urgente da ciò che può aspettare.

Non tutto ciò che richiede attenzione deve essere risolto immediatamente. Stabilire poche priorità durante la giornata permette di ridurre il numero di passaggi continui da un’attività all’altra e di dedicare maggiore attenzione a ciò che si sta facendo.

Anche delegare può essere importante. La gestione della casa e della famiglia non dovrebbe necessariamente dipendere da una sola persona. Dividere concretamente responsabilità e decisioni significa ridurre non soltanto il numero di compiti, ma anche il peso mentale legato alla loro organizzazione.

Il diritto di fermarsi

Uno degli aspetti più difficili da accettare è che il riposo non deve essere necessariamente una ricompensa dopo aver completato tutto.

Spesso quel momento non arriva mai, perché la lista delle cose da fare è praticamente infinita.

Ritagliarsi del tempo per sé, leggere, uscire, incontrare un’amica, fare una passeggiata o semplicemente non fare nulla non significa essere meno produttive. Significa riconoscere che il benessere personale è una necessità e non un lusso.

Il vero equilibrio, quindi, forse non consiste nel diventare ancora più brave a fare tutto. Consiste nell’imparare a capire che cosa vale davvero la pena fare, che cosa può essere condiviso con gli altri e, soprattutto, che cosa possiamo permetterci di non fare.

Multitasking sì, ma senza dimenticare se stesse

Essere organizzate, dinamiche e capaci di gestire molte responsabilità può certamente essere una risorsa. Ma quando questa capacità diventa un obbligo, rischia di trasformarsi in una trappola.

La sfida non è dimostrare di poter fare tutto. È costruire una quotidianità nella quale ci sia spazio anche per riposare, delegare, rallentare e prendersi cura di sé.

Perché una donna non vale per il numero di cose che riesce a portare avanti contemporaneamente. Vale anche per la capacità di scegliere quando è il momento di fermarsi.

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