Droni monitorano le balene, fornendo avvisi tempestivi sulla loro salute e sopravvivenza.

Pubblicato il da Redazione - Green

Droni monitorano le balene, fornendo avvisi tempestivi sulla loro salute e sopravvivenza.

Il Ruolo dei Droni nella Monitoraggio delle Popolazioni di Balene

Negli ultimi anni, i ricercatori hanno iniziato a utilizzare droni e tecniche di fotogrammetria per esaminare l’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute delle popolazioni di balene. Questo approccio innovativo consente di raccogliere misurazioni dettagliate delle balene, permettendo agli scienziati di monitorare come fattori ambientali influenzano la crescita e la riproduzione delle balene grigie lungo la costa del New England e degli orche in Alaska. Dati recenti hanno rivelato che un’onda di calore marino nel 2013 ha ostacolato la ripresa della popolazione di orche in Alaska, che era già diminuita drasticamente dopo il disastro dell’Exxon Valdez nel 1989. Inoltre, è emerso che le balene non crescevano come previsto, evidenziando le sfide che queste creature affrontano a causa delle condizioni ambientali in continua evoluzione.

L’uso dei droni ha anche permesso ai ricercatori di identificare in anticipo le balene gravide, consentendo un monitoraggio più accurato degli esiti delle gravidanze.

Come i Droni Trasformano la Ricerca sulle Balene

Tradizionalmente, il monitoraggio delle popolazioni di balene si basava sul conteggio delle balene attraverso fotografie e sull’identificazione tramite le loro caratteristiche naturali. Tuttavia, questo metodo presenta alcune limitazioni, poiché le balene vivono a lungo e si riproducono lentamente, rendendo difficile ottenere riscontri rapidi sui cambiamenti nelle popolazioni e nella loro salute.

John Durban, scienziato senior presso il Centro di Vita Marina Andrew Cabot del New England Aquarium, ha affermato in un’intervista che l’integrazione di droni e fotogrammetria con i metodi tradizionali offre nuove opportunità per valutare la salute delle balene in relazione ai cambiamenti climatici. I ricercatori misurano dimensioni e forme delle balene attraverso foto aeree ad alta risoluzione catturate dai droni, creando così un collegamento tra i fattori ambientali e la salute degli animali.

L’equipe di Durban si concentra su due specie di balene in due bacini oceanici distinti: le balene grigie dell’Atlantico settentrionale (Eubalaena glacialis) lungo la costa del New England e le orche (Orcinus orca) in Alaska. Ogni anno, nei mesi di marzo e aprile, il team si reca a Cape Cod Bay, dove le balene grigie si radunano per nutrirsi di zooplancton. Nello stesso modo, in Alaska, le spedizioni vengono programmate per maggio e giugno, quando le orche si riuniscono per nutrirsi di salmoni chinook.

Durante le osservazioni, il team inizia con l’identificazione fotografica tradizionale, per poi lanciare il drone per raccogliere immagini per la fotogrammetria. Ogni volo dura generalmente tra i 10 e i 30 minuti, permettendo di fotografare tutti gli esemplari presenti nel gruppo. Questa metodologia ha fornito interessanti informazioni sui motivi dietro i cambiamenti delle popolazioni di balene.

In Alaska, è emerso che la popolazione di orche, dopo un periodo di recupero dal disastro dell’Exxon Valdez, ha subito un nuovo declino a causa di un’onda di calore marino iniziata nel 2013. Le misure hanno mostrato che le orche crescevano meno del previsto, con un impatto sulla loro riproduzione: femmine più piccole non sono in grado di stoccare la quantità necessaria di energia per il ciclo riproduttivo.

Anche per le balene grigie, i dati indicano un deciso calo della loro massa e dimensione nel tempo. “Le misure suggeriscono che queste balene stanno diventando più magre e più piccole nel tempo. Questo potrebbe essere legato a fonti alimentari imprevedibili,” ha osservato Durban.

I risultati ottenuti sono fondamentali non solo per il monitoraggio della salute delle balene, ma anche per la conservazione delle specie. Grazie ai dati raccolti, gli scienziati possono identificare quali balene stanno prosperando e quali stanno lottando, oltre a monitorare le gravidanze in modo più dettagliato. “Possiamo ora rilevare la gravidanza a un terzo del suo percorso, una misurazione molto sensibile dello stato della popolazione,” spiega Durban.

Le sfide non mancano, poiché la raccolta e l’analisi dei dati rimangono processi laboriosi e dispendiosi in termini di tempo. Attualmente, il team sta affrontando difficoltà nella automatizzazione del processo di analisi, e il cambio dei comportamenti migratori delle balene, causato dai cambiamenti climatici, rende sempre più complessa la ricerca.

La conservazione delle balene è un impegno a lungo termine. Come sottolinea Durban, “Queste balene vivono più a lungo di noi, e dobbiamo capire quali cambiamenti stanno affrontando.” La ricercatezza dei metodi e la dedizione dei ricercatori sono essenziali per garantire la sopravvivenza di queste magnifiche creature nei mari del nostro pianeta.

Fonti ufficiali:
– NOAA Fisheries
– New England Aquarium
– Woods Hole Oceanographic Institution

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