Dopo anni di paura, il surf in Indonesia mi ha fatto amare l’oceano.
Pubblicato il da Redazione - Viaggi
Ispirata all’epopea di Omero, questa serie esplora i viaggi che hanno cambiato la vita dei nostri redattori. Dalla conquista delle paure in Indonesia ai reset post-partum in Grecia, passando per epifanie esistenziali a Parigi, queste moderne odissi vogliono ispirare la tua prossima avventura. Qui, la scrittrice Noo Saro-Wiwa riflette su un viaggio che ha rivoluzionato una paura radicata in lei.
Affrontare la Paura del Mare
Ho sempre avuto una paura schiacciante dell’oceano: la sua potenza e profondità, le creature che si nascondono tra le sue onde gigantesche. È un gigante. L’artista giapponese Katsushika Hokusai ha colto perfettamente questa essenza nella sua famosa stampa “La Grande Onda di Kanagawa”, in cui il mare appare come un insieme di artigli che cercano di afferrare l’aria con un’intenzione spietata. Cosa c’è di più inquietante? Vedere da piccolo il film “Jaws” non ha certamente migliorato la situazione. Sono cresciuta come molti bambini degli anni ’80, inquieta profundamente dalla classica pellicola horror di Steven Spielberg sui squali.
È stato solo nell’estate successiva alla mia laurea che ho fatto il mio primo tuffo nel mare. In piedi con l’acqua fino alla vita al largo della costa orientale della Malesia, ho avuto un attimo di panico quando un amico ha riemerso e mi ha detto, con nonchalance, che i pesci mi sfioravano le gambe. La mia acquafobia non era solo psicologica; era radicata in una realtà fisica concreta: sono negativamente buoyant, il che significa che galleggiare è un’impresa impossibile, e l’unico modo per rimanere a galla è nuotare incessantemente e affaticarmi. Per questo ho sempre evitato il mare, osservando invece i miei amici divertirsi come lontre spensierate, dalle barche o dalle spiagge.
Riconciliarsi con il Mare
Volevo godermi il mare tanto quanto loro, ammirare la vita marina così misteriosa e affascinante, persino più dell’oscurità dello spazio. E desideravo provare il surf. L’idea di scivolare sulla cresta di un’onda mi appariva bella e liberatoria; dovevo solo superare la mia ansia per l’acqua. Ma questa avversione rifletteva un problema psicologico più ampio, una procrastinazione basata sulla paura che ha rallentato i miei progressi nella vita. Spesso evito compiti burocratici, preferendo pagare multe piuttosto che riempire moduli complessi. Nonostante sia una scrittrice professionista, la vista di una pagina bianca sullo schermo del computer mi fa desiderare di afferrare l’aspirapolvere.
Il filosofo e scrittore George Addair ha detto che “tutto ciò che hai sempre desiderato si trova dall’altra parte della paura”. Ha perfettamente ragione. “Qual è il peggiore dei casi?” è una domanda che spesso mi pongo retoricamente, ma rispondere a questo interrogativo mi ha obbligato a riflettere in modo più razionale sui rischi connessi all’essere in mare. Perché ho passato 20 anni perdendo la bellezza delle barriere coralline quando avrei potuto semplicemente indossare un giubbotto salvagente? Alla fine, la curiosità ha trionfato sull’ansia. I miei primi tuffi completi nel mare sono iniziati a 40 anni. Superando la mia fobia, ho fatto snorkeling a Palawan, nelle Filippine, con un’amica, rimanendo vicina a lei come un vitello di balena alla sua madre. È stata un’esperienza incredibile. Ho ripetuto l’impresa ad Antigua, in Kenya e alle Maldive, dove una gigantesca manta si è avvicinata a me. Tutto fantastico, ma parliamo di acque calme. Le onde continuavano a mettermi a disagio, persino piccole come la sei piedi che mi si è presentata a Santa Monica, California. Sono riuscita a superarla aggrappandomi alle spalle della mia amica, quasi affogandola nel processo.
Il mio viaggio verso la riconciliazione con il mare è stato lungo e tortuoso, ma ho imparato che affrontare le paure può portare a esperienze impensate. Se c’è una lezione che ho tratto da questo percorso, è che le avventure più belle si nascondono oltre le nostre ansie. Che si tratti di esplorare il mondo sottomarino o di confrontarsi con altre sfide, la vera crescita personale inizia quando ci lanciamo contro le nostre paure. Chi avrebbe mai pensato che il mare, un tempo percepito come un nemico, potesse diventare un’amica?
Per ulteriori informazioni sulla psicologia della paura e come affrontarla, ti consiglio di leggere “The Gift of Fear” di Gavin de Becker e “Feel the Fear and Do It Anyway” di Susan Jeffers.
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