Durata di uno studio elettrofisiologico: tempi e cosa aspettarsi da quest’esame

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Sintomi e Cure: consigli, rimedi e prevenzione

Durata di uno studio elettrofisiologico: tempi e cosa aspettarsi da quest’esame

Uno studio di elettrofisiologia (EP) richiede generalmente da una a quattro ore per essere completato. La durata del test può estendersi se durante la stessa seduta vengono eseguiti interventi aggiuntivi, come l’ablazione con catetere, effettuata dal cardiologo specialista noto come elettrofisiologo.

Che cos’è uno studio di elettrofisiologia?

Lo studio di elettrofisiologia è un esame diagnostico avanzato che permette di analizzare dettagliatamente l’attività elettrica del cuore. Viene prescritto per individuare le cause di aritmie, ovvero battiti cardiaci irregolari. Questo test consente sia di stimolare che di diagnosticare ritmi cardiaci anormali, offrendo una comprensione precisa della loro origine.

Quali informazioni fornisce lo studio di elettrofisiologia?

Durante lo studio, il medico è in grado di localizzare la zona precisa del cuore responsabile dell’aritmia grazie alla mappatura elettrica. Questa tecnica aiuta a diagnosticare diversi tipi di aritmie e permette di pianificare terapie mirate. Tra i trattamenti che possono essere eseguiti subito dopo o durante lo studio ci sono:

Cosa succede durante il test di elettrofisiologia?

Il test viene eseguito in ambiente ospedaliero, in una sala attrezzata chiamata laboratorio di elettrofisiologia o sala di cateterismo. Prima dell’esame, si raccomanda di non mangiare o bere per alcune ore. Durante l’intervento:

  1. Viene inserita una linea endovenosa (IV) per la somministrazione di sedativi, utili a rilassare il paziente;
  2. La zona di inserimento del catetere, solitamente inguine, braccio o collo, viene pulita e rasata;
  3. Si applica anestesia locale per evitare dolore durante l’introduzione del catetere;
  4. Attraverso un piccolo ago viene inserito un sottile tubicino (introiettore) nel vaso sanguigno;
  5. I cateteri flessibili vengono guidati dal medico fin dentro il cuore;
  6. Un sofisticato sistema di video e elettroni consente di monitorare in tempo reale la posizione e l’attività del catetere;
  7. Il medico stimola il cuore inviando impulsi elettrici per indurre e analizzare diverse velocità di battito cardiaco;
  8. Durante la stimolazione, il paziente potrebbe avvertire palpitazioni o leggero fastidio, che devono essere comunicati al personale;
  9. Alla fine dell’esame, il catetere e la linea IV vengono rimossi;
  10. Al sito di inserzione si esercita una pressione per evitare sanguinamenti.

Se durante la procedura si identifica il tipo e la posizione dell’aritmia, il cardiologo può procedere immediatamente con il trattamento appropriato, come l’ablazione o l’impianto di dispositivi cardiaci.

Cosa accade dopo lo studio di elettrofisiologia?

Terminato il test, il paziente viene trasferito in una sala di recupero dove dovrà riposare mantenendo il braccio o la gamba utilizzata per l’esame in posizione distesa per alcune ore. Il personale medico controllerà frequentemente la zona di inserzione per verificare assenza di emorragie o gonfiori. I risultati verranno comunicati una volta che l’effetto dei sedativi sarà svanito.

È fondamentale seguire con attenzione le indicazioni relative a farmaci e cure. Generalmente, è possibile riprendere a mangiare e assumere farmaci dopo 4-6 ore dalla fine dell’esame. Le attività quotidiane possono essere riprese il giorno successivo, mentre è importante evitare di guidare per almeno 24 ore.

Precauzioni e possibili complicanze

Nei giorni successivi, è normale avvertire dolore nella zona dove è stato inserito il catetere, spesso accompagnato da ecchimosi o un piccolo gonfiore che tende a risolversi entro qualche settimana. È fondamentale evitare sforzi fisici intensi e di sollevare pesi superiori a 4-5 kg per almeno una settimana.

In caso di sanguinamento dalla ferita, il paziente deve posizionarsi in posizione sdraiata e applicare pressione sul sito interessato. Se la fuoriuscita di sangue persiste, è importante contattare immediatamente il medico o recarsi al pronto soccorso. Tra le complicanze più comuni, anche se rare, si segnalano:

Seguendo le indicazioni mediche e rispettando i tempi di recupero, lo studio di elettrofisiologia è una procedura sicura e fondamentale per diagnosticare e trattare efficacemente le aritmie cardiache.

Domanda: Negli Stati Uniti, 1 persona su 4 muore a causa di malattie cardiache.

Fonte: CDC – Centers for Disease Control and Prevention

American Heart Association – Informazioni sullo studio di elettrofisiologia

American College of Cardiology – Dettagli sulla procedura EP

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