Ebola in RDC: intervista con il Dr. Macky Mbavugha sulla recente emergenza sanitaria

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Ebola in RDC: intervista con il Dr. Macky Mbavugha sulla recente emergenza sanitaria

Nuovo Focolaio di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo

La Repubblica Democratica del Congo (RDC) sta affrontando un nuovo focolaio di Ebola causato dal ceppo di Bundibugyo, per il quale non esistono né vaccini né trattamenti approvati. Attualmente, sono stati registrati oltre 1.000 casi sospetti e più di 238 decessi. La malattia si è diffusa anche nei paesi limitrofi, come l’Uganda. Secondo il dottor Macky Mbavugha, esperto dell’International Rescue Committee (IRC), il rischio di trasmissione è aumentato a causa di gruppi armati, spostamenti della popolazione e mobilità intensa intorno alle aree minerarie d’oro.

Il 28 maggio 2026, il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha inviato una lettera aperta al popolo della RDC prima di un viaggio sul campo nel paese. “Voglio essere con voi in questi momenti difficili. Non siete soli”, ha dichiarato, ricordando il suo coinvolgimento durante l’epidemia di Ebola che ha colpito il nord-est della RDC tra il 2018 e il 2020.

Situazione Attuale e Sfide

Dal 15 maggio, la situazione è diventata critica. Dall’inizio dell’epidemia, il numero di decessi continua a salire. Le autorità della RDC hanno registrato 121 casi confermati e 17 decessi confermati, oltre a più di 1.077 casi sospetti. Il focolaio ha avuto inizio nella provincia di Ituri, al confine con l’Uganda, prima di diffondersi nella provincia del Nord Kivu e oltre. Di conseguenza, l’Uganda ha chiuso le sue frontiere con la RDC.

Secondo il Centro Africano per il Controllo delle Malattie (Africa CDC), il rischio di diffusione regionale è elevato. Dieci altri paesi africani sono stati identificati come a rischio, tra cui Angola, Burundi e Repubblica Centrafricana.

L’IRC, attraverso il dottor Mbavugha, sta gestendo la risposta in un contesto di forti tagli al budget, in seguito alla diminuzione dei finanziamenti da parte degli Stati Uniti nel 2025. Questo ha reso difficile la sorveglianza delle malattie e la risposta immediata.

Dr. Mbavugha ha spiegato a Mongabay che la comunità ha reagito in modo mistico all’epidemia, considerando inizialmente l’Ebola come qualcosa di inafferrabile. Questo ha portato a ritardi nell’identificazione del virus. La mancanza di una reazione tempestiva da parte del Ministero della Salute ha contribuito a un’ulteriore diffusione della malattia. I campioni di sangue inizialmente testati per il ceppo Zaire hanno dato esito negativo, lasciando che la situazione si deteriorasse ulteriormente.

Le sfide nella provincia di Ituri includono una mobilità elevata della popolazione e la presenza di gruppi armati. Le comunità sono attraversate da conflitti per il controllo delle zone minerarie, complicando ulteriormente la risposta al focolaio.

La mancanza di risorse ha costretto l’IRC a ridurre le sue operazioni. Prima dei tagli, l’organizzazione forniva servizi di sorveglianza delle malattie e acqua potabile. Oggi, con un bilancio ridotto del 40-45%, molte di queste attività sono state compromesse. Senza un adeguato supporto economico, la capacità di monitorare l’epidemia e sensibilizzare la popolazione è severamente limitata.

Dr. Mbavugha ha sottolineato l’importanza della comunicazione e dell’impegno comunitario. Le risorse sono vitali per educare le comunità sui rischi e sulle buone pratiche igieniche. È fondamentale che i centri sanitari ricevano dotazioni di protezione personale per garantire la sicurezza di pazienti e operatori sanitari.

L’accesso all’acqua è cruciale per la risposta all’Ebola. La malattia si diffonde attraverso il contatto, e buone pratiche igieniche possono ridurre notevolmente il rischio di trasmissione. Tuttavia, in molte aree, l’acqua corrente è scarsa. La mancanza di una fornitura d’acqua adeguata aumenta il rischio di contaminazione.

La risposta internazionale deve affrontare anche problemi culturali legati alle pratiche di lutto nel contesto dell’epidemia. La popolazione è molto legata alle proprie tradizioni, e il rifiuto di lasciare i corpi delle persone decedute alle autorità sanitarie crea resistenza, complicando ulteriormente la situazione.

Fonti ufficiali consultabili includono:

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